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	<title>APR - GIU Archivi - Wastezero.it</title>
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	<description>Consulente ambientale Formazione - Informazione</description>
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	<title>APR - GIU Archivi - Wastezero.it</title>
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		<title>Microplastiche, l’UE corregge il regolamento REACH: nuove deroghe per farmaci e ricerca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 10:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APR - GIU]]></category>
		<category><![CDATA[GESTIONE RIFIUTI]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea interviene nuovamente sulle microparticelle di polimeri sintetici, aggiornando le restrizioni previste dal regolamento REACH. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/microplastiche-ue-corregge-regolamento-reach/">Microplastiche, l’UE corregge il regolamento REACH: nuove deroghe per farmaci e ricerca</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Unione Europea interviene nuovamente sulle <strong>microparticelle di polimeri sintetici</strong>, aggiornando le restrizioni previste dal regolamento REACH.<br><br><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601168">Con il </a><strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601168" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Regolamento </a></strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601168"><strong>(UE) 2026/1168</strong></a>, la Commissione modifica l’allegato XVII del regolamento n. 1907/2006 per chiarire alcuni aspetti applicativi legati al divieto di immissione sul mercato delle <a href="https://www.wastezero.it/nuove-regole-ue-pellet-plastica-misure-obbligatorie/">microplastiche.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo testo non cancella la stretta introdotta dal <strong>Regolamento (UE) 2023/2055</strong>, ma corregge alcune formulazioni che rischiavano di creare effetti non voluti.<br><br>Il punto centrale riguarda le <strong>deroghe per i medicinali umani e veterinari</strong>, comprese le sostanze utilizzate nelle <strong>sperimentazioni cliniche</strong> e nei <strong>test preclinici di sicurezza</strong>.<br><br>La Commissione chiarisce che l’intenzione originaria era quella di escludere dall’applicazione del divieto tutti i medicinali, anche quelli impiegati nelle fasi di ricerca e sviluppo prima dell’autorizzazione definitiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove deroghe per medicinali, università e ospedali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La modifica più rilevante riguarda dunque il settore farmaceutico.<br><br>La vecchia formulazione della voce 78 dell’allegato XVII del regolamento REACH esentava infatti i medicinali per uso umano e veterinario.<br><br>Tuttavia, non copriva in modo esplicito i prodotti usati nelle <strong>sperimentazioni cliniche</strong> e nelle attività preparatorie, come prove analitiche, tossicologiche, fisiche, di stabilità e rilascio dei lotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la Commissione, questa esclusione non era intenzionale. Per questo il nuovo regolamento stabilisce che la deroga deve comprendere anche i medicinali usati nelle fasi cliniche e precliniche.<br><br>Si tratta di una correzione importante, perché evita che attività essenziali per la sicurezza dei farmaci vengano considerate non conformi a causa di un vuoto normativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro chiarimento riguarda le attività di <strong>ricerca e sviluppo orientate ai prodotti e ai processi</strong>, le cosiddette <strong>PPORD</strong>.<br><br>In origine si riteneva che queste attività si svolgessero quasi sempre in siti industriali, già coperti da una specifica deroga.<br><br>L’esperienza pratica ha però dimostrato che la ricerca può avvenire anche in contesti diversi, come <strong>ospedali e università</strong>.<br><br>Per questo la Commissione introduce una deroga esplicita per l’immissione sul mercato di microparticelle di polimeri sintetici destinate ad attività PPORD, purché entro il limite di <strong>una tonnellata all’anno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento prevede inoltre che queste due modifiche si applichino con effetto retroattivo dal <strong>17 ottobre 2023</strong>, data di entrata in vigore del regolamento del 2023 sulle restrizioni alle microplastiche.<br><br>La scelta serve a tutelare gli operatori che si erano basati sull’interpretazione originaria comunicata durante l’iter di approvazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Matrice solida: la deroga vale solo se l’uso dura almeno un anno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento interviene anche su un altro punto delicato: la deroga per le microparticelle incorporate in modo permanente in una <strong>matrice solida</strong>.<br><br>La Commissione chiarisce che questa esenzione non può essere usata per prodotti destinati a un impiego breve, in cui la matrice viene rimossa o sostituita frequentemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da ora viene precisato che la deroga riguarda solo i casi in cui l’uso finale previsto abbia una durata <strong>pari o superiore a un anno</strong>.