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	<title>acque &#8211; WasteZero</title>
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	<description>Consulenze e corsi sulla gestione dei rifiuti</description>
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		<title>Nuove norme europee per il trattamento delle acque reflue urbane: maggiore monitoraggio e sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 10:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro il 2045, trattamenti avanzati obbligatori per contrastare microinquinanti e sostanze chimiche dannose come le PFAS</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Parlamento Europeo</strong> ha approvato nuove norme per il <strong>trattamento delle acque reflue urbane,</strong> includendo trattamenti più avanzati e una maggiore responsabilità dei produttori per migliorare la protezione ambientale e la salute pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un modello più sostenibile per il trattamento delle acque reflue urbane: le norme aggiornate&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il Parlamento Europeo ha compiuto un importante passo avanti nella protezione dell&#8217;ambiente e della salute pubblica <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20240408IPR20307/rafforzate-le-norme-per-il-trattamento-e-il-riutilizzo-delle-acque-reflue-urbane#:~:text=La%20nuova%20direttiva%20prede%20che%2C%20entro%20il%202035%2C,rilasciato%20da%20una%20persona%20al%20giorno%29%20o%20pi%C3%B9." target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">approvando</a> nuove norme che regolano il trattamento delle acque reflue urbane. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un’ampia maggioranza di <strong>481 voti favorevoli</strong>, i deputati hanno adottato in via definitiva una direttiva che mira a migliorare la gestione delle acque. Vale a dire introducendo innovazioni tecnologiche e responsabilità estese per produttori di farmaci e cosmetici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova normativa stabilisce standard più rigorosi per la raccolta, il <a href="https://www.wastezero.it/mase-normative-aggiornate-gestione-acque-reflue/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattamento e lo scarico </a>delle acque reflue. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entro il 2035,</strong> tutti gli agglomerati urbani con almeno 1.000 abitanti equivalenti dovranno adottare trattamenti secondari, garantendo l’eliminazione della materia organica biodegradabile prima dello scarico nell’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente,<strong> entro il 2039</strong>, gli impianti di trattamento che servono almeno 150.000 abitanti equivalenti dovranno implementare il trattamento terziario.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimuovendo di conseguenza efficacemente azoto e fosforo, con una scadenza estesa al <strong>2045 </strong>per impianti più piccoli che coprono almeno 10.000 abitanti equivalenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fulcro della direttiva è il <strong>trattamento quaternario</strong>, che mira all’eliminazione dei microinquinanti, come le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), conosciute come “sostanze chimiche eterne” a causa della loro persistenza nell&#8217;ambiente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti gli impianti che trattano acque reflue per oltre 150.000 abitanti equivalenti saranno obbligati ad adottare questi trattamenti avanzati entro il 2045. Gli impianti più piccoli, invece, dovranno adeguarsi in base a valutazioni del rischio.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Monitoraggio rigoroso e prevenzione dei rischi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La legge introduce un sistema di monitoraggio più rigoroso per parametri cruciali, inclusi virus conosciuti, agenti patogeni emergenti, microplastiche e resistenza antimicrobica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi controlli avanzati consentiranno di identificare e trattare potenziali minacce alla salute pubblica, mantenendo al sicuro le risorse idriche e prevenendo contaminazioni ambientali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, l’UE si allinea con i suoi obiettivi di <strong>riduzione dell’inquinamento</strong> e di promozione di un&#8217;economia circolare, ottimizzando l’uso delle risorse idriche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro aspetto chiave della direttiva è l’introduzione della <strong>responsabilità estesa del produttore</strong> (EPR) per farmaci e cosmetici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa norma impone ai produttori di contribuire almeno all&#8217;80% dei costi legati al trattamento quaternario delle acque, un approccio che punta a ridurre l&#8217;impatto ambientale dei microinquinanti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale contributo sarà integrato da finanziamenti nazionali, promuovendo un modello di trattamento <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legge-ambiente-misure-salvaguardia-ambientale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più sostenibile </a>e incentivando le aziende a sviluppare prodotti meno inquinanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il relatore <strong>Nils Torvalds</strong> (Renew, FI) ha sottolineato l’importanza di queste misure, dichiarando quanto segue:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“La legislazione migliorerà significativamente le norme in materia di gestione delle acque e di trattamento delle acque reflue in Europa, in particolare per quanto riguarda l&#8217;eliminazione dei microinquinanti derivanti da medicinali e prodotti per la cura personale. Stiamo facendo in modo che l&#8217;impatto sulle fasce economiche più deboli non sia sproporzionato, garantendo al contempo che sostanze chimiche pericolose come le PFAS siano trattate adeguatamente in futuro.”</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Promuovere il riutilizzo delle acque trattate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La direttiva incoraggia anche il<strong> riutilizzo</strong> delle acque reflue trattate, soprattutto nelle aree soggette a stress idrico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati membri saranno tenuti a incentivare l&#8217;uso di acque depurate per l&#8217;irrigazione e altri scopi industriali, riducendo così la dipendenza dalle risorse idriche fresche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa misura non solo aiuterà a combattere la scarsità idrica, ma favorirà anche la transizione verso un modello economico più sostenibile e rispettoso dell&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché la nuova normativa entri in vigore, è necessaria l&#8217;approvazione formale del Consiglio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta attuata, la legge rappresenterà un <strong>significativo aggiornamento</strong> della direttiva del 1991 sul trattamento delle acque reflue urbane, introducendo requisiti allineati agli obiettivi climatici e ambientali dell’UE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto di questa revisione normativa è il piano d&#8217;azione per l’inquinamento zero dell&#8217;UE. Il quale mira a un ambiente più sano per le generazioni future, riducendo drasticamente l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua e del suolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamentazione </a>segna un punto di svolta nella gestione sostenibile delle risorse idriche in Europa, proteggendo l&#8217;ambiente e migliorando la qualità della vita dei cittadini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfide legate alla scarsità idrica e alla contaminazione da microinquinanti richiedono interventi decisi e innovativi, e l&#8217;UE dimostra con queste misure di voler guidare il cambiamento.&nbsp;<br>L’obiettivo è chiaro: garantire che le acque reflue urbane non siano solo un problema da gestire, ma anche una <strong>risorsa da sfruttare</strong> in modo efficiente e sostenibile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chiarimenti del MASE: normative aggiornate nella gestione delle acque reflue e degli inquinanti emergenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 14:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
		<category><![CDATA[mase]]></category>
		<category><![CDATA[potabilizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ultimi aggiornamenti sui rilasci e il trattamento delle acque potabilizzate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica <strong>(MASE) </strong>ha chiarito la regolamentazione dei rilasci provenienti dagli impianti di potabilizzazione, con un focus sugli inquinanti emergenti e la gestione delle <strong>acque reflue.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aggiornamento di cui sopra coinvolge normative europee e nazionali per la tutela delle risorse idriche. Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Impianti di potabilizzazione: gestione delle acque reflue e dei rilasci, le risposte del Ministero dell’Ambiente (MASE)&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il<strong> trattamento delle acque potabilizzate</strong> e i rilasci associati sono attualmente al centro di un’importante discussione normativa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolar modo, la questione si è accentuata alla luce delle nuove direttive europee e delle crescenti preoccupazioni per gli inquinanti emergenti come i <strong>PFAS</strong> e le sostanze farmaceutiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In risposta a un interpello della Regione Lazio, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha <a href="https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/normativa/audizione_inquinanti_02-10-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">fornito </a>un <strong>chiarimento</strong> su un tema delicato e complesso: la gestione delle acque derivanti dai processi di potabilizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ambito della revisione delle direttive europee sulle acque (2000/60/CE, 2008/105/CE e 2006/118/CE), la problematica degli inquinanti emergenti assume un ruolo centrale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi includono sostanze prioritarie come i PFAS (composti perfluoroalchilici) e alcune sostanze farmaceutiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi ultimi stanno diventando sempre più preoccupanti a causa della loro persistenza nell&#8217;ambiente e dei <strong>potenziali impatti negativi </strong>sulla salute umana e sugli ecosistemi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione delle direttive sulle acque reflue e il <strong>regolamento europeo 2020/741</strong> sul riutilizzo delle acque trattate si concentrano sull&#8217;aggiornamento degli standard di qualità ambientali e sulla riduzione dei rischi legati all&#8217;inquinamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi principali di queste normative includono il miglioramento della qualità delle risorse idriche, l&#8217;adozione di pratiche sostenibili nella <a href="https://www.wastezero.it/sversamento-reflui-pericolosi-dimensionamento-vasche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gestione delle acque</a> e l&#8217;introduzione di strumenti più efficaci per il monitoraggio degli inquinanti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;applicazione del principio &#8220;chi inquina paga&#8221; rappresenta un passo avanti cruciale, poiché garantisce che i responsabili dell&#8217;inquinamento, comprese le aziende che gestiscono impianti di trattamento delle acque, siano tenuti a <strong>sostenere i costi della depurazione.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">Impianti di potabilizzazione: gestione del &#8220;depurato&#8221; e del &#8220;concentrato&#8221;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione Lazio ha sollevato una questione tecnica riguardante il trattamento delle acque negli impianti di potabilizzazione, chiedendo chiarimenti sulla gestione dei <strong>rilasci di acqua trattata.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, la domanda riguardava se le acque derivanti dal trattamento di potabilizzazione, contenenti elementi naturali in concentrazione più elevata rispetto a prima del trattamento, debbano essere considerate come rilasci soggetti a regolamentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero dell&#8217;Ambiente ha risposto facendo riferimento all&#8217;art. <strong>114 del d.lgs. 152/2006. </strong>Quest’ultimo assegna alle Regioni la competenza di disciplinare la restituzione delle acque utilizzate negli impianti di potabilizzazione, con il parere del MASE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, il Ministero ha confermato quanto chiarito dalla Regione Lazio, distinguendo tra il &#8220;depurato&#8221; e il &#8220;concentrato&#8221; prodotti dal processo di potabilizzazione, ad esempio attraverso l&#8217;osmosi inversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>&#8220;depurato&#8221; </strong>è l&#8217;acqua trattata che, quando non è richiesta dalla rete di distribuzione, può essere rilasciata in un corpo idrico senza necessità di autorizzazione, poiché non rappresenta un rischio per l&#8217;ambiente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, il<strong> &#8220;concentrato&#8221;,</strong> ovvero il residuo che contiene elevate concentrazioni di sostanze rimosse durante il trattamento, è considerato uno scarico. Pertanto, deve rispettare rigorosi limiti normativi per evitare di alterare la qualità del corpo idrico ricevente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La normativa sulla restituzione delle acque</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legislazione italiana</a> sulla gestione delle acque è ben delineata nel <strong>d.lgs. 152/2006,</strong> che definisce le regole per la tutela delle risorse idriche. L&#8217;art. 114 di questo decreto si occupa specificamente della restituzione delle acque derivanti dal processo di potabilizzazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La distinzione tra &#8220;rilascio&#8221; e &#8220;scarico&#8221; è fondamentale per determinare se un determinato flusso d&#8217;acqua richiede o meno un&#8217;autorizzazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso del &#8220;rilascio&#8221; del &#8220;depurato&#8221;, poiché l&#8217;acqua è considerata priva di elementi inquinanti in concentrazioni pericolose, <strong>non è necessaria </strong>alcuna autorizzazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, per il &#8220;concentrato&#8221;, che contiene sostanze inquinanti in concentrazioni elevate,<strong> è obbligatoria</strong> l’autorizzazione allo scarico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio normativo garantisce una gestione più sostenibile delle risorse idriche e aiuta a prevenire il degrado dei corpi idrici naturali, specialmente nei casi in cui le sostanze rilasciate potrebbero avere un <a href="https://www.wastezero.it/impatto-ambientale-intelligenza-artificiale-ai-quanto-inquina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impatto negativo </a>sugli ecosistemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l&#8217;obbligo di rispettare i limiti imposti dalle tabelle dell&#8217;allegato V del d.lgs. 152/2006 per gli scarichi permette di monitorare e controllare in modo efficace la qualità dell&#8217;acqua rilasciata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro aspetto cruciale discusso dal MASE, come accennato, è l&#8217;applicazione del principio &#8220;chi inquina paga&#8221;, già previsto dalle normative europee e italiane.