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	<title>energetico Archivi - Wastezero.it</title>
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	<description>Consulente ambientale Formazione - Informazione</description>
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		<title>L&#8217;impatto ambientale dell&#8217;intelligenza artificiale (AI): quanto inquina tra CO2, energia e consumo d&#8217;acqua?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Acqua ed energia per i server: il lato nascosto dell'intelligenza artificiale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/impatto-ambientale-intelligenza-artificiale-ai-quanto-inquina/">L&#8217;impatto ambientale dell&#8217;intelligenza artificiale (AI): quanto inquina tra CO2, energia e consumo d&#8217;acqua?</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale (AI) comporta un<strong> impatto ambientale significativo</strong>, con emissioni di CO2, elevato consumo di energia e milioni di litri d&#8217;acqua utilizzati per raffreddare i server. Scopriamo in questo articolo quanto inquina realmente l&#8217;AI.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;impronta ecologica dell&#8217;intelligenza artificiale (AI): emissioni di CO2 e costi energetici nell’impatto ambientale&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale (AI) sta <strong>rivoluzionando</strong> il mondo della tecnologia, dalla gestione delle e-mail alla generazione di immagini e testi. Tuttavia, dietro ai progressi dell’AI si nasconde un lato meno noto: il suo<strong> impatto ambientale.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I grandi modelli di intelligenza artificiale, come quelli impiegati da <strong>ChatGPT, </strong>richiedono ingenti risorse energetiche e il consumo di enormi quantità d’acqua per raffreddare i server.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, l&#8217;impatto ambientale dell&#8217;AI inizia già durante la fase di sviluppo e addestramento dei modelli.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I ricercatori della <strong>University of Massachusetts Amherst </strong><a href="https://www.nature.com/articles/s41598-024-54271-x" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stimano </a>che la creazione di un singolo modello di AI possa emettere fino a <strong>300 tonnellate</strong> di CO2. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un numero equivalente all&#8217;intero ciclo di vita di cinque automobili, dalla produzione alla rottamazione, dopo aver percorso circa 200.000 km.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è il modello GPT-3 di <strong>OpenAI,</strong> che ha richiesto una quantità di energia equivalente al consumo di cinque auto per tutto il loro ciclo vitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo enorme consumo energetico deriva dai server che eseguono calcoli complessi per processare enormi quantità di dati. Ogni volta che utilizziamo un&#8217;AI per generare un testo o un&#8217;immagine, i server eseguono operazioni matematiche che richiedono<a href="https://www.wastezero.it/accordo-newcleo-saipem-nucleare-sostenibile-offshore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> energia elettrica. </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo uno studio di <strong>Hugging Face,</strong> un&#8217;AI di generazione grafica può consumare, in pochi secondi, l&#8217;energia necessaria per caricare completamente uno smartphone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra variabile cruciale per l&#8217;impronta di CO2 dell&#8217;AI è la fonte di energia utilizzata per alimentare i server.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei Paesi che fanno ampio uso di energie rinnovabili o nucleari, le emissioni di CO2 legate all&#8217;AI sono significativamente più basse rispetto a quelle dei Paesi dipendenti dai combustibili fossili, come gli Stati Uniti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati Uniti, dove si trovano molte delle startup AI, sono infatti tra i maggiori produttori di energia da fonti fossili, contribuendo così a un&#8217;impronta di carbonio più elevata.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il consumo di acqua: un problema &#8220;nascosto&#8221;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al consumo energetico, l&#8217;AI ha anche un impatto significativo sul<a href="https://www.wastezero.it/analisi-inquinamento-senna-durante-olimpiadi-parigi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>consumo di acqua</strong></a>. I server che alimentano i modelli AI generano enormi quantità di calore e devono essere raffreddati continuamente per funzionare in modo efficiente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti data center utilizzano torri di raffreddamento che richiedono grandi quantità di acqua per dissipare il calore. L&#8217;acqua utilizzata viene spesso riciclata dalle tre alle dieci volte prima di essere scaricata, ma una parte significativa si perde per evaporazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo uno studio del <strong>Washington Post</strong> e dell&#8217;Università della California Riverside, l&#8217;uso di ChatGPT per inviare una e-mail di 100 parole potrebbe richiedere fino a mezzo litro d&#8217;acqua.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un americano su dieci inviasse una e-mail settimanale tramite ChatGPT, i server AI consumerebbero <strong>435 milioni di litri d&#8217;acqua all&#8217;anno</strong>, pari al fabbisogno idrico giornaliero di circa un milione di persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo dato evidenzia come l’impatto dell’AI sull’ambiente non sia limitato alle sole emissioni di CO2, ma coinvolga anche risorse idriche preziose, soprattutto in un momento in cui la scarsità d&#8217;acqua è una <strong>preoccupazione crescente</strong> in molte parti del mondo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">AI vs. lavoro umano: un confronto sull&#8217;efficienza energetica</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un recente articolo pubblicato su <strong>Scientific Reports </strong>suggerisce che, nonostante i costi energetici elevati dell&#8217;AI, questa potrebbe essere più efficiente dal<a href="https://www.wastezero.it/mase-trasformazione-ministero-ambiente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> punto di vista energetico </a>rispetto al lavoro umano per compiti complessi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra l’energia necessaria per l’AI e quella consumata da un essere umano per svolgere lo stesso compito indica che l’AI potrebbe emettere tra 130 e 1500 volte meno CO2 per un testo complesso e tra 310 e 2900 volte meno per un’immagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è dovuto al fatto che i modelli di intelligenza artificiale, nonostante i picchi di consumo energetico durante l’addestramento, sono in grado di completare i compiti in<strong> tempi molto più brevi </strong>rispetto agli esseri umani.