<br><br>L’obiettivo è evitare interpretazioni troppo ampie che potrebbero indebolire la finalità ambientale della normativa, cioè ridurre al minimo il rilascio di microplastiche nell’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa parte della modifica non sarà immediata: si applicherà dal <strong>22 giugno 2028</strong>, così da concedere alle imprese il tempo necessario per adeguarsi, riformulare i prodotti e gestire le scorte già disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto critico è proprio questo equilibrio tra <a href="https://www.wastezero.it/recepita-direttiva-ue-tutela-penale-ambientale/">tutela ambientale</a> e continuità produttiva.<br><br>Da un lato, l’UE conferma la volontà di limitare la dispersione delle microplastiche; dall’altro, riconosce che una norma scritta in modo troppo rigido può creare incertezza per settori strategici come farmaceutica, ricerca e innovazione.<br><br>La correzione appare quindi necessaria, ma mostra anche quanto sia complesso trasformare gli obiettivi ambientali in regole applicabili senza generare effetti collaterali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Regolamento (UE) 2026/1168</strong> entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>FAQ</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa modifica il Regolamento (UE) 2026/1168?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento modifica l’allegato XVII del regolamento REACH per chiarire alcune deroghe relative alle <strong>microparticelle di polimeri sintetici</strong>, soprattutto per farmaci, ricerca e prodotti con microplastiche incorporate in matrici solide.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le restrizioni sulle microplastiche vengono eliminate?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">No. Le restrizioni restano in vigore. Il nuovo regolamento serve a correggere e precisare alcuni casi specifici, senza cancellare l’impianto generale della stretta europea sulle microplastiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali medicinali rientrano nella deroga?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La deroga riguarda i <strong>medicinali per uso umano e veterinario</strong>, compresi quelli utilizzati nelle <strong>sperimentazioni cliniche</strong> e nei <strong>test preclinici di sicurezza</strong> collegati alla ricerca farmaceutica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono le attività PPORD?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività <strong>PPORD</strong> sono attività di ricerca e sviluppo orientate ai prodotti e ai processi. Il regolamento chiarisce che la deroga può valere anche quando queste attività si svolgono fuori dai siti industriali, ad esempio in <strong>ospedali e università</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando si applicano le nuove disposizioni?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le deroghe per medicinali e PPORD si applicano retroattivamente dal <strong>17 ottobre 2023</strong>, mentre la modifica sulla matrice solida si applicherà dal <strong>22 giugno 2028</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Auto Euro 7, arriva il nuovo regolamento UE: cambiano emissioni, sicurezza e sistemi di guida assistita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:13:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APR - GIU]]></category>
		<category><![CDATA[GESTIONE RIFIUTI]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Unione Europea aggiorna le regole per l'omologazione dei veicoli e apre la strada alla piena applicazione degli standard Euro 7.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Unione Europea aggiorna le regole per l&#8217;omologazione dei veicoli e apre ufficialmente la strada alla piena applicazione degli standard <strong>Euro 7</strong>, delle nuove tecnologie di assistenza alla guida e dei sistemi di parcheggio automatizzato.<br><br>Con il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601188"><strong>Regolamento delegato (UE) 2026/1188</strong>,</a> la Commissione europea modifica il quadro normativo che disciplina l&#8217;omologazione dei veicoli, introducendo una serie di adeguamenti destinati ad accompagnare l&#8217;evoluzione tecnologica del settore automobilistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento non introduce nuovi limiti alle emissioni, già definiti dalla normativa Euro 7 approvata nel 2024, ma aggiorna il sistema delle omologazioni affinché possa recepire le nuove tecnologie e le nuove procedure di controllo richieste dall&#8217;industria automobilistica moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità più rilevanti compare l&#8217;inserimento dei <strong>sistemi di assistenza al controllo del conducente</strong> tra le tecnologie riconosciute ai fini dell&#8217;omologazione europea.<br><br>Si tratta di strumenti sempre più diffusi nei veicoli moderni, progettati per supportare il guidatore nelle operazioni di guida e aumentare il livello di sicurezza sulle strade.<br><br>Contestualmente vengono introdotte anche le disposizioni relative ai sistemi di <strong>parcheggio automatizzato con servizio di ritiro e riconsegna del veicolo</strong>.