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo principio si traduce in una <strong>responsabilità estesa del produttore </strong>(EPR) per quanto riguarda il trattamento delle acque reflue.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende che gestiscono impianti di potabilizzazione o di trattamento delle acque reflue devono farsi carico dei costi di depurazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico quando si tratta di sostanze pericolose come i PFAS o le sostanze farmaceutiche, che richiedono trattamenti avanzati per essere rimosse dall&#8217;acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;introduzione di questo principio è fondamentale per garantire che i soggetti responsabili dell&#8217;inquinamento adottino <strong>misure preventive e correttive</strong> adeguate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione del rischio legato agli inquinanti emergenti diventa così una priorità sia per le autorità regolatorie che per le imprese, che devono investire in tecnologie avanzate per ridurre l&#8217;impatto ambientale delle loro attività.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Prevenzione dello sversamento di reflui pericolosi: guida al dimensionamento delle vasche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 15:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[sversamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come stabilito dal D.lgs. 2000 n. 258 sulla tutela delle acque, il dimensionamento delle vasche è essenziale per prevenire lo sversamento di reflui pericolosi. Ma cosa significa e quali sono le esenzioni in merito? Vediamo in questo articolo tutti i dettagli e qualche esempio pratico.&#160; Progettazione vasche per la prevenzione dello sversamento di reflui pericolosi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Come stabilito dal D.lgs. 2000 n. 258 sulla tutela delle acque, il dimensionamento delle vasche è essenziale per prevenire lo <strong>sversamento di reflui pericolosi.</strong> Ma cosa significa e quali sono le esenzioni in merito?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli e qualche esempio pratico.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Progettazione vasche per la prevenzione dello sversamento di reflui pericolosi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le vasche di contenimento sono dispositivi fondamentali per salvaguardare l&#8217;ambiente, evitando la contaminazione del suolo in caso di sversamenti accidentali di sostanze pericolose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esse devono essere costruite con materiali che garantiscano un&#8217;<strong>adeguata tenuta</strong>, impedendo la fuoriuscita dei reflui e proteggendo il terreno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste vasche sono principalmente impiegate per tutelare le falde acquifere e prevenire il contatto delle persone con sostanze pericolose nelle aree produttive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, le vasche di contenimento devono conformarsi alle normative legali vigenti, che prevedono dettagliati obblighi. Il riferimento normativo principale è il D.Lgs. 19 maggio 1999 n. 152, modificato dal <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legislativo-258-2000/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>D.Lgs. 2000 n. 258.</strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo questo Decreto Legislativo, le vasche per liquidi pericolosi devono avere una capacità minima pari al più grande dei contenitori stoccati e non inferiore a 1/3 del volume totale stoccato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, se lo stoccaggio si trova in una zona di tutela della falda idrica, la vasca deve poter contenere<strong> l&#8217;intero volume stoccato</strong> (100%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante notare che queste regole non si applicano agli <a href="https://www.wastezero.it/quando-e-obbligatoria-iscrizione-conoe/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oli esausti</a>. In questo caso, la normativa richiede che la vasca abbia una capacità pari al totale dell&#8217;olio stoccato, come previsto dal <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/02/15/092G0135/sg" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong>D.Lgs. 27 gennaio 1992 n. 95</strong></a><strong>.