<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GEN - MAR Archivi - Wastezero.it</title>
	<atom:link href="https://www.wastezero.it/category/news/2025/gen-mar-2025/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.wastezero.it/category/news/2025/gen-mar-2025/</link>
	<description>Consulente ambientale Formazione - Informazione</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Mar 2026 12:06:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.wastezero.it/wp-content/uploads/2024/04/Immagine-11-80x80.png</url>
	<title>GEN - MAR Archivi - Wastezero.it</title>
	<link>https://www.wastezero.it/category/news/2025/gen-mar-2025/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Piano Transizione 5.0: regole più chiare, controlli più stretti e nuove scadenze per le imprese</title>
		<link>https://www.wastezero.it/piano-transizione-5-0-regole-chiare-controlli-stretti/</link>
					<comments>https://www.wastezero.it/piano-transizione-5-0-regole-chiare-controlli-stretti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 10:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GESTIONE RIFIUTI]]></category>
		<category><![CDATA[GEN - MAR]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2025]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.wastezero.it/?p=9267</guid>

					<description><![CDATA[<p>Crediti d’imposta e comunicazioni: cosa cambia dopo il decreto di gennaio 2026</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/piano-transizione-5-0-regole-chiare-controlli-stretti/">Piano Transizione 5.0: regole più chiare, controlli più stretti e nuove scadenze per le imprese</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il decreto di conversione sul <strong>Piano Transizione 5.0</strong> interviene su scadenze, cumulo dei crediti e controlli. Un intervento mirato che punta a dare certezza alle imprese e rafforzare la tenuta del sistema agevolativo.<br><br>Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cumulo, controlli e risorse: il nuovo equilibrio tra incentivi e responsabilità del Piano Transizione 5.0</h4>



<p>Come anticipato, l’entrata in vigore del <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-01-20&amp;atto.codiceRedazionale=26A00238&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener">testo coordinato del decreto-legge n. 175 del 2025, </a>convertito a gennaio 2026, segna un passaggio importante per il Piano Transizione 5.0.<br><br>Non si tratta di una riforma strutturale, ma di una serie di interventi puntuali che incidono su tempi, modalità operative e responsabilità dei soggetti coinvolti, con un obiettivo chiaro.<br><br>Ovvero rendere il sistema dei crediti d’imposta più<strong>ordinato, controllabile e coerente </strong>con le risorse disponibili.</p>



<p>Il cuore dell’intervento è l’articolo 1, interamente dedicato ai crediti d’imposta del Piano Transizione 5.0.<br><br>Qui il legislatore mette mano a<strong> tre aspetti chiave</strong>: le comunicazioni delle imprese, il divieto di cumulo con altri incentivi e il rafforzamento dei controlli affidati al Gestore dei Servizi Energetici.</p>



<p>Uno dei nodi più delicati del Piano Transizione 5.0 riguarda le comunicazioni necessarie per accedere al credito d’imposta.<br><br>Il decreto chiarisce innanzitutto le tempistiche: le comunicazioni previste dal decreto-legge n. 19 del 2024 potevano essere presentate entro il <strong>27 novembre 2025.</strong> Una data diventata centrale per tutte le imprese interessate.</p>



<p>Tuttavia, il legislatore ha introdotto una sorta di “seconda chance” per le comunicazioni presentate tra il 7 e il 27 novembre 2025.<br><br>In questo intervallo, qualora emergano errori di caricamento, documentazione incompleta o informazioni non leggibili, è possibile integrare o sanare le comunicazioni, ma solo su richiesta del GSE e comunque entro un termine perentorio.&nbsp;</p>



<p>Il messaggio è chiaro: c’è spazio per correggere errori formali, ma non per colmare lacune sostanziali. Restano infatti escluse dalla sanatoria le carenze relative alla certificazione della riduzione dei <a href="https://www.wastezero.it/transizione-5-0-energia-rinnovabile-cosa-cambia-davvero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">consumi energetici,</a> elemento centrale dell’intero impianto agevolativo.<br><br>Senza questa certificazione, la procedura non si perfeziona e il credito d’imposta non è riconosciuto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Divieto di cumulo: una scelta obbligata</h4>



