Imballaggi, l’UE chiude una possibile scappatoia: dal 2030 stop anche a carta e plastica se la quota plastica supera il 5%

L’Unione Europea mette un punto fermo su uno degli aspetti più discussi del nuovo regolamento sugli imballaggi.

Con una recente comunicazione interpretativa, la Commissione europea ha chiarito che i divieti previsti dal Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) non riguarderanno soltanto gli imballaggi realizzati interamente in plastica, ma anche quelli compositi che contengono una quota significativa di materiale plastico.

Una precisazione che potrebbe avere effetti importanti per produttori, distributori e operatori della filiera degli imballaggi.

Carta e plastica insieme? Per Bruxelles il limite è il 5%

Uno dei dubbi più frequenti riguardava gli imballaggi compositi, cioè quei prodotti costituiti da più materiali, come ad esempio carta e plastica accoppiate.

Negli ultimi anni molte aziende hanno investito in queste soluzioni ritenendole più sostenibili rispetto alla plastica tradizionale, ma la Commissione europea ha deciso di chiarire come dovranno essere interpretate le nuove regole.

Secondo l’orientamento ufficiale, gli imballaggi contenenti almeno il 5% di plastica rientreranno nell’ambito di applicazione dei divieti previsti dall’articolo 25 e dall’allegato V del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi.

In altre parole, non sarà sufficiente aggiungere una minima quantità di carta o altro materiale per sottrarsi alle restrizioni previste per alcuni imballaggi monouso.

La Commissione spiega che un’interpretazione diversa rischierebbe di creare una sorta di scappatoia normativa.

Se bastasse inserire una percentuale trascurabile di materiale diverso dalla plastica per evitare i divieti, l’obiettivo ambientale della norma verrebbe facilmente aggirato.

Per questo motivo Bruxelles ritiene che anche gli imballaggi a base carta contenenti più del 5% di plastica debbano essere considerati soggetti alle limitazioni previste dal regolamento.

Al contrario, gli imballaggi con una quota di plastica pari o inferiore al 5% non ricadranno automaticamente in questo regime restrittivo.

Si tratta di una precisazione particolarmente rilevante perché negli ultimi anni il mercato ha visto una forte diffusione di confezioni e packaging definiti “paper based”, ma che in realtà contengono rivestimenti plastici indispensabili per garantire impermeabilità, conservazione degli alimenti o resistenza meccanica.

Un chiarimento che cambia le strategie delle imprese

L’intervento della Commissione arriva in un momento delicato per il settore. Il nuovo PPWR rappresenta una delle riforme più ambiziose dell’Unione Europea nell’ambito dell’economia circolare e mira a ridurre drasticamente la produzione di rifiuti da imballaggio.

Dal 1° gennaio 2030 entreranno infatti in vigore numerosi divieti relativi a specifiche tipologie di imballaggi monouso, oltre a nuovi obblighi in materia di riutilizzo, riciclabilità e contenuto di materiale riciclato.

Per molte imprese il chiarimento sul limite del 5% significa che alcune soluzioni oggi considerate una valida alternativa alla plastica potrebbero non essere sufficienti per rispettare le future prescrizioni europee.

Le aziende dovranno quindi valutare con attenzione la composizione dei propri imballaggi e verificare se i materiali utilizzati consentano effettivamente di rimanere fuori dal campo di applicazione dei divieti.

L’aspetto interessante è che la Commissione non introduce nuove regole, ma chiarisce come debba essere interpretato il regolamento già approvato.

Questo conferma una tendenza ormai evidente nella normativa europea. Ovvero che non conta soltanto la presenza di materiali apparentemente più sostenibili, ma la reale capacità dell’imballaggio di contribuire agli obiettivi di riduzione dei rifiuti e di economia circolare.

Dal punto di vista ambientale il ragionamento appare coerente. Molti imballaggi compositi risultano infatti più difficili da riciclare rispetto a quelli monomateriale, perché la separazione delle diverse componenti richiede processi complessi e costosi.

Tuttavia, dal punto di vista industriale, il chiarimento rischia di creare nuove sfide per le aziende che negli ultimi anni hanno investito proprio nei packaging misti carta-plastica per ridurre l’utilizzo di polimeri tradizionali.

La partita, dunque, non riguarda soltanto la riduzione della plastica, ma anche la definizione di criteri chiari e uniformi per stabilire quando un imballaggio possa essere considerato realmente sostenibile.

E il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: la semplice presenza della carta non basta a rendere “green” un imballaggio se la componente plastica continua ad avere un peso rilevante nella sua struttura.

FAQ

Dal 2030 saranno vietati tutti gli imballaggi con plastica?

No. Il chiarimento della Commissione riguarda specifiche categorie di imballaggi interessate dai divieti previsti dal PPWR. Non tutti gli imballaggi contenenti plastica saranno automaticamente vietati.

Qual è la soglia individuata dall’UE?

La Commissione ha chiarito che gli imballaggi compositi contenenti almeno il 5% di plastica possono rientrare nei divieti previsti dal regolamento.

Gli imballaggi in carta saranno sempre esclusi dai divieti?

No. Se contengono una quota di plastica superiore al 5%, potrebbero essere considerati soggetti alle restrizioni previste dalla normativa europea.

Quando entreranno in vigore queste disposizioni?

Le principali misure sui divieti degli imballaggi monouso previste dal regolamento europeo sugli imballaggi si applicheranno a partire dal 1° gennaio 2030.

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