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, per garantire la conformità legale, è necessario considerare due fattori: il volume del contenitore più grande e il 33% del volume totale stoccato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo che il mancato rispetto delle normative comporta<strong> sanzioni </strong>sia penali che amministrative, le quali approfondiremo più avanti.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Esempi di calcolo per il dimensionamento delle vasche di contenimento</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In base a quanto riportato sopra, vediamo qualche esempio pratico di alcuni calcoli utili al fine di rispettare le normative vigenti in materia di dimensionamento delle vasche di contenimento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo esempio, se si ha:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Totale sostanze stoccate:</strong> 600 litri</li>



<li><strong>Un terzo del totale:</strong> 600/3 = 200 litri&nbsp;</li>



<li><strong>Capacità del contenitore più grande stoccato:</strong> 300 litri</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, poiché 300 litri è maggiore di 200 litri, la vasca dovrà avere una capacità minima di 300 litri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo esempio, invece, se si ha:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Totale sostanze stoccate:</strong> 300 litri</li>



<li><strong>Un terzo del totale:</strong> 300/3 = 100 litri&nbsp;</li>



<li><strong>Capacità del contenitore più grande stoccato:</strong> 20 litri</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, poiché 20 litri è minore di 100 litri, la vasca dovrà avere una capacità minima di 100 litri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale si può definire:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>A= totale delle sostanze stoccate</li>



<li>B= capacità del contenitore più grande</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, le regole per il dimensionamento della vasca sono:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Se B&gt; A/3, la vasca dovrà contenere almeno B.&nbsp;</li>



<li>Se B&lt; A/3,&nbsp; la vasca dovrà contenere almeno A/3.&nbsp;</li>
</ol>



<h4 class="wp-block-heading">Sanzioni per il superamento dei valori limite negli scarichi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di vedere alcuni esempi in merito alle sanzioni, è cruciale distinguere tra<strong> scarichi e rifiuti liquidi </strong>in caso di sversamento di reflui.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa italiana definisce lo scarico come qualsiasi immissione effettuata tramite un sistema stabile di collettamento, che collega in modo continuo il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore delle acque superficiali, del suolo, del sottosuolo o della rete fognaria.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza, uno scarico si caratterizza per un <strong>sistema di convogliamento stabile e un deflusso continuo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si verifica uno sversamento, è fondamentale accertare se l&#8217;operazione sia autorizzata. In assenza di autorizzazione, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da <strong>€300 a €3000.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, chiunque, salvo che il fatto costituisca reato, superi i <strong>valori limite di emissione</strong> stabiliti dalle regioni o dall&#8217;autorità competente, è soggetto a una sanzione amministrativa da €2.500 a €25.000.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se l&#8217;inosservanza dei valori limite riguarda scarichi in aree di salvaguardia delle risorse idriche destinate al consumo umano o in aree protette, la sanzione non è inferiore a <strong>€15.000.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, chiunque effettui o mantenga uno scarico senza rispettare le prescrizioni indicate nell&#8217;autorizzazione o stabilite ai sensi dell&#8217;articolo 33, comma 1, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da €1.000 a €12.000.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa sanzione si applica a chi, al momento dell&#8217;entrata in vigore del decreto, non ottempera alle disposizioni relative agli scarichi di acque reflue esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece effettua uno scarico di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose, elencate nelle apposite tabelle, senza rispettare le prescrizioni dell&#8217;autorizzazione o le altre disposizioni dell&#8217;autorità competente, è punito con l&#8217;arresto fino a due anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per concludere, tutti i lettori e gli utenti sono invitati, in caso di necessità, a inviare un&#8217;email a<a href="https://www.wastezero.it/"> <strong>info@wastezero.it </strong></a>&nbsp;con l’oggetto “Richiesta tabella Excel per il calcolo” per avere la suddetta inoltrata gratuitamente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tabella, con la sola conoscenza del volume totale e di quello del contenitore più grande, determinerà automaticamente il caso specifico e la capacità minima richiesta.</p>
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