<p>Un altro punto su cui il decreto interviene in modo netto è il<strong> divieto di cumulo</strong> tra il credito d’imposta Transizione 5.0 e quello per investimenti in beni strumentali nuovi previsto dalla legge n. 178 del 2020.<br><br>Il chiarimento ha valore interpretativo, ma produce effetti molto concreti. Per i medesimi beni, l’impresa non può accedere contemporaneamente a entrambe le agevolazioni.<br><br>Chi, alla data di entrata in vigore del decreto, ha presentato domanda per entrambi i crediti, è chiamato a scegliere: entro il 27 novembre 2025 già doveva optare telematicamente per uno solo dei due.</p>



<p>La norma cerca però di <strong>evitare effetti penalizzanti eccessivi.</strong><br><br>Se l’impresa opta per il credito Transizione 5.0 ma questo non viene riconosciuto per esaurimento delle risorse, resta salva, a determinate condizioni, la possibilità di accedere al credito per beni strumentali.<br><br>In questo modo si tenta di bilanciare l’esigenza di ordine nel sistema con quella di tutela degli investimenti già programmati. Nei casi di “prenotazione doppia”, il meccanismo è ancora più stringente.<br><br>Dopo la comunicazione di completamento dell’investimento, e su richiesta del GSE, l’impresa deve rinunciare formalmente al credito non fruito entro cinque giorni. In caso contrario, scatta la decadenza. Anche qui, la parola chiave è tempestività.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il ruolo del GSE: da gestore a vigilante</h4>



<p>Uno degli aspetti più significativi del decreto riguarda il rafforzamento del ruolo del GSE.<br><br>Le modifiche introdotte all’articolo 38 del decreto-legge n. 19 del 2024 chiariscono che il GSE non si limita a una verifica formale, ma esercita una<strong> vera e propria attività di vigilanza </strong>sui soggetti che rilasciano le certificazioni.</p>



<p>Il controllo si articola su due livelli. Da un lato, la verifica della correttezza formale delle certificazioni.<br><br>Dall’altro, controlli nel merito, basati su piani di controllo specifici, per accertare che il contenuto delle certificazioni sia coerente con la <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">normativa</a> e con i provvedimenti attuativi.</p>



<p>Se dai controlli emerge la mancanza dei presupposti per la fruizione del beneficio, il GSE può annullare la prenotazione del credito d’imposta e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Da qui possono derivare atti di decadenza o di recupero delle somme già utilizzate, con interessi e sanzioni.</p>



<p>Un dettaglio non secondario riguarda il contenzioso: nei giudizi tributari contro gli atti di recupero, il GSE <strong>è indicato come litisconsorte necessario</strong>. È un segnale evidente del peso attribuito al suo ruolo nell’intero procedimento.</p>



<p>Inoltre, il decreto autorizza una spesa significativa per sostenere il Piano Transizione 5.0: <strong>250 milioni di euro </strong>per il 2025, con ulteriori stanziamenti, seppur limitati, per il 2026 e il 2027 in termini di fabbisogno.<br><br>La copertura finanziaria è articolata e deriva da una combinazione di riduzioni di fondi esistenti, utilizzo di residui e risparmi di spesa.</p>