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un artista o uno scrittore umano, per esempio, potrebbe impiegare diverse ore per creare un’opera o redigere un testo, mentre l’AI può farlo in pochi secondi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si considerano anche le emissioni legate alle attività umane, come il consumo di cibo, il riscaldamento degli ambienti di lavoro e altre necessità, il bilancio potrebbe pendere a favore dell’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, è importante non trascurare l&#8217;energia richiesta per addestrare i modelli AI, un processo che può richiedere settimane o addirittura mesi di elaborazione continua.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche gli esseri umani, però, investono anni di studio e formazione prima di poter produrre lavori di alta qualità, rendendo il confronto tra i due approcci più complesso di quanto possa apparire a prima vista.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale (AI), innovazione sostenibile e impatto ambientale&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il significativo impatto ambientale dell’AI, è possibile immaginare scenari in cui l’uso di intelligenza artificiale possa contribuire a <strong>ridurre l&#8217;uso di risorse.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per esempio, l&#8217;AI può ottimizzare la gestione di enormi quantità di dati, svolgendo compiti ripetitivi in modo più efficiente e lasciando agli esseri umani compiti più creativi o strategici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ambito scientifico, l’AI è già utilizzata per accelerare processi complessi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2023, un modello AI è stato in grado di progettare nuovi catalizzatori per la produzione di ossigeno in<strong> sole due settimane</strong>, un compito che avrebbe richiesto migliaia di anni di lavoro umano.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di innovazione suggerisce che, se ben gestita, l’AI potrebbe diventare un alleato nella lotta contro l’<a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-critiche-ultimo-decreto-legge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">eccessivo consumo di risorse</a>, migliorando l’efficienza dei processi in vari settori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta una <strong>grande opportunità </strong>per il futuro, ma comporta anche un impatto ambientale significativo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumo di energia e risorse come l&#8217;acqua per alimentare i server necessari allo sviluppo e all&#8217;uso dell&#8217;AI non può essere ignorato.&nbsp;<br>È dunque fondamentale continuare a investire in tecnologie più sostenibili e in fonti di energia rinnovabile per <strong>ridurre l’impronta di carbonio</strong> dell’intelligenza artificiale. Così da renderla una risorsa non solo innovativa, ma anche rispettosa dell&#8217;ambiente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/impatto-ambientale-intelligenza-artificiale-ai-quanto-inquina/">L&#8217;impatto ambientale dell&#8217;intelligenza artificiale (AI): quanto inquina tra CO2, energia e consumo d&#8217;acqua?</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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		<title>Promuovere l&#8217;autoconsumo solare: il Fondo Nazionale Reddito Energetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 14:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fondo Nazionale Reddito Energetico supporta l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici domestici per famiglie economicamente svantaggiate, promuovendo l&#8217;autoconsumo energetico e l&#8217;adozione delle energie rinnovabili attraverso il Fondo gestito dal GSE. Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito e le agevolazioni.&#160; Introduzione al Fondo Nazionale Reddito Energetico&#160; Come anticipato, il Reddito Energetico Nazionale è un</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Fondo Nazionale Reddito Energetico </strong>supporta l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici domestici per famiglie economicamente svantaggiate, promuovendo l&#8217;autoconsumo energetico e l&#8217;adozione delle energie rinnovabili attraverso il Fondo gestito dal GSE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito e le agevolazioni.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Introduzione al Fondo Nazionale Reddito Energetico&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, il Reddito Energetico Nazionale è un contributo a fondo perduto destinato all&#8217;installazione di <strong>impianti fotovoltaici</strong> per uso domestico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare con potenza compresa tra <strong>2 kW e 6 kW</strong> e progettato per abitazioni di famiglie in condizioni economiche difficili. Questo programma mira a promuovere l&#8217;autoconsumo energetico e a diffondere l&#8217;uso delle<strong> energie rinnovabili.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il GSE gestisce il “Fondo Nazionale Reddito Energetico&#8221;, creato con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/11/08/23A06106/SG" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Decreto Ministeriale dell&#8217;8 agosto 2023</strong> (DM REN).</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli anni 2024 e 2025 sono disponibili risorse finanziarie pari a <strong>200 milioni di euro</strong>, suddivise come segue:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>80 milioni di euro per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.</li>



