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	<title>estrazione Archivi - Wastezero.it</title>
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	<description>Consulente ambientale Formazione - Informazione</description>
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		<title>Strategia nazionale per l’estrazione delle materie prime critiche: l’Italia al passo con l&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 10:00:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Legge e innovazione per ridurre la dipendenza estera e favorire la transizione ecologica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/strategia-nazionale-estrazione-materie-prime-critiche/">Strategia nazionale per l’estrazione delle materie prime critiche: l’Italia al passo con l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Italia avvia un <strong>piano strategico</strong> per valorizzare l’estrazione delle<strong> materie prime critiche.</strong> La nuova legge, approvata nell’agosto 2024, mira infatti a potenziare l&#8217;estrazione e il riciclaggio, garantendo sostenibilità e sicurezza degli approvvigionamenti.</p>



<p>Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un piano per estrazione, trasformazione e riciclaggio per garantire l&#8217;approvvigionamento di materie prime critiche&nbsp;</h4>



<p>In un contesto globale segnato dall&#8217;urgenza di una transizione ecologica e digitale, le materie prime critiche rappresentano<strong> risorse essenziali.&nbsp;</strong></p>



<p>Dalla produzione di tecnologie green alla mobilità elettrica, queste materie sono il fulcro di settori strategici. Non a caso, la loro disponibilità influisce sulla capacità di innovazione e sulla competitività delle economie nazionali.&nbsp;</p>



<p>L’Italia, consapevole dell&#8217;importanza di garantire l’accesso a queste risorse, ha adottato una serie di <strong>provvedimenti normativi </strong>per sostenere progetti strategici nel settore dell’estrazione, trasformazione e riciclaggio delle materie prime critiche.</p>



<p>Nel quadro europeo, l’Italia possiede<a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-critiche-ultimo-decreto-legge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> riserve significative </a>di materie prime critiche, essenziali per numerosi settori industriali. </p>



<p>Di recente, il Ministro dell’Economia ha dichiarato che il Paese è tra i leader europei nell&#8217;assicurare risorse indispensabili per l’economia verde e digitale. Tuttavia, queste materie si trovano spesso in giacimenti <strong>non sfruttati </strong>da decenni.&nbsp;</p>



<p>Tra le 34 materie critiche individuate dalla normativa europea, l&#8217;Italia ne possiede potenzialmente 16, ma ad oggi solo due vengono estratte in quantità significativa: <strong>feldspato e fluorite.&nbsp;</strong></p>



<p>Questa situazione ha portato all’attuazione di una nuova strategia per rafforzare l’autonomia italiana nella gestione delle risorse minerarie.</p>



<p>Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/06/25/24G00102/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Decreto Legge n. 84</a>, convertito nella Legge n. 115, rappresenta il punto centrale della strategia italiana. </p>



<p>Questa legge stabilisce <strong>criteri e procedure </strong>per progetti strategici volti a garantire la disponibilità di materie prime critiche, con un occhio attento alla sostenibilità e alla sicurezza delle forniture.&nbsp;</p>



<p>Tra le novità principali, si prevede la creazione di un sistema di monitoraggio e coordinamento per prevenire eventuali crisi di approvvigionamento, con il supporto del Comitato tecnico per le materie prime critiche.</p>



<p>Il comitato svolgerà un ruolo chiave nel monitorare le catene di approvvigionamento e nell&#8217;aggiornare un piano nazionale triennale. Il quale delineerà le azioni necessarie, le fonti di finanziamento e gli obiettivi strategici.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Decreto Materie Prime: obiettivi e misure principali</h4>



<p>Inoltre, per progetti di rilievo nazionale, la legge prevede che possano essere qualificati come di <strong>pubblica utilità,</strong> consentendo un iter autorizzativo più rapido e semplificato.</p>



<p>La normativa stabilisce un sistema di riconoscimento per i progetti strategici, i quali devono essere presentati alla Commissione Europea, che li esamina in collaborazione con lo Stato membro.&nbsp;</p>



<p>In Italia, il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE), insieme ad altri ministeri coinvolti, valuterà ogni progetto.&nbsp;</p>



<p>Se approvato, un progetto acquisisce lo status di <strong>interesse pubblico nazionale, </strong>con agevolazioni per le autorizzazioni e gli interventi necessari alla sua attuazione.</p>



<p>Inoltre, il Comitato tecnico avrà il compito di monitorare il programma nazionale di esplorazione, le cui attività includono mappature minerarie dettagliate e analisi geochimiche.&nbsp;</p>



<p>I risultati di questi studi, coordinati dall’ISPRA, saranno resi pubblici entro il maggio 2025, aumentando così la trasparenza e la consapevolezza sui potenziali giacimenti presenti in Italia.</p>



<p>Una delle sfide principali nell’estrazione e nello sfruttamento delle materie prime è rappresentata dai lunghi iter autorizzativi, spesso aggravati da procedure ambientali complesse.&nbsp;</p>



<p>La nuova normativa introduce <strong>deroghe</strong> per progetti ritenuti di rilevanza strategica.&nbsp;</p>