<p>Anche sotto questo profilo emerge la volontà di tenere sotto controllo l’impatto sui conti pubblici, evitando di creare nuovi oneri strutturali. Il Piano Transizione 5.0 resta così un intervento mirato, sostenuto da risorse definite e monitorabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/piano-transizione-5-0-regole-chiare-controlli-stretti/">Piano Transizione 5.0: regole più chiare, controlli più stretti e nuove scadenze per le imprese</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.wastezero.it/piano-transizione-5-0-regole-chiare-controlli-stretti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Concessionari di auto e rifiuti pericolosi: obblighi, registri e novità normative</title>
		<link>https://www.wastezero.it/concessionari-auto-rifiuti-pericolosi-obblighi-normative/</link>
					<comments>https://www.wastezero.it/concessionari-auto-rifiuti-pericolosi-obblighi-normative/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 15:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[GESTIONE RIFIUTI]]></category>
		<category><![CDATA[GEN - MAR]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2025]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.wastezero.it/?p=8516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al via il Registro telematico RVFU: gestione digitale dei veicoli fuori uso dal 7 giugno 2024</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/concessionari-auto-rifiuti-pericolosi-obblighi-normative/">Concessionari di auto e rifiuti pericolosi: obblighi, registri e novità normative</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I <strong>concessionari di auto</strong> sono produttori di rifiuti pericolosi e devono rispettare precise regole per la gestione e la registrazione dei veicoli fuori uso. Inoltre, dal 7 giugno 2024 è arrivato anche il <strong>Registro unico telematico.</strong></p>



<p>Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Dal codice EER 160104* all’obbligo del registro: cosa devono sapere i concessionari di auto in merito ai rifiuti pericolosi&nbsp;</h4>



<p>Secondo la normativa vigente, i concessionari di automobili e mezzi di trasporto sono considerati a tutti gli effetti produttori di rifiuti.&nbsp;</p>



<p>In particolare, rientrano tra i soggetti che generano rifiuti speciali pericolosi, come i veicoli fuori uso, classificati con il codice<strong> EER 160104*. </strong>Questo codice identifica un rifiuto pericoloso e impone quindi obblighi stringenti in termini di gestione e tracciabilità.</p>



<p>Uno degli adempimenti principali per i concessionari riguarda la tenuta del <a href="https://www.wastezero.it/registrazione-rifiuti-rentri-annotare-scarico-registro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">registro di carico e scarico</a>, un documento fondamentale per garantire la corretta gestione dei rifiuti speciali pericolosi derivanti dal deposito temporaneo. </p>



<p>L’obbligo è stabilito dall’art<strong>. 5, comma 1-bis, del Decreto Legislativo 24 giugno 2003,</strong> <strong>n. 209, e dall’art. 231 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, </strong>che disciplinano in maniera puntuale le modalità di compilazione e aggiornamento.</p>



<p>La compilazione del registro deve essere effettuata sia in fase di carico, cioè al momento della produzione del rifiuto, sia in fase di scarico, ovvero quando il rifiuto viene avviato a recupero o smaltimento.&nbsp;</p>



<p>In entrambi i casi, le registrazioni devono essere effettuate <strong>entro dieci giorni lavorativi </strong>dalla produzione o dallo smaltimento del rifiuto, come stabilito dalla normativa.</p>



<p>Ogni operazione di carico deve contenere i seguenti dati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-text-color has-link-color wp-elements-ed9b70a02708d0c5064299cf3bb1b12d" style="color:#1b3f16">La data e il numero progressivo della registrazione</li>



<li class="has-text-color has-link-color wp-elements-8e15bc0f96402490dd756e621fdc8f77" style="color:#1b3f16">Il codice EER corrispondente (160104*)</li>



<li class="has-text-color has-link-color wp-elements-8ccea3aabd0aa2afdc9ba3708adf23e7" style="color:#1b3f16">La descrizione del rifiuto</li>



<li class="has-text-color has-link-color wp-elements-fd1123c6fd297d9e5599321a4c9cea51" style="color:#1b3f16">Il peso del rifiuto</li>
</ul>



<p>Inoltre, se il veicolo fuori uso risulta privo di alcune parti o componenti, questa informazione <strong>deve essere segnalata nel campo 42 del registro,</strong> dedicato alle annotazioni.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il nuovo Registro Unico Telematico (RVFU): cosa è cambiato dal 7 giugno 2024</h4>



<p>Una novità significativa è entrata in vigore il <strong>7 giugno 2024:</strong> da questa data è obbligatorio l’utilizzo del Registro Unico Telematico dei Veicoli Fuori Uso (RVFU).&nbsp;</p>