<br><br>Vale a dire una tecnologia che fino a pochi anni fa sembrava futuristica ma che sta iniziando a trovare applicazione concreta in diversi contesti urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro punto centrale riguarda l&#8217;integrazione delle prescrizioni previste dal <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/">quadro normativo</a> <strong>Euro 7</strong>, che interesseranno emissioni allo scarico, emissioni evaporative, monitoraggio ambientale del veicolo, diagnostica di bordo e controllo delle strategie anti-manomissione.<br><br>Il regolamento aggiorna infatti l&#8217;elenco degli atti normativi necessari per ottenere l&#8217;omologazione, includendo i più recenti regolamenti europei dedicati ai nuovi standard ambientali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Più controlli sulle emissioni e nuove scadenze per i costruttori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le modifiche non si limitano agli aspetti ambientali.<br><br>Il regolamento introduce infatti aggiornamenti relativi alla <strong>sicurezza elettrica dei veicoli con motopropulsore elettrico</strong>. Inoltre, concede ai costruttori di veicoli prodotti in piccole serie e di veicoli speciali tempi aggiuntivi per adeguarsi ad alcuni requisiti tecnici più complessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Particolare attenzione viene dedicata anche ai sistemi di <strong>avviso avanzato della distrazione del conducente</strong>, strumenti progettati per rilevare segnali di disattenzione durante la guida.<br><br>Per alcune categorie di veicoli speciali e per i produttori di piccole serie vengono previsti termini più lunghi per l&#8217;adeguamento. In particolare con il divieto di immatricolazione dei veicoli non conformi che scatterà dal <strong>7 luglio 2028</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli aspetti più innovativi compare inoltre il riferimento al <strong>passaporto ambientale del veicolo</strong>, al monitoraggio di bordo delle prestazioni ambientali e ai sistemi capaci di raccogliere dati sul consumo di carburante e di energia elettrica.<br><br>L&#8217;obiettivo è aumentare la trasparenza e migliorare il controllo delle prestazioni reali dei veicoli durante il loro ciclo di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista politico e industriale, il regolamento rappresenta un tassello importante nel percorso di transizione del settore automobilistico europeo. Tuttavia non mancano le criticità.<br><br>L&#8217;aumento delle prescrizioni tecniche e degli obblighi documentali potrebbe comportare costi aggiuntivi per costruttori e allestitori specializzati, soprattutto per le realtà più piccole.<br><br>Allo stesso tempo Bruxelles ritiene che l&#8217;aggiornamento delle regole sia indispensabile per garantire sicurezza, innovazione tecnologica e una riduzione progressiva <a href="https://www.wastezero.it/valutazione-impatto-ambientale-disponibile-modulo/">dell&#8217;impatto ambientale </a>del trasporto su strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;entrata in vigore del provvedimento, prevista venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea, il settore automobilistico dovrà quindi confrontarsi con un quadro normativo sempre più orientato verso <strong>digitalizzazione, sicurezza avanzata e controllo delle emissioni</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>FAQ</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che cos&#8217;è il Regolamento UE 2026/1188?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È il provvedimento con cui la Commissione europea aggiorna le regole di omologazione dei veicoli per includere le nuove prescrizioni relative a <strong>Euro 7, assistenza alla guida, parcheggio automatizzato e sicurezza elettrica</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il regolamento introduce nuovi limiti alle emissioni?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">No. I limiti Euro 7 erano già stati definiti dal regolamento europeo del 2024. Il nuovo testo aggiorna invece le procedure e i requisiti necessari per l&#8217;omologazione dei veicoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa cambia per i veicoli elettrici?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vengono aggiornate le disposizioni relative alla <strong>sicurezza elettrica del motopropulsore</strong> e vengono introdotti riferimenti a requisiti tecnici più avanzati per l&#8217;omologazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando entreranno in vigore le nuove disposizioni?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento entra in vigore <strong>venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea</strong>, avvenuta il 2 giugno 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Rentri, il MASE apre al confronto: verso modifiche all’xFir prima della scadenza di settembre</title>
		<link>https://www.wastezero.it/rentri-mase-apre-confronto-verso-modifiche-xfir/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 11:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APR - GIU]]></category>
