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	<title>circolare Archivi - Wastezero.it</title>
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	<description>Consulente ambientale Formazione - Informazione</description>
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	<title>circolare Archivi - Wastezero.it</title>
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		<title>Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 16:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’UE seleziona 47 progetti chiave per ridurre la dipendenza da fornitori esterni: quattro sono italiani e si concentrano sul riciclo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-strategiche-europa-ue-punta-italia/">Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Commissione europea</strong> (UE) ha approvato 47 progetti per le<strong> materie prime strategiche </strong>al fine di garantire l’approvvigionamento di materiali critici e rafforzare l’autonomia dell’Unione. L’Italia emerge tra i protagonisti, con quattro iniziative nel settore del riciclo.</p>



<p>Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Batterie, difesa e transizione verde: le materie prime strategiche tornano protagoniste con investimenti UE&nbsp;</h4>



<p>Il 25 marzo 2025 ha segnato una data chiave per la politica industriale europea. La Commissione europea ha <strong>ufficialmente adottato</strong> l’elenco definitivo dei progetti strategici nell’ambito delle materie prime essenziali per il futuro dell’Unione.&nbsp;</p>



<p>In totale, sono stati selezionati <strong>47 progetti distribuiti in 13 Stati membri,</strong> con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle catene del valore e ridurre la dipendenza da paesi terzi per l’approvvigionamento di materiali cruciali.</p>



<p>Questi progetti si inseriscono nel quadro del <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/green-deal-industrial-plan/european-critical-raw-materials-act_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Critical Raw Materials Act, </strong></a>una normativa fondamentale che punta a garantire una quota significativa della domanda interna attraverso attività europee di estrazione, trasformazione e riciclo. </p>



<p>Gli obiettivi fissati per il <strong>2030 </strong>prevedono che almeno il 10% delle materie prime strategiche venga estratto nell’UE, il 40% trasformato all’interno dei confini comunitari e il 25% riciclato.</p>



<p>I 47 progetti selezionati coprono ogni anello della filiera delle materie prime: 25 riguardano l’estrazione, 24 la trasformazione, 10 il riciclo e 2 la sostituzione.&nbsp;</p>



<p>Tra le 14 materie prime strategiche coinvolte figurano elementi indispensabili per la transizione ecologica e digitale, come litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, fondamentali per la produzione di <strong>batterie, veicoli elettrici e </strong><a href="https://www.wastezero.it/california-svolta-green-sostenibilita-moda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>tecnologie green.</strong></a></p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata al litio, con ben 22 progetti, seguito da nichel (12), grafite (11), cobalto (10) e manganese (7).&nbsp;</p>



<p>L’insieme delle iniziative contribuirà in maniera decisiva al raggiungimento dei target europei, soprattutto per quanto riguarda l’estrazione e il trattamento di litio e cobalto, e rafforzerà in modo sostanziale anche la disponibilità di nichel, grafite e manganese.</p>



<p>Oltre ai materiali legati all’energia pulita, sono stati approvati anche progetti riguardanti il <strong>magnesio e il tungsteno</strong>.&nbsp;</p>



<p>In particolare, un progetto sul magnesio e tre sul tungsteno sono ritenuti essenziali per garantire la continuità operativa dell’industria della difesa europea, che utilizza questi materiali in applicazioni strategiche.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L’Italia protagonista nel riciclo</h4>



<p>Tra i paesi coinvolti, l’Italia ha ottenuto un riconoscimento rilevante:<strong> quattro dei dieci progetti </strong>di riciclo selezionati a livello europeo si trovano nel nostro Paese.&nbsp;</p>



<p>Questo risultato testimonia il potenziale del sistema italiano dell’economia circolare, capace di combinare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e impatto industriale.</p>



<p>I progetti italiani si concentrano sul recupero di materiali critici da rifiuti elettronici e<a href="https://www.wastezero.it/nuovi-numeri-onu-batterie-litio-rinviati-2029/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> batterie esauste,</a> offrendo un contributo diretto all’obiettivo europeo del 25% di riciclo entro il 2030. </p>