<p>Istituito presso il CED della Direzione Generale per la Motorizzazione, questo strumento rappresenta un importante passo verso la <a href="https://www.wastezero.it/geolocalizzazione-rifiuti-pericolosi-rentri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">digitalizzazione</a> della tracciabilità dei rifiuti pericolosi nel settore automotive.</p>



<p>Il RVFU sostituisce progressivamente i registri cartacei, semplificando le procedure burocratiche e migliorando il controllo da parte delle autorità competenti.&nbsp;</p>



<p>Ricordiamo inoltre che il Decreto Legislativo 152/2006, noto come “Testo Unico Ambientale”, fornisce l’impianto normativo generale per la gestione dei rifiuti in Italia.&nbsp;</p>



<p>L’articolo 184 del codice distingue i rifiuti secondo l’origine (urbani o speciali) e secondo la pericolosità (pericolosi o non pericolosi). I veicoli fuori uso generati dai concessionari rientrano nei<strong> rifiuti speciali pericolosi,</strong> e devono essere trattati con particolare attenzione.</p>



<p>Il rispetto delle disposizioni contenute nel <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2006-04-14&amp;atto.codiceRedazionale=006G0171" target="_blank" rel="noreferrer noopener">D.Lgs. 152/2006</a>, così come in quelle specifiche del D.Lgs. 209/2003, non è solo un dovere giuridico, ma anche un <strong>passo fondamentale</strong> per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un obbligo che diventa opportunità</h4>



<p>In altre parole, per i concessionari, la corretta gestione dei veicoli fuori uso non è soltanto un <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obbligo normativo,</a> ma anche un’opportunità per contribuire attivamente all’economia circolare e alla sostenibilità ambientale. </p>



<p>L’introduzione del Registro telematico RVFU rappresenta <strong>un’evoluzione tecnologica </strong>che, se ben gestita, semplifica i processi e garantire maggiore trasparenza.</p>



<p>Adattarsi alle nuove disposizioni richiede attenzione e aggiornamento, ma i benefici in termini di efficienza e conformità saranno significativi.</p>



<p>Essere in regola con la normativa significa evitare sanzioni, migliorare la reputazione aziendale e partecipare concretamente alla costruzione di un sistema di gestione dei rifiuti più moderno e responsabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/concessionari-auto-rifiuti-pericolosi-obblighi-normative/">Concessionari di auto e rifiuti pericolosi: obblighi, registri e novità normative</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.wastezero.it/concessionari-auto-rifiuti-pericolosi-obblighi-normative/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toscana: discarica dimenticata in Appennino, l’allarme corre lungo il Santerno</title>
		<link>https://www.wastezero.it/toscana-discarica-dimenticata-appennino-allarme/</link>
					<comments>https://www.wastezero.it/toscana-discarica-dimenticata-appennino-allarme/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 15:54:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GEN - MAR]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2025]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.wastezero.it/?p=8448</guid>

					<description><![CDATA[<p>Frana riporta alla luce rifiuti degli anni ’70: il Rio Rovigo trasporta i detriti verso la Romagna</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/toscana-discarica-dimenticata-appennino-allarme/">Toscana: discarica dimenticata in Appennino, l’allarme corre lungo il Santerno</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una frana ha riaperto una <strong>vecchia discarica</strong> nei boschi dell’Appennino della Toscana. I rifiuti, trasportati dal Rio Rovigo, minacciano la vallata del Santerno. È scontro di competenze e <strong>corsa contro il tempo.</strong></p>



<p>Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Arpae e Regione Emilia-Romagna attendono risposte dalla Toscana in merito alla discarica dimenticata&nbsp;</h4>



<p>La montagna ha parlato, e lo ha fatto riportando alla luce <strong>un&#8217;eredità tossica</strong> del passato. Un <a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/discarica-fantasma-rifiuti-r0pyusyh" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente smottamento</a> provocato dal maltempo ha riaperto una discarica abbandonata dagli anni Settanta, sepolta tra i boschi tra Palazzuolo sul Senio e Firenzuola. </p>



