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	<title>europeo &#8211; WasteZero</title>
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	<description>Consulenze e corsi sulla gestione dei rifiuti</description>
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		<title>Nuove norme europee per il trattamento delle acque reflue urbane: maggiore monitoraggio e sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 10:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro il 2045, trattamenti avanzati obbligatori per contrastare microinquinanti e sostanze chimiche dannose come le PFAS</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Parlamento Europeo</strong> ha approvato nuove norme per il <strong>trattamento delle acque reflue urbane,</strong> includendo trattamenti più avanzati e una maggiore responsabilità dei produttori per migliorare la protezione ambientale e la salute pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un modello più sostenibile per il trattamento delle acque reflue urbane: le norme aggiornate&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il Parlamento Europeo ha compiuto un importante passo avanti nella protezione dell&#8217;ambiente e della salute pubblica <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20240408IPR20307/rafforzate-le-norme-per-il-trattamento-e-il-riutilizzo-delle-acque-reflue-urbane#:~:text=La%20nuova%20direttiva%20prede%20che%2C%20entro%20il%202035%2C,rilasciato%20da%20una%20persona%20al%20giorno%29%20o%20pi%C3%B9." target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">approvando</a> nuove norme che regolano il trattamento delle acque reflue urbane. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un’ampia maggioranza di <strong>481 voti favorevoli</strong>, i deputati hanno adottato in via definitiva una direttiva che mira a migliorare la gestione delle acque. Vale a dire introducendo innovazioni tecnologiche e responsabilità estese per produttori di farmaci e cosmetici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova normativa stabilisce standard più rigorosi per la raccolta, il <a href="https://www.wastezero.it/mase-normative-aggiornate-gestione-acque-reflue/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattamento e lo scarico </a>delle acque reflue. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entro il 2035,</strong> tutti gli agglomerati urbani con almeno 1.000 abitanti equivalenti dovranno adottare trattamenti secondari, garantendo l’eliminazione della materia organica biodegradabile prima dello scarico nell’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente,<strong> entro il 2039</strong>, gli impianti di trattamento che servono almeno 150.000 abitanti equivalenti dovranno implementare il trattamento terziario.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimuovendo di conseguenza efficacemente azoto e fosforo, con una scadenza estesa al <strong>2045 </strong>per impianti più piccoli che coprono almeno 10.000 abitanti equivalenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fulcro della direttiva è il <strong>trattamento quaternario</strong>, che mira all’eliminazione dei microinquinanti, come le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), conosciute come “sostanze chimiche eterne” a causa della loro persistenza nell&#8217;ambiente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti gli impianti che trattano acque reflue per oltre 150.000 abitanti equivalenti saranno obbligati ad adottare questi trattamenti avanzati entro il 2045. Gli impianti più piccoli, invece, dovranno adeguarsi in base a valutazioni del rischio.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Monitoraggio rigoroso e prevenzione dei rischi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La legge introduce un sistema di monitoraggio più rigoroso per parametri cruciali, inclusi virus conosciuti, agenti patogeni emergenti, microplastiche e resistenza antimicrobica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi controlli avanzati consentiranno di identificare e trattare potenziali minacce alla salute pubblica, mantenendo al sicuro le risorse idriche e prevenendo contaminazioni ambientali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, l’UE si allinea con i suoi obiettivi di <strong>riduzione dell’inquinamento</strong> e di promozione di un&#8217;economia circolare, ottimizzando l’uso delle risorse idriche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro aspetto chiave della direttiva è l’introduzione della <strong>responsabilità estesa del produttore</strong> (EPR) per farmaci e cosmetici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa norma impone ai produttori di contribuire almeno all&#8217;80% dei costi legati al trattamento quaternario delle acque, un approccio che punta a ridurre l&#8217;impatto ambientale dei microinquinanti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale contributo sarà integrato da finanziamenti nazionali, promuovendo un modello di trattamento <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legge-ambiente-misure-salvaguardia-ambientale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più sostenibile </a>e incentivando le aziende a sviluppare prodotti meno inquinanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il relatore <strong>Nils Torvalds</strong> (Renew, FI) ha sottolineato l’importanza di queste misure, dichiarando quanto segue:&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">“La legislazione migliorerà significativamente le norme in materia di gestione delle acque e di trattamento delle acque reflue in Europa, in particolare per quanto riguarda l&#8217;eliminazione dei microinquinanti derivanti da medicinali e prodotti per la cura personale. Stiamo facendo in modo che l&#8217;impatto sulle fasce economiche più deboli non sia sproporzionato, garantendo al contempo che sostanze chimiche pericolose come le PFAS siano trattate adeguatamente in futuro.”</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Promuovere il riutilizzo delle acque trattate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La direttiva incoraggia anche il<strong> riutilizzo</strong> delle acque reflue trattate, soprattutto nelle aree soggette a stress idrico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli Stati membri saranno tenuti a incentivare l&#8217;uso di acque depurate per l&#8217;irrigazione e altri scopi industriali, riducendo così la dipendenza dalle risorse idriche fresche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa misura non solo aiuterà a combattere la scarsità idrica, ma favorirà anche la transizione verso un modello economico più sostenibile e rispettoso dell&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affinché la nuova normativa entri in vigore, è necessaria l&#8217;approvazione formale del Consiglio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta attuata, la legge rappresenterà un <strong>significativo aggiornamento</strong> della direttiva del 1991 sul trattamento delle acque reflue urbane, introducendo requisiti allineati agli obiettivi climatici e ambientali dell’UE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto di questa revisione normativa è il piano d&#8217;azione per l’inquinamento zero dell&#8217;UE. Il quale mira a un ambiente più sano per le generazioni future, riducendo drasticamente l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua e del suolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamentazione </a>segna un punto di svolta nella gestione sostenibile delle risorse idriche in Europa, proteggendo l&#8217;ambiente e migliorando la qualità della vita dei cittadini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfide legate alla scarsità idrica e alla contaminazione da microinquinanti richiedono interventi decisi e innovativi, e l&#8217;UE dimostra con queste misure di voler guidare il cambiamento.&nbsp;<br>L’obiettivo è chiaro: garantire che le acque reflue urbane non siano solo un problema da gestire, ma anche una <strong>risorsa da sfruttare</strong> in modo efficiente e sostenibile.</p>
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		<title>Nuovo Regolamento UE 2024/2571: certificato di recupero o smaltimento per le spedizioni transfrontaliere dei rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 08:44:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[transfrontaliere]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento]]></category>
		<category><![CDATA[europeo]]></category>
		<category><![CDATA[spedizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 17 ottobre 2024, nuove procedure per la gestione delle spedizioni di rifiuti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo <strong>Regolamento UE 2024/2571</strong> stabilisce il format e le istruzioni per il certificato di recupero o smaltimento dei rifiuti nelle spedizioni transfrontaliere, rendendolo obbligatorio in tutti gli Stati membri a partire dal 17 ottobre 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo di seguito tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Regolamento UE 2024/2571: novità sul recupero e smaltimento dei rifiuti</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, l&#8217;Unione Europea ha introdotto <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202402571" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">nuove regole </a>per migliorare la gestione delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Regolamento Delegato UE 2024/2571, pubblicato il 19 luglio 2024 e in <strong>vigore dal 17 ottobre 2024</strong>, integra il Regolamento (UE) 2024/1157 del Parlamento Europeo e del Consiglio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo nuovo provvedimento stabilisce le<strong> informazioni da inserire</strong> nel certificato che attesta l’avvenuto recupero o smaltimento di rifiuti durante operazioni successive, siano esse intermedie o finali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principale obiettivo del Regolamento UE 2024/2571 è garantire la <strong>trasparenza e la tracciabilità</strong> delle spedizioni di rifiuti