<p>Si tratta di un ambito <strong>particolarmente strategico</strong>, in cui l’Italia ha già sviluppato competenze avanzate e infrastrutture industriali consolidate.</p>



<p>L’inclusione di queste iniziative nella lista dei progetti strategici dell’UE permetterà di accedere più facilmente a finanziamenti pubblici e privati, agevolare l’iter autorizzativo e favorire sinergie internazionali.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il know-how nazionale e promuovere una<strong> filiera del riciclo ad alto valore aggiunto.</strong></p>



<p>Ad ogni modo, i progetti selezionati non rispondono solo a logiche di autosufficienza: sono stati valutati anche in base al loro impatto ambientale, alla sostenibilità sociale e alla solidità tecnica.&nbsp;</p>



<p>Ogni iniziativa doveva dimostrare una <strong>chiara coerenza con i principi ESG </strong>(Environmental, Social and Governance), oltre a offrire un vantaggio tangibile per più Stati membri.</p>



<p>È proprio questa dimensione transnazionale a rendere il piano europeo particolarmente ambizioso.&nbsp;</p>



<p>Promuovendo infatti investimenti coordinati, l’UE punta a creare un <strong>sistema integrato</strong> in grado di supportare la transizione ecologica e digitale dell’intero continente. Riducendo dunque al contempo la vulnerabilità economica legata a forniture esterne concentrate in pochi paesi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Materie prime, clima e competitività</h4>



<p>In un contesto globale sempre più instabile, l’accesso<strong> sicuro e sostenibile</strong> alle materie prime rappresenta una priorità strategica.&nbsp;</p>



<p>Dalle batterie per la mobilità elettrica alle turbine eoliche, dai chip per l’elettronica ai sistemi di difesa: ogni settore industriale innovativo dipende da un numero limitato di elementi chimici spesso estratti al di fuori dell’Europa.</p>



<p>Con l’approvazione di questi 47 progetti, l’Unione compie un passo deciso verso una maggiore autonomia. Promuovendo così un modello di sviluppo basato <a href="https://www.wastezero.it/sottoprodotti-acciaio-ghisa-scheda-tecnica-emilia-romagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sull’economia circolare,</strong> </a>l’innovazione tecnologica e il rispetto degli standard ambientali più elevati.</p>



<p>Il ruolo centrale dell’Italia, in particolare sul fronte del riciclo, mostra come sia possibile coniugare competitività industriale e sostenibilità. Diventando di conseguenza attori chiave in una sfida che riguarda il futuro produttivo, ecologico e geopolitico dell’Europa.</p>
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		<title>Nuovo Decreto Legge Ambiente: misure urgenti per la salvaguardia ambientale e l&#8217;economia circolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 09:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Snellimento dei processi di valutazione ambientale e gestione dei rifiuti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Decreto Legge Ambiente</strong> 153 del 17 ottobre 2024 introduce nuove misure per la tutela ambientale.&nbsp;</p>



<p>Nello specifico, semplificando le procedure di valutazione, promuovendo l&#8217;economia circolare e potenziando gli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico e la <strong>bonifica di siti contaminati. </strong>Tutti i dettagli nell’articolo.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Decreto Legge Ambiente: rafforzamento della lotta al dissesto idrogeologico e bonifica dei siti contaminati</h4>



<p>Oggi, 18 ottobre 2024, entra in vigore il Decreto-Legge 153 del 17 ottobre 2024, intitolato &#8220;Disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Pubblicato sulla <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-10-17&amp;atto.codiceRedazionale=24G00174&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gazzetta Ufficiale n. 244</strong>,</a> il cosiddetto DL Ambiente segna un passo significativo verso una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse ambientali e delle procedure connesse alla loro tutela. </p>



<p>Il decreto è ora atteso in Parlamento per la conversione in legge entro i sessanta giorni previsti.</p>