<p>Le tonnellate di rifiuti,<strong> rimaste nascoste per oltre cinquant’anni,</strong> sono precipitate nel Rio Rovigo, piccolo corso d’acqua che nasce in Toscana ma si getta nel fiume Santerno, al confine con l’Emilia-Romagna.</p>



<p>Il punto esatto dello sversamento si trova a ridosso del passo della Sambuca, un’area montuosa a quota mille metri che oggi rappresenta un intricato crocevia di<strong> responsabilità amministrative e ambientali.&nbsp;</strong></p>



<p>La Regione Emilia-Romagna e Arpae attendono da ore, con crescente preoccupazione, una relazione ufficiale da parte di Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana.&nbsp;</p>



<p>Una risposta che tarda ad arrivare, mentre i primi rifiuti già lambiscono le <a href="https://www.wastezero.it/nuove-norme-europee-trattamento-acque-reflue-urbane/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acque </a>del Santerno. La zona interessata è particolarmente complessa da raggiungere e sorvegliare. </p>



<p>Gli esperti parlano di una “giungla di competenze” che rallenta ogni intervento. La discarica, non censita nei documenti ufficiali della Regione Toscana, <strong>non esiste di fatto nelle mappe, </strong>alimentando dubbi sulla reale natura dei materiali fuoriusciti.&nbsp;</p>



<p><strong>Fausto Ferruzza,</strong> presidente di Legambiente Toscana, ha dichiarato in merito quanto segue:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><mark style="color:#1b3f16" class="has-inline-color">“Abbiamo bisogno di una caratterizzazione precisa dei rifiuti prima di attivare qualsiasi intervento volontario. Sono materiali depositati nel 1971, epoca in cui nelle discariche finiva praticamente di tutto.” </mark></p>
</blockquote>



<p>Le paratie collocate d’urgenza lungo il Rio Rovigo hanno tentato di contenere l’emergenza, ma non sono bastate: diverse unità di rifiuti solidi si sono già affacciate nei pressi del Santerno.&nbsp;</p>



<p>A pagarne il prezzo potrebbe essere uno degli ecosistemi più preziosi della vallata, come denuncia<strong> Giacomo Buganè </strong>dell’associazione Geolab:<br><br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><mark style="color:#1b3f16" class="has-inline-color">“Il Rio Rovigo era uno dei corsi d’acqua più incontaminati della zona, un rifugio per la biodiversità. Non era raro incontrare gamberi di fiume, oggi minacciati dalle possibili contaminazioni di micro e macroplastiche.” </mark></p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">Volontari fermi, istituzioni divise: mentre il tempo scorre, l’ambiente paga il prezzo dell’incertezza</h4>



<p>Il disastro ha messo in stand-by anche il coinvolgimento dei volontari. Centinaia di persone si erano rese disponibili per aiutare nei lavori di contenimento, ma le condizioni attuali e le incognite sui materiali coinvolti impongono prudenza.&nbsp;</p>



<p>Come ha spiegato ancora Ferruzza:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><mark style="color:#1b3f16" class="has-inline-color">“Stiamo valutando attentamente. Prima di mettere a rischio qualcuno, dobbiamo avere la certezza che l’ambiente e la salute siano protetti. Anche l’eventuale copertura assicurativa dei volontari in questi casi è un punto non banale.” </mark></p>
</blockquote>



<p>Nel frattempo, la Regione Emilia-Romagna si muove su un doppio fronte: monitorare la situazione lungo il Santerno e sollecitare la Toscana ad agire con <strong>rapidità e trasparenza.&nbsp;</strong></p>



<p>Il nodo politico e amministrativo è evidente: i rifiuti, pur provenendo dal versante toscano, rischiano di danneggiare in modo diretto il territorio romagnolo.&nbsp;</p>



<p>Una situazione che riaccende il dibattito sulla <strong>gestione delle aree di confine</strong> e sull’urgenza di una <strong>mappatura completa</strong> e aggiornata delle<a href="https://www.wastezero.it/dibattito-termovalorizzatore-2027-roma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> discariche</a> dismesse o dimenticate.</p>