all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;aumento delle operazioni di recupero e smaltimento transfrontaliere, è diventato essenziale <strong>uniformare le procedure </strong>di certificazione per assicurare che tutte le fasi del processo siano correttamente documentate e verificate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo regolamento introduce un <strong>certificato standardizzato</strong> che dovrà essere rilasciato dagli impianti di recupero o smaltimento al termine di ogni operazione intermedia o finale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo certificato sarà obbligatorio per tutti gli impianti che gestiscono rifiuti provenienti da altri Stati membri e dovrà essere trasmesso prontamente alle autorità competenti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Format e istruzioni del certificato</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il Regolamento UE 2024/2571 contiene <strong>due allegati</strong> fondamentali: l&#8217;Allegato I, che presenta il format del certificato, e l&#8217;Allegato II, che fornisce le istruzioni per la corretta <a href="https://www.wastezero.it/rentri-istruzioni-formulario-identificazione-rifiuto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilazione </a>del documento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il format del certificato include informazioni dettagliate sull&#8217;<strong>operazione eseguita. </strong>Come, ad esempio, il tipo di rifiuto trattato, la quantità, l’impianto che ha effettuato l’operazione e il tipo di recupero o smaltimento eseguito.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le istruzioni specificano come queste informazioni devono essere fornite, assicurando che ogni certificato sia compilato in modo uniforme e conforme alle normative UE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo certificato deve essere emesso dagli impianti di recupero o smaltimento<strong> non oltre un anno</strong> dalla ricezione dei rifiuti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di operazioni intermedie, l’impianto che effettua il trattamento dovrà richiedere il certificato di avvenuto smaltimento o recupero all’impianto successivo, il quale lo rilascerà entro i tempi previsti dal Regolamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo processo mira a garantire una <strong>supervisione costante </strong>e una gestione trasparente del ciclo di vita dei rifiuti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, l’introduzione di un certificato standardizzato a livello europeo ha l’obiettivo di <strong>armonizzare le procedure</strong> tra gli Stati membri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riducendo così al minimo le discrepanze normative tra i vari paesi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, il regolamento impone che gli impianti di recupero o smaltimento che effettuano operazioni intermedie siano responsabili della raccolta e trasmissione dei certificati di avvenuto recupero o smaltimento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Garantendo in questo modo che tutti i passaggi della catena di trattamento dei rifiuti siano monitorati e tracciabili. Questo rappresenta un cambiamento significativo per gli operatori del settore, che dovranno adattarsi alle <a href="https://www.wastezero.it/service/sistema-rentri-registro-elettronico-nazionale-per-la-tracciabilita-dei-rifiuti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuove disposizioni.</a></p>



<h4 class="wp-block-heading">Applicazione del Regolamento in Italia</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l&#8217;Italia, il nuovo Regolamento UE si allinea con le disposizioni già in&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">vigore a livello nazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, il <strong>Decreto Legislativo 152/2006,</strong> che regola la gestione dei rifiuti in Italia, prevede già che il produttore di rifiuti debba acquisire un formulario completo che attesti l&#8217;avvio al <a href="https://www.wastezero.it/responsabilita-ambientale-normativa-abbandono-rifiuti-urbani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recupero o smaltimento </a>dei rifiuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, nel caso di operazioni intermedie come il raggruppamento, il ricondizionamento e il deposito preliminare (D13, D14, D15), il formulario previsto dal sistema italiano <strong>soddisfa già in parte</strong> le esigenze del nuovo regolamento europeo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, con l&#8217;introduzione del nuovo certificato UE, si prevede un’ulteriore standardizzazione e semplificazione delle procedure. La quale permetterà un migliore coordinamento tra le autorità italiane e quelle degli altri Stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli impianti che gestiscono operazioni di recupero o smaltimento avranno il compito di trasmettere prontamente i certificati al notificatore e alle autorità competenti, indicando con precisione le spedizioni a cui i certificati si riferiscono.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le autorità competenti degli Stati membri avranno il compito di monitorare l’implementazione di queste nuove regole, verificando che gli impianti rispettino i<strong> tempi e le modalità</strong> di rilascio dei certificati.</p>