<p>Il provvedimento affronta una serie di temi cruciali, dalla semplificazione delle procedure di valutazione ambientale all&#8217;economia circolare, fino alla <a href="https://www.wastezero.it/rentri-nuovi-format-obbligatori-gestione-rifiuti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>gestione dei rifiuti</strong> </a>e al contrasto del dissesto idrogeologico. </p>



<p>Queste misure mirano a modernizzare la governance ambientale in Italia, ottimizzando le risorse e semplificando i processi burocratici. Uno degli aspetti più rilevanti del decreto è la semplificazione delle <strong>procedure di valutazione ambientale.&nbsp;</strong></p>



<p>Per i progetti di interesse strategico nazionale, è stata prevista una corsia preferenziale che consentirà di accelerare i processi di autorizzazione.&nbsp;</p>



<p>Questo rappresenta un cambiamento importante, soprattutto per i grandi progetti infrastrutturali e industriali. Questi ultimi, infatti, in passato sono stati spesso rallentati da iter burocratici complessi e da lunghe attese per ottenere le necessarie approvazioni ambientali.</p>



<p>Questa semplificazione, pur garantendo elevati standard di tutela ambientale, dovrebbe permettere di <strong>velocizzare l&#8217;avvio </strong>di opere di grande impatto sullo sviluppo economico e sociale del Paese, senza però sacrificare l&#8217;integrità degli ecosistemi e delle comunità locali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Rafforzamento del riuso delle acque e economia circolare&nbsp;</h4>



<p>Un’altra misura significativa riguarda il <strong>riuso delle acque.</strong> Il decreto introduce la definizione di &#8220;acque affinate&#8221;, un passo importante per promuovere l&#8217;uso sostenibile delle risorse idriche.&nbsp;</p>



<p>Le acque affinate sono destinate a contribuire al ravvenamento o all&#8217;accrescimento dei corpi idrici sotterranei, in un’ottica di sostenibilità e gestione intelligente delle risorse naturali.</p>



<p>Questa misura è fondamentale, in quanto il cambiamento climatico e la crescente scarsità d&#8217;acqua stanno rendendo sempre più urgente l&#8217;adozione di tecniche innovative per il riuso delle risorse idriche.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di politiche volte a preservare l&#8217;acqua come <strong>risorsa vitale,</strong> soprattutto nelle aree più vulnerabili del Paese.</p>



<p>Il Decreto-Legge pone grande attenzione anche all&#8217;<strong>economia circolare, </strong>con l&#8217;obiettivo di trasformare il sistema economico verso un modello più sostenibile.</p>



<p>Tra le novità più rilevanti c&#8217;è il rafforzamento dell&#8217;<a href="https://www.wastezero.it/attivita-formazione-rentri-albo-gestori-ambientali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Albo dei Gestori Ambientali,</strong></a> che ora vedrà una rappresentanza più ampia delle categorie interessate. Facilitando così la partecipazione e la responsabilizzazione degli operatori del settore.</p>



<p>Una novità rilevante per le piccole imprese è la semplificazione dell’individuazione del <strong>Responsabile Tecnico per la Gestione dei Rifiuti.&nbsp;</strong></p>



<p>Questo cambiamento mira a evitare oneri economici eccessivi per le aziende, garantendo al tempo stesso la presenza di figure professionali qualificate per la gestione sostenibile dei rifiuti.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, il decreto introduce norme per incentivare la manutenzione del verde pubblico e del paesaggio, promuovendo una maggiore cura degli spazi comuni e delle aree verdi urbane.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sicurezza e ambiente nel settore degli idrocarburi</h4>



<p>Nel settore della prospezione e coltivazione di idrocarburi, il decreto cerca di bilanciare due esigenze fondamentali: la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento energetico e la tutela ambientale.&nbsp;</p>