		<category><![CDATA[RENTRI]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il MASE ha annunciato l’avvio di un tavolo istituzionale per affrontare le criticità nell’applicazione del Rentri e del xFir.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/rentri-mase-apre-confronto-verso-modifiche-xfir/">Rentri, il MASE apre al confronto: verso modifiche all’xFir prima della scadenza di settembre</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La transizione digitale nella gestione dei rifiuti entra in una fase decisiva.<br><br><strong>Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato l’avvio di un tavolo istituzionale con associazioni e operatori del settore per affrontare le criticità emerse nell’applicazione del <a href="https://www.rentri.gov.it/it">Rentri </a>e del nuovo formulario elettronico xFir</strong>.<br><br>Una decisione che arriva mentre il sistema registra una crescita costante nell’utilizzo, ma mostra ancora limiti normativi e operativi che rischiano di complicare il percorso verso la piena digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio è stato dato durante il Green Med Expo &amp; Symposium di Napoli e rappresenta una risposta alle richieste avanzate dalle principali associazioni di categoria coinvolte nell’implementazione del nuovo sistema.<br><br>Secondo il Ministero, il confronto con le imprese è già attivo da tempo in modo informale, ma ora verrà portato a un livello istituzionale con incontri dedicati e un percorso strutturato di analisi delle problematiche ancora aperte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione è particolarmente rilevante perché <strong>dal 15 settembre terminerà il regime transitorio che consente l’utilizzo sia dei formulari cartacei sia di quelli digitali</strong>.<br><br>Da quella data, infatti, <strong>tutte le imprese già iscritte al Rentri dovranno utilizzare obbligatoriamente il formulario elettronico</strong><a href="https://www.wastezero.it/rentri-fir-proroga-cartaceo-sfida-regia-politica/"><strong> xFir</strong></a>. Segnando così il passaggio definitivo alla gestione digitale della documentazione di trasporto dei rifiuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati più recenti mostrano che il percorso è avviato ma non ancora completato.<br><br><strong>Al 27 maggio risultavano oltre 1,6 milioni di xFir accettati a destino</strong>, mentre <strong>6.690 impianti avevano già chiuso formulari in modalità digitale</strong>, a fronte di circa 14 mila soggetti obbligati.<br><br>Numeri significativi, ma che rappresentano ancora soltanto circa la metà del potenziale complessivo previsto dal sistema una volta entrato a regime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le criticità che imprese e associazioni chiedono di risolvere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato la diffusione dell’xFir continua a crescere, dall’altro rimangono numerosi aspetti che secondo operatori e associazioni richiedono interventi correttivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei temi più discussi riguarda <strong>la gestione del <a href="https://www.wastezero.it/fir-cosa-cambia-tratta-marittima-compilazione-adr/">trasporto intermodale</a> e dei trasporti combinati</strong>. Situazioni che nella pratica operativa presentano caratteristiche difficili da gestire attraverso le attuali regole del formulario digitale.<br><br>A questo si aggiunge il problema della modifica dei documenti. Nel sistema cartaceo le correzioni seguivano procedure consolidate, mentre nel contesto digitale la questione diventa più complessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese chiedono infatti di chiarire <strong>quali informazioni possano essere corrette dopo l’emissione del formulario e in che modo le modifiche debbano essere registrate e rese tracciabili</strong>. Garantendo così al tempo stesso trasparenza e certezza giuridica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto agli aspetti operativi emergono anche criticità di natura normativa. Molti operatori ritengono che alcune disposizioni attualmente in vigore siano state concepite per un sistema cartaceo e risultino oggi poco coerenti con una piattaforma completamente digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli esempi più citati figurano <strong>i termini di due e dieci giorni previsti per le annotazioni nei registri di carico e scarico</strong>. Ovvero obblighi che secondo diverse associazioni meriterebbero una revisione alla luce delle nuove funzionalità offerte dal Rentri e dall’xFir.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa osservazione apre una riflessione più ampia. La digitalizzazione non consiste soltanto nel trasferire online procedure esistenti, ma richiede spesso una revisione delle regole che governano i processi.<br><br>Se le norme restano ancorate a logiche pensate per la carta, il rischio è quello di limitare i benefici che la tecnologia potrebbe offrire in termini di efficienza, controllo e semplificazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Settembre sarà il vero banco di prova</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prossime settimane il confronto tra Ministero, associazioni e operatori sarà determinante per capire se le modifiche richieste potranno essere introdotte prima della scadenza di settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo le difficoltà tecniche registrate nei primi giorni di utilizzo del formulario digitale, la piattaforma è stata progressivamente rafforzata.