<li>20 milioni di euro per le altre regioni e province autonome.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il “Fondo Nazionale Reddito Energetico&#8221; permette ai beneficiari di installare impianti fotovoltaici e utilizzare l&#8217;energia prodotta per l&#8217;autoconsumo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;energia in eccesso, non autoconsumata, viene resa disponibile al GSE per <strong>20 anni</strong>, che la utilizzerà per finanziare il fondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fondo può essere alimentato attraverso contributi volontari di amministrazioni centrali, regioni, province autonome, altri enti pubblici, organizzazioni no-profit, e tramite risorse derivanti dai fondi strutturali e di investimento europei.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chi può accedere al Fondo Nazionale Reddito Energetico?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Possono accedere al Reddito Energetico Nazionale le persone fisiche che soddisfano <a href="https://www.wastezero.it/nuovo-portale-rentri-iscrizione-ambiente-demo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>specifici requisiti.</strong> </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, devono appartenere a un nucleo familiare con un ISEE valido<strong> inferiore a 15.000 </strong>euro, o <strong>inferiore a 30.000 euro</strong> se la famiglia ha almeno quattro figli a carico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, devono avere un diritto reale su coperture, superfici di edifici, unità immobiliari o relative pertinenze, dove sarà installato l&#8217;impianto fotovoltaico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Devono essere intestatari del contratto di fornitura di energia elettrica delle utenze di consumo delle unità immobiliari di residenza anagrafica del nucleo familiare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le domande, presentate dai Soggetti Beneficiari o dai loro delegati, devono essere inviate al GSE con l&#8217;aiuto dei Soggetti Realizzatori, ossia le imprese installatrici degli impianti fotovoltaici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le unità immobiliari devono essere di residenza anagrafica del nucleo familiare e appartenere al gruppo A delle categorie catastali, escludendo le categorie A1, A8, A9 e A10.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni beneficiario può richiedere l&#8217;agevolazione <strong>una sola volta</strong>, con la possibilità di ripresentare la domanda in caso di respingimento, purché siano state sanate le incongruenze.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le condizioni per accedere alle agevolazioni&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le condizioni, prima di tutto gli impianti devono essere collegati a utenze di consumo con un <strong>contratto di fornitura</strong> di energia elettrica intestato al Soggetto Beneficiario o a un membro del suo nucleo familiare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interventi devono includere una polizza assicurativa multirischi, servizi di manutenzione e monitoraggio per almeno dieci anni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, devono essere effettuati su coperture o superfici di edifici su cui il beneficiario ha un diritto reale e rispettare i requisiti tecnici del Regolamento del Fondo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La potenza degli impianti deve essere compresa tra 2 kW e 6 kW e non superiore alla potenza impegnata al momento della richiesta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli impianti devono risultare censiti sul sistema <strong>GAUDI </strong>di Terna con il GSE come Utente del Dispacciamento e il Ritiro Dedicato come regime commerciale di cessione dell&#8217;energia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, non devono essere realizzati per soddisfare la quota d&#8217;obbligo rinnovabile e devono essere collegati a <strong>punti di connessione in prelievo</strong> non già associati ad altri impianti di produzione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Altre curiosità</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Si sottolinea che il <strong>Registro dei Realizzatori</strong> è un elenco gestito dal GSE che raccoglie le imprese accreditate per l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici. Le aziende che soddisfano i requisiti possono richiedere di essere inserite nel Registro tramite l&#8217;Area Clienti GSE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta <a href="https://www.wastezero.it/novita-febbraio-2025-nuovo-portale-rentri/">iscritte, </a>queste imprese appaiono sulla <strong>Mappa dei Realizzatori,</strong> disponibile sul sito del GSE, facilitando il contatto da parte dei Soggetti Beneficiari interessati al meccanismo REN.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iscrizione al Registro è facoltativa, ma rappresenta un&#8217;opportunità per le imprese di aumentare la loro visibilità e di essere scelte per i progetti di installazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il GSE eroga un contributo in conto capitale per la realizzazione degli impianti. Nello specifico coprendo i costi ammissibili fino a un massimo costituito da una parte fissa di <strong>2.000 euro</strong> e una variabile di <strong>1.500 euro </strong>per ogni kW di potenza installata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono coperti i costi di esercizio del servizio di misura dell&#8217;energia, gli oneri risarcitori legati alla decadenza dell&#8217;agevolazione e i costi di disinstallazione dei componenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, è possibile<strong> aumentare la potenza</strong> in prelievo, purché non superi la potenza contrattualmente impegnata al momento della richiesta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il GSE può richiedere documentazione aggiuntiva per verificare la coerenza della potenza dichiarata con il contratto di fornitura.</p>
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