<p>In particolare, la valutazione di impatto ambientale (VIA) non sarà richiesta per permessi di ricerca a breve termine, purché rispettino criteri di sostenibilità e non superino i due anni di durata.</p>



<p>Inoltre, il <a href="https://www.wastezero.it/nuove-regole-gse-energy-release-sostegno-mase/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MASE </a>sarà responsabile di istituire un punto unico di contatto, che fungerà da raccordo per tutte le richieste autorizzative e le procedure connesse. </p>



<p>Questo sportello unico sarà in grado di accelerare i tempi di approvazione, garantendo una riduzione dei tempi di attesa a non più di 18 mesi per i progetti complessi e a 16 mesi per quelli meno articolati.&nbsp;</p>



<p>Ulteriori estensioni di sei mesi saranno possibili solo in casi eccezionali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Registro Nazionale delle Aziende e il monitoraggio delle riserve</h4>



<p>La legge ha istituito un Registro Nazionale delle Aziende per monitorare e coordinare le imprese coinvolte nella filiera delle materie prime critiche.&nbsp;</p>



<p>Questo registro, gestito dal MIMIT, raccoglie dati su importazioni, esportazioni e disponibilità di risorse strategiche, permettendo una<strong> visione d’insieme</strong> sull’approvvigionamento nazionale.&nbsp;</p>



<p>Le aziende registrate, con più di 500 dipendenti e un fatturato superiore a 150 milioni di euro, avranno obblighi di trasparenza e saranno chiamate a contribuire al monitoraggio delle scorte nazionali.</p>



<p>Il registro contribuirà inoltre a prevenire eventuali carenze, identificando in anticipo <strong>rischi di interruzione </strong>nella catena di fornitura e proponendo soluzioni tempestive.&nbsp;</p>



<p>A supporto di queste attività, le autorità potranno anche aggiornare una lista nazionale di materie critiche, adattandola alle necessità del mercato e alle evoluzioni del contesto internazionale.</p>



<p>Un aspetto cruciale della nuova legge è <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legge-ambiente-misure-salvaguardia-ambientale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>l’approccio sostenibile</strong></a> nella gestione delle risorse minerarie. </p>



<p>Mentre molti progetti di estrazione possono avere impatti significativi sull’ambiente, il Decreto Materie Prime introduce misure per minimizzare questi effetti. Escludendo dunque i progetti strategici dai vincoli della rete Natura 2000, il sistema di aree protette europee.</p>



<p>Tuttavia, i progetti devono comunque sottostare a rigorosi controlli, con l’obbligo di garantire che non si verifichino effetti dannosi per le aree protette.&nbsp;</p>



<p>In caso di irregolarità o inosservanze, gli enti locali e l’ISPRA potranno intervenire, sospendendo le attività e segnalando eventuali violazioni.</p>
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		<title>Materie prime critiche: nuove misure e opportunità secondo l’ultimo decreto legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 12:14:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GESTIONE RIFIUTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo decreto legge del 25 giugno 2024, n. 84, mira a facilitare l&#8217;estrazione delle materie prime critiche con iter rapidi e introduce royalties per sostenere economicamente l&#8217;intera filiera. Ma cosa sono queste materie prime e perché il tema è così dibattuto? Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito.&#160; Iter veloci per l&#8217;estrazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-critiche-ultimo-decreto-legge/">Materie prime critiche: nuove misure e opportunità secondo l’ultimo decreto legge</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il nuovo decreto legge del <strong>25 giugno 2024, n. 84</strong>, mira a facilitare l&#8217;estrazione delle materie prime critiche con iter rapidi e introduce royalties per sostenere economicamente l&#8217;intera filiera.</p>



<p>Ma cosa sono queste materie prime e perché il tema è così dibattuto? Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Iter veloci per l&#8217;estrazione delle materie prime critiche</h4>



<p>Come anticipato, il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/06/25/24G00102/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge</a> del 25 giugno 2024, n.84, ha attribuito al <strong>Comitato interministeriale</strong> per la transizione ecologica il compito di pronunciarsi su eventuali impedimenti riguardanti le materie prime critiche. </p>



<p>In particolare, l’attenzione è posta sulle nuove richieste di estrazione, trasformazione o riciclo di materie prime strategiche presentate alla Commissione UE.</p>



<p>Inoltre, il ministero dell&#8217;Ambiente ha il compito di istituire un <strong>unico punto di contatto </strong>per il rilascio dei titoli autorizzativi necessari per l&#8217;estrazione e i progetti di riciclo di materie prime critiche.&nbsp;</p>



<p>I tempi saranno estremamente rapidi: non più di diciotto mesi per l&#8217;estrazione e al massimo dieci mesi per il riciclaggio. Procedure accelerate sono previste anche per il rinnovo delle concessioni esistenti, che saranno dimezzate e non dovranno superare i dieci mesi.</p>