<br><br>Tuttavia, secondo gran parte degli operatori, il successo della riforma dipenderà soprattutto dalla capacità di costruire <strong>un <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/">quadro normativo</a> chiaro, stabile e coerente con le esigenze operative delle imprese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo condiviso è arrivare al 15 settembre con un sistema pienamente funzionante e con regole in grado di accompagnare la trasformazione digitale senza generare nuove complessità burocratiche.<br><br>La sfida del Rentri, infatti, non riguarda soltanto l’introduzione di nuovi strumenti informatici. Piuttosto rappresenta un passaggio fondamentale per modernizzare l’intero sistema nazionale di tracciabilità dei rifiuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>FAQ</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando diventerà obbligatorio l’utilizzo dell’xFir?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>xFir diventerà obbligatorio dal 15 settembre</strong>, quando terminerà il periodo transitorio che consente ancora l’utilizzo dei formulari cartacei per i soggetti già iscritti al Rentri.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanti formulari digitali sono stati utilizzati finora?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati presentati dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, <strong>oltre 1,6 milioni di formulari elettronici xFir risultavano accettati a destino al 27 maggio</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le principali criticità segnalate dalle imprese?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le problematiche riguardano soprattutto <strong>trasporto intermodale, gestione delle modifiche ai formulari digitali, tempi di annotazione dei registri e adeguamento della normativa alle nuove procedure digitali</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché il MASE ha deciso di istituire un tavolo di lavoro?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero intende <strong>confrontarsi con associazioni e operatori per individuare soluzioni normative e operative che facilitino la piena adozione del Rentri e dell’xFir prima della scadenza di settembre</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/rentri-mase-apre-confronto-verso-modifiche-xfir/">Rentri, il MASE apre al confronto: verso modifiche all’xFir prima della scadenza di settembre</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Materie prime critiche, l’UE individua i rifiuti da cui recuperarle: ecco l’elenco ufficiale</title>
		<link>https://www.wastezero.it/materie-prime-critiche-ue-individua-rifiuti-da-cui-recuperarle/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Pannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 10:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APR - GIU]]></category>
		<category><![CDATA[GESTIONE RIFIUTI]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[⇒ 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Unione Europea compie un nuovo passo verso l’economia circolare e la sicurezza delle forniture strategiche. </p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Unione Europea compie un nuovo passo verso l’economia circolare e la sicurezza delle forniture strategiche.<br><br><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601116">Con il <strong>Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1116</strong>,</a> la Commissione ha pubblicato l’<strong>elenco dei prodotti, componenti e flussi di rifiuti che presentano un rilevante potenziale di recupero delle materie prime critiche</strong>.<br><br>Fornendo così agli Stati membri una base concreta per sviluppare le proprie politiche di recupero e<a href="https://www.wastezero.it/riciclo-plastica-europa-industria-chiede-regole-piu-chiare/"> riciclo.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura si inserisce nel quadro del <strong>Critical Raw Materials Act (Regolamento UE 2024/1252)</strong>, la strategia europea nata per ridurre la dipendenza dalle importazioni di materiali essenziali per la transizione energetica e digitale.<br><br>L’obiettivo è aumentare il recupero di risorse preziose già presenti nei prodotti a fine vita e nei flussi di rifiuti generati sul territorio europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Batterie, RAEE, veicoli e turbine eoliche tra le priorità europee</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’elenco pubblicato dalla Commissione individua alcune categorie considerate particolarmente strategiche per il recupero delle <a href="https://www.wastezero.it/strategia-nazionale-estrazione-materie-prime-critiche/">materie prime</a> critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste figurano innanzitutto le <strong>batterie</strong>, comprese le componenti più rilevanti come <strong>materiali catodici e anodici, collettori di corrente, sistemi di gestione e cablaggi interni</strong>.<br><br>Si tratta di elementi che contengono materiali fondamentali per la produzione di nuove batterie e per lo sviluppo della mobilità elettrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande attenzione viene riservata anche ai <strong>RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche)</strong>.