<p>Questo settore è da sempre controverso, poiché l&#8217;estrazione di risorse energetiche può avere<strong> impatti significativi </strong>sull&#8217;ambiente.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, il decreto stabilisce misure per garantire che le attività di prospezione e coltivazione avvengano in un quadro di sicurezza sia per le persone che per l&#8217;ambiente.</p>



<p>Un’altra area di intervento riguarda il <strong>dissesto idrogeologico, </strong>un problema sempre più pressante in molte regioni italiane.&nbsp;</p>



<p>Il decreto prevede misure per potenziare il contrasto a questo fenomeno, con l’obiettivo di migliorare l’interoperabilità tra le banche dati esistenti e rafforzare i poteri dei Presidenti di Regione, che potranno agire come Commissari straordinari.</p>



<p>Tra le misure previste, spicca la possibilità di<strong> revocare</strong> i fondi destinati a progetti di prevenzione del dissesto che non abbiano raggiunto determinati livelli di progettualità.&nbsp;</p>



<p>Questo meccanismo punta a garantire che le risorse stanziate siano utilizzate in modo efficiente e che gli interventi avvengano nei tempi previsti.</p>



<p>Infine, il decreto si occupa delle <a href="https://www.wastezero.it/bonifica-siti-contaminati-operazione-tutela-ambientale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bonifiche di siti contaminati,</a> con particolare attenzione ai cosiddetti <strong>&#8220;siti orfani&#8221;</strong>, cioè quelle aree inquinate per cui non esistono più soggetti responsabili delle operazioni di bonifica. </p>



<p>Grazie a un finanziamento dedicato del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), sarà possibile procedere con gli interventi necessari per il recupero di queste aree.&nbsp;</p>



<p>In particolare, con una struttura di supporto per il Commissario del SIN di Crotone-Cassano e Cerchiara, uno dei più importanti siti contaminati del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legge-ambiente-misure-salvaguardia-ambientale/">Nuovo Decreto Legge Ambiente: misure urgenti per la salvaguardia ambientale e l&#8217;economia circolare</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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		<title>Esenzioni dall&#8217;obbligo di nominare un Consulente ADR: la nuova Circolare del MIT chiarisce ogni dubbio</title>
		<link>https://www.wastezero.it/esenzioni-nomina-consulente-adr-circolare-ministero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 15:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Regole di applicazione e specifiche esenzioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/esenzioni-nomina-consulente-adr-circolare-ministero/">Esenzioni dall&#8217;obbligo di nominare un Consulente ADR: la nuova Circolare del MIT chiarisce ogni dubbio</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 14 maggio 2024, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha pubblicato la <strong>Circolare Prot. 13921</strong>, fornendo commenti e chiarimenti operativi sul D.M. 7 agosto 2023 riguardo le esenzioni dalla nomina del <strong>Consulente ADR.</strong></p>



<p>Ma cosa spiega nello specifico la Circolare e quali dubbi chiarisce? Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chiarimenti sulle esenzioni dalla nomina del Consulente ADR: la nuova Circolare del Ministero</h4>



<p>Come anticipato, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato una nuova <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/normativa/2024-05/Circolare_protocollo_13921%20del%2014-05-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Circolare</a> per chiarire l&#8217;applicazione del <strong>D.M. 7 agosto 2023.</strong> </p>



<p>Questo documento mira a risolvere i<strong> dubbi interpretativi </strong>relativi alle condizioni di esenzione dalla nomina del consulente ADR, offrendo esempi pratici e dettagli operativi.</p>



<p>La circolare chiarisce che il DM si applica alle imprese coinvolte in spedizione, trasporto, imballaggio, carico, riempimento e scarico di merci pericolose secondo le <a href="https://www.wastezero.it/esenzioni-nomina-consulente-adr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esenzioni descritte </a>negli articoli 3, 4 e 5 del decreto. </p>



<p>Inoltre, include anche attività correlate alla movimentazione di merci pericolose o rifiuti pericolosi.</p>