<p>Progetti strategici come nuove miniere godranno di iter celeri e saranno soggetti a <strong>royalties. </strong>Queste royalties, derivanti dalle concessioni minerarie, saranno in parte destinate allo Stato e in parte alle Regioni che ospitano i giacimenti (per i progetti su terraferma).</p>



<p>Inoltre, il decreto prevede la <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">norma </a>che sblocca il <strong>Fondo sovrano per il Made in Italy</strong>, destinato a stimolare la crescita e il rilancio delle attività di trasformazione ed estrazione delle materie prime critiche. </p>



<p>Questo provvedimento mira ad allineare l&#8217;Italia al regolamento europeo finalizzato a garantire approvvigionamenti sicuri e sostenibili di materie prime critiche, noto come <strong>European Critical Raw Materials Act</strong>.</p>



<p>Per i progetti di trasformazione delle materie prime critiche, viene introdotta un’autorizzazione unica.&nbsp;</p>



<p>Quest’ultima sarà concessa dalla direzione competente del <strong>Mimit </strong>(il ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso) entro un massimo di dieci mesi.&nbsp;</p>



<p>Nel caso di progetti già classificati come strategici e con procedimenti in corso avviati prima del riconoscimento, il termine è ridotto a otto mesi.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Comitato tecnico e fondo sovrano</h4>



<p>Inoltre, il Mimit istituisce un Comitato tecnico dedicato alle materie prime critiche e strategiche, con l&#8217;incarico di monitorare e coordinare le scorte disponibili per ogni materia prima strategica.&nbsp;</p>



<p>Questo comitato dovrà inoltre elaborare<strong> ogni tre anni</strong> un Piano nazionale delle materie prime critiche, da presentare al Cite per approvazione, includendo le azioni da intraprendere e le fonti di finanziamento.</p>



<p>Il provvedimento prevede anche royalties per le concessioni minerarie dei progetti strategici. Per i progetti marini, le royalties saranno corrisposte allo Stato con un&#8217;aliquota tra il <strong>5% e il 7% del prodotto.&nbsp;</strong></p>



<p>Per i progetti terrestri, le royalties saranno destinate sia allo Stato che alle Regioni. Le somme raccolte andranno nel Fondo sovrano per il Made in Italy, atto a supportare investimenti nella filiera delle materie prime strategiche.</p>



<p>Uno degli <a href="https://www.wastezero.it/editoriale-news-notizie-ambiente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli </a>del decreto è dedicato proprio al Fondo sovrano per il Made in Italy, stabilendo le condizioni per il suo avvio. La gestione sarà affidata, tramite successivo decreto ministeriale, al Fondo italiano d’investimento e Invimit. </p>



<p>Il fondo potrà investire in <strong>strumenti di rischio</strong> emessi da società di capitali, anche quotate e cooperative, nonché in asset immobiliari, sia pubblici che derivanti da concessione, necessari per l’operatività delle società delle filiere strategiche.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Transizione ecologica e innovazioni industriali: un pò di chiarezza&nbsp;</h4>



<p>Le materie prime critiche rivestono <strong>un&#8217;importanza economica</strong> cruciale e sono caratterizzate da un elevato rischio di fornitura.&nbsp;</p>



<p>Questi materiali sono essenziali per lo sviluppo di settori strategici come le <a href="https://www.wastezero.it/fondo-nazionale-reddito-energetico-cose-agevolazioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">energie rinnovabili</a>, la mobilità elettrica e le tecnologie digitali. </p>



<p>Sono infatti fondamentali per realizzare la transizione ecologica ed energetica, nonché per promuovere la crescita di nuove filiere industriali nazionali.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;aumento previsto della domanda di materie prime critiche, necessarie per la produzione di motori elettrici, batterie, accumulatori, elettrolizzatori, turbine eoliche, chip e pannelli fotovoltaici, è significativo e impone una <strong>pianificazione strategica.</strong></p>



<p>Studi come “Critical Raw Materials for Strategic Technologies and Sectors &#8211; A Foresight Study” del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea e “The Role of Critical Minerals in Clean Energy Transitions” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia forniscono importanti previsioni e analisi in merito.&nbsp;</p>



<p>La Commissione Europea, già dal 2008, ha mostrato un&#8217;attenzione costante verso questo tema. Nel settembre 2020 ha poi presentato un <strong>Piano di Azione</strong> per le materie prime critiche, insieme a un elenco aggiornato.</p>



<p>A livello nazionale, è stato istituito un tavolo tecnico dedicato alle materie prime critiche attraverso un <strong>Decreto interministeriale MiSE-MiTE</strong>, coinvolgendo istituzioni, centri di ricerca, consorzi di filiera e associazioni di categoria.&nbsp;</p>



<p>Il tavolo tecnico ha come obiettivo principale la definizione di una strategia nazionale per l&#8217;approvvigionamento di queste materie.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, è prevista la creazione di <strong>proposte normative</strong> per sostenere iniziative e investimenti, in linea con le migliori pratiche europee e globali. Ciò al fine di garantire la <strong>sostenibilità </strong>e la resilienza degli approvvigionamenti.</p>
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