<br><br>Nell’elenco compaiono infatti <strong>magneti permanenti, hard disk, compressori, display, circuiti stampati, cavi, celle e telai fotovoltaici</strong>, oltre alle frazioni residue derivanti dalle operazioni di pretrattamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione inserisce inoltre le <strong>turbine eoliche e le relative infrastrutture</strong>, evidenziando il valore di componenti come <strong>generatori, trasformatori, convertitori, inverter, magneti permanenti e cavi</strong>.<br><br>Anche i <strong>veicoli a motore</strong> rientrano tra le fonti prioritarie di recupero, con particolare riferimento a <strong>motori elettrici, celle a combustibile, convertitori catalitici, cablaggi e componenti in alluminio e magnesio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L’inserimento di queste categorie conferma una tendenza ormai evidente: le materie prime critiche non vengono più considerate esclusivamente una risorsa da estrarre, ma anche un patrimonio da recuperare dai prodotti giunti a fine vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo elettronica: attenzione anche a fanghi, compost e rifiuti da costruzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’elenco europeo non si limita ai settori tecnologici.<br><br>Tra i flussi di rifiuti individuati figurano infatti anche <strong>digestato e compost ottenuti dalla raccolta differenziata dei rifiuti organici</strong>, oltre a diverse tipologie di <strong>fanghi e ceneri provenienti dal trattamento delle acque reflue e dagli impianti di incenerimento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente interessante è l’inclusione dei <strong>rifiuti da costruzione e demolizione</strong>, con un focus specifico sul recupero di <strong>alluminio, rame, leghe metalliche e cavi presenti negli edifici</strong>.<br><br>Anche le <strong>infrastrutture energetiche e di telecomunicazione</strong>, i <strong>mezzi di trasporto leggeri</strong>, le <strong>pompe industriali</strong> e i <strong>catalizzatori industriali</strong> vengono considerati serbatoi di materiali strategici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista operativo, il regolamento non introduce obblighi diretti per le imprese.<br><br>Tuttavia rappresenta un riferimento fondamentale per gli Stati membri, che dovranno sviluppare programmi nazionali destinati ad aumentare la circolarità delle materie prime critiche.<br><br>La Commissione precisa inoltre che l’elenco potrà essere aggiornato nel tempo in funzione dell’evoluzione tecnologica e delle condizioni di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta evidenzia una visione sempre più strategica del settore dei rifiuti.<br><br>Ciò che fino a pochi anni fa veniva considerato esclusivamente uno scarto è oggi visto come una possibile fonte di approvvigionamento per materiali indispensabili alla produzione di batterie, impianti rinnovabili, dispositivi elettronici e tecnologie avanzate.<br><br>Resta però aperta una questione cruciale: individuare i flussi di rifiuti è solo il primo passo. Per trasformare davvero questi materiali in una risorsa serviranno investimenti, tecnologie di recupero efficienti e filiere industriali capaci di valorizzarli economicamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>FAQ</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quando entra in vigore il Regolamento (UE) 2026/1116?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento entra in vigore <strong>20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea</strong>, avvenuta il 27 maggio 2026.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è lo scopo dell’elenco pubblicato dalla Commissione europea?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è individuare i <strong>prodotti e i flussi di rifiuti con maggiore potenziale di recupero delle materie prime critiche</strong>, supportando le strategie nazionali di economia circolare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali rifiuti sono considerati più strategici?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali figurano <strong>batterie, RAEE, turbine eoliche, veicoli a motore, fanghi di depurazione, ceneri da incenerimento e rifiuti da costruzione e demolizione</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le imprese hanno nuovi obblighi immediati?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">No. Il regolamento non introduce obblighi operativi diretti, ma definisce un quadro di riferimento che gli Stati membri potranno utilizzare per sviluppare future misure e programmi nazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’elenco potrà essere modificato?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì. La Commissione europea ha specificato che il documento potrà essere aggiornato in futuro per tenere conto dei progressi tecnologici e dell’evoluzione del mercato delle materie prime critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-critiche-ue-individua-rifiuti-da-cui-recuperarle/">Materie prime critiche, l’UE individua i rifiuti da cui recuperarle: ecco l’elenco ufficiale</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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