<p>Ad ogni modo, il tempo stringe. Ogni ora che passa aumenta il rischio che le <strong>sostanze inquinanti</strong> si disperdano ulteriormente.&nbsp;</p>



<p>A oggi non è ancora chiaro quanta parte della discarica sia franata e quanti detriti siano effettivamente già entrati nei corsi d’acqua emiliani.</p>



<p>I rilievi aerei e i sopralluoghi a terra sono resi difficili dal terreno impervio, ma fondamentali per una pianificazione seria degli interventi.</p>



<p>Intanto, mentre i volontari restano in attesa, e le autorità locali si rimpallano competenze e responsabilità, la natura continua a subire.&nbsp;</p>



<p>E con essa, una popolazione sempre più preoccupata per un’emergenza che, seppur riemersa da un passato lontano, riguarda il presente con tutta la sua urgenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/toscana-discarica-dimenticata-appennino-allarme/">Toscana: discarica dimenticata in Appennino, l’allarme corre lungo il Santerno</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.wastezero.it/toscana-discarica-dimenticata-appennino-allarme/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</title>
		<link>https://www.wastezero.it/materie-prime-strategiche-europa-ue-punta-italia/</link>
					<comments>https://www.wastezero.it/materie-prime-strategiche-europa-ue-punta-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 16:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[GEN - MAR]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2025]]></category>
		<category><![CDATA[prime]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[circolare]]></category>
		<category><![CDATA[materie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.wastezero.it/?p=8351</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’UE seleziona 47 progetti chiave per ridurre la dipendenza da fornitori esterni: quattro sono italiani e si concentrano sul riciclo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-strategiche-europa-ue-punta-italia/">Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Commissione europea</strong> (UE) ha approvato 47 progetti per le<strong> materie prime strategiche </strong>al fine di garantire l’approvvigionamento di materiali critici e rafforzare l’autonomia dell’Unione. L’Italia emerge tra i protagonisti, con quattro iniziative nel settore del riciclo.</p>



<p>Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Batterie, difesa e transizione verde: le materie prime strategiche tornano protagoniste con investimenti UE&nbsp;</h4>



<p>Il 25 marzo 2025 ha segnato una data chiave per la politica industriale europea. La Commissione europea ha <strong>ufficialmente adottato</strong> l’elenco definitivo dei progetti strategici nell’ambito delle materie prime essenziali per il futuro dell’Unione.&nbsp;</p>



<p>In totale, sono stati selezionati <strong>47 progetti distribuiti in 13 Stati membri,</strong> con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle catene del valore e ridurre la dipendenza da paesi terzi per l’approvvigionamento di materiali cruciali.</p>



<p>Questi progetti si inseriscono nel quadro del <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/green-deal-industrial-plan/european-critical-raw-materials-act_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Critical Raw Materials Act, </strong></a>una normativa fondamentale che punta a garantire una quota significativa della domanda interna attraverso attività europee di estrazione, trasformazione e riciclo. </p>



<p>Gli obiettivi fissati per il <strong>2030 </strong>prevedono che almeno il 10% delle materie prime strategiche venga estratto nell’UE, il 40% trasformato all’interno dei confini comunitari e il 25% riciclato.</p>



<p>I 47 progetti selezionati coprono ogni anello della filiera delle materie prime: 25 riguardano l’estrazione, 24 la trasformazione, 10 il riciclo e 2 la sostituzione.&nbsp;</p>



<p>Tra le 14 materie prime strategiche coinvolte figurano elementi indispensabili per la transizione ecologica e digitale, come litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, fondamentali per la produzione di <strong>batterie, veicoli elettrici e </strong><a href="https://www.wastezero.it/california-svolta-green-sostenibilita-moda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>tecnologie green.</strong></a></p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata al litio, con ben 22 progetti, seguito da nichel (12), grafite (11), cobalto (10) e manganese (7).&nbsp;</p>