<p>Le aziende che si occupano solo di intermediazione, coordinamento e organizzazione di beni, senza impattare sulla <strong>sicurezza</strong> del trasporto di merci pericolose, sono esentate dall&#8217;obbligo di nominare un consulente ADR.&nbsp;</p>



<p>Ad esempio, un intermediario che conclude contratti di mediazione per il trasporto di merci, senza rientrare nella definizione di speditore o trasportatore, non necessita di un consulente.</p>



<p>È importante notare che le esenzioni <strong>non sono cumulative</strong>: le imprese possono avvalersi di diverse esenzioni contemporaneamente, purché rispettino le condizioni di ciascuna.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, alcune attività specifiche, come quelle relative a materiali appartenenti alla classe 7, non beneficiano di queste esenzioni e devono<strong> sempre nominare </strong>un consulente ADR.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Stazioni di lavaggio di cisterne, officine di manutenzione, installatori di impianti: esenzione o meno?</h4>



<p>La Circolare spiega inoltre le condizioni di esclusione totale (art. 3) e di esenzione parziale (art. 4) del <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legislativo-7-agosto-2023-esenzione-consulente-adr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto. </a></p>



<p>Le imprese che operano sotto regimi di esenzione specifici, come quelli individuati nella sezione 1.1.3 dell&#8217;ADR (eccetto 1.1.3.6), non devono nominare un consulente.</p>



<p>Inoltre, le attività relative a merci pericolose integralmente escluse dall&#8217;ADR o esentate da specifici regimi di confezionamento sono anch&#8217;esse esenti.</p>



<p>Si sottolinea che rientrano nel campo di applicazione, <strong>specificamente sotto certi requisiti,</strong> gli operatori di stazioni di lavaggio di cisterne, officine di manutenzione, installatori di impianti o simili.</p>



<p>Ad ogni modo, si consiglia sempre un <strong>consulto</strong> adeguato da parte di un consulente ADR esperto per comprendere al meglio se e in quali casi si rientra nelle esenzioni, onde evitare sanzioni e rischi legati alla tutela dell’ambiente.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Formazione del personale</h4>



<p>Proseguendo, la Circolare chiarisce che la durata e la periodicità dei <strong>corsi di formazione,</strong> secondo l&#8217;art. 7 del DM, sono a discrezione del legale rappresentante dell&#8217;azienda. Di conseguenza basate sul livello di rischio delle attività svolte.&nbsp;</p>



<p>La formazione deve assicurare un adeguato livello di <strong>consapevolezza</strong> sulle procedure operative e sulle misure di emergenza.</p>



<p>Si sottolinea che la formazione del personale è <strong>cruciale</strong> per garantire la sicurezza nelle operazioni di trasporto di merci pericolose.&nbsp;</p>



<p>La responsabilità degli operatori, inclusi vettori, committenti, caricatori e scaricatori, è chiaramente delineata dal quadro normativo nazionale e dall&#8217;accordo ADR.&nbsp;</p>



<p>Ogni operatore deve rispettare le<strong> regole specifiche </strong>per il suo ruolo. Ad esempio, il caricatore deve osservare i divieti di carico comune e le prescrizioni per la separazione di alimenti e altri oggetti di consumo.</p>



<p>Gli obblighi di ciascun operatore sono specificati nei capitoli 1.4.2 e 1.4.3 dell&#8217;ADR, e richiedono regolamentazione attraverso contratti appropriati.</p>



<p>In sintesi, la Circolare Prot. 13921 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti offre un <strong>supporto fondamentale</strong> per comprendere e applicare correttamente le esenzioni dalla <a href="https://www.wastezero.it/nomina-consulente-adr-competenze-obblighi-sanzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nomina</a> del consulente ADR. </p>



<p>Contribuendo così a una gestione più sicura e regolamentata delle merci pericolose.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/esenzioni-nomina-consulente-adr-circolare-ministero/">Esenzioni dall&#8217;obbligo di nominare un Consulente ADR: la nuova Circolare del MIT chiarisce ogni dubbio</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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