<p>L’insieme delle iniziative contribuirà in maniera decisiva al raggiungimento dei target europei, soprattutto per quanto riguarda l’estrazione e il trattamento di litio e cobalto, e rafforzerà in modo sostanziale anche la disponibilità di nichel, grafite e manganese.</p>



<p>Oltre ai materiali legati all’energia pulita, sono stati approvati anche progetti riguardanti il <strong>magnesio e il tungsteno</strong>.&nbsp;</p>



<p>In particolare, un progetto sul magnesio e tre sul tungsteno sono ritenuti essenziali per garantire la continuità operativa dell’industria della difesa europea, che utilizza questi materiali in applicazioni strategiche.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L’Italia protagonista nel riciclo</h4>



<p>Tra i paesi coinvolti, l’Italia ha ottenuto un riconoscimento rilevante:<strong> quattro dei dieci progetti </strong>di riciclo selezionati a livello europeo si trovano nel nostro Paese.&nbsp;</p>



<p>Questo risultato testimonia il potenziale del sistema italiano dell’economia circolare, capace di combinare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e impatto industriale.</p>



<p>I progetti italiani si concentrano sul recupero di materiali critici da rifiuti elettronici e<a href="https://www.wastezero.it/nuovi-numeri-onu-batterie-litio-rinviati-2029/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> batterie esauste,</a> offrendo un contributo diretto all’obiettivo europeo del 25% di riciclo entro il 2030. </p>



<p>Si tratta di un ambito <strong>particolarmente strategico</strong>, in cui l’Italia ha già sviluppato competenze avanzate e infrastrutture industriali consolidate.</p>



<p>L’inclusione di queste iniziative nella lista dei progetti strategici dell’UE permetterà di accedere più facilmente a finanziamenti pubblici e privati, agevolare l’iter autorizzativo e favorire sinergie internazionali.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il know-how nazionale e promuovere una<strong> filiera del riciclo ad alto valore aggiunto.</strong></p>



<p>Ad ogni modo, i progetti selezionati non rispondono solo a logiche di autosufficienza: sono stati valutati anche in base al loro impatto ambientale, alla sostenibilità sociale e alla solidità tecnica.&nbsp;</p>



<p>Ogni iniziativa doveva dimostrare una <strong>chiara coerenza con i principi ESG </strong>(Environmental, Social and Governance), oltre a offrire un vantaggio tangibile per più Stati membri.</p>



<p>È proprio questa dimensione transnazionale a rendere il piano europeo particolarmente ambizioso.&nbsp;</p>



<p>Promuovendo infatti investimenti coordinati, l’UE punta a creare un <strong>sistema integrato</strong> in grado di supportare la transizione ecologica e digitale dell’intero continente. Riducendo dunque al contempo la vulnerabilità economica legata a forniture esterne concentrate in pochi paesi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Materie prime, clima e competitività</h4>



<p>In un contesto globale sempre più instabile, l’accesso<strong> sicuro e sostenibile</strong> alle materie prime rappresenta una priorità strategica.&nbsp;</p>



<p>Dalle batterie per la mobilità elettrica alle turbine eoliche, dai chip per l’elettronica ai sistemi di difesa: ogni settore industriale innovativo dipende da un numero limitato di elementi chimici spesso estratti al di fuori dell’Europa.</p>



<p>Con l’approvazione di questi 47 progetti, l’Unione compie un passo deciso verso una maggiore autonomia. Promuovendo così un modello di sviluppo basato <a href="https://www.wastezero.it/sottoprodotti-acciaio-ghisa-scheda-tecnica-emilia-romagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sull’economia circolare,</strong> </a>l’innovazione tecnologica e il rispetto degli standard ambientali più elevati.</p>



<p>Il ruolo centrale dell’Italia, in particolare sul fronte del riciclo, mostra come sia possibile coniugare competitività industriale e sostenibilità. Diventando di conseguenza attori chiave in una sfida che riguarda il futuro produttivo, ecologico e geopolitico dell’Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-strategiche-europa-ue-punta-italia/">Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.wastezero.it/materie-prime-strategiche-europa-ue-punta-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