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		<item>
		<title>Nuove linee guida e metodi di prova per la valutazione delle sostanze chimiche: regolamento (CE) 440/2008 </title>
		<link>https://www.wastezero.it/sostanze-chimiche-aggiornamenti-metodi-prova/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sostanze-chimiche-aggiornamenti-metodi-prova</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 10:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[metodi]]></category>
		<category><![CDATA[prova]]></category>
		<category><![CDATA[europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ultime modifiche al Regolamento Europeo per un allineamento normativo più efficiente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Commissione Europea ha di recente aggiornato i <strong>metodi di prova per le sostanze chimiche</strong>, migliorando l&#8217;armonizzazione tra regolamenti e promuovendo standard più rigorosi per la sicurezza chimica e ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sostanze chimiche: aggiornamenti nei metodi di prova per una maggiore sicurezza ambientale</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, la Commissione Europea ha recentemente introdotto un nuovo aggiornamento riguardante i metodi di prova delle sostanze chimiche, modificando il <strong>regolamento (CE) 440/2008.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa revisione è stata necessaria per garantire che le informazioni relative alle <a href="https://www.wastezero.it/shein-vestiti-tossici-livelli-allarmanti-sostanze-nocive/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proprietà fisico-chimiche</a>, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche siano raccolte in modo più accurato e completo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, con l&#8217;obiettivo di assicurare un migliore rispetto del regolamento <strong>REACH (1907/2006).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo che il Regolamento (CE) n.1907/2006, comunemente chiamato REACH, rappresenta una normativa unificata per la registrazione, la valutazione e l&#8217;autorizzazione delle sostanze chimiche nell&#8217;UE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale di REACH è <strong>salvaguardare</strong> la salute umana e l&#8217;ambiente, senza compromettere la competitività e l&#8217;innovazione nel settore chimico europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni modo, l’aggiornamento di cui sopra si propone di migliorare l’allineamento con la normativa correlata, in particolare con il <strong>regolamento CLP (1272/2008)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’ultimo, nello specifico, disciplina la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze pericolose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">adeguamento normativo</a> garantisce una <strong>maggiore coerenza </strong>nelle valutazioni dei rischi chimici, permettendo una gestione più efficiente delle sostanze potenzialmente dannose per l’uomo e per l’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi cambiamenti rispondono anche alla necessità di adottare <strong>approcci più moderni </strong>e scientificamente validati per la valutazione dei rischi associati ai prodotti chimici. Contribuendo così alla protezione della salute pubblica e dell&#8217;ambiente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie all’aggiornamento, i soggetti coinvolti nella valutazione delle sostanze chimiche disporranno di strumenti più affidabili e armonizzati a livello europeo, garantendo standard di sicurezza più elevati in tutto il continente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le precedenti modifiche ai metodi di prova&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Aldilà delle recenti modifiche ai metodi di prova delle sostanze chimiche di cui sopra, nel corso degli anni ne sono state fatte diverse e sono seguiti molteplici aggiornamenti sul tema.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è l’aggiornamento partito dal 26 marzo 2023, giorno in cui è entrato in vigore il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32023R0464" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong>Regolamento (UE) 2023/464</strong>,</a> adottato dalla Commissione Europea il 3 marzo 2023.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo regolamento modificava l&#8217;allegato del regolamento (CE) n. 440/2008.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quale, come già accennato, stabilisce i metodi di prova necessari per la <a href="https://www.wastezero.it/rentri-guida-completa-registro-carico-scarico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">registrazione</a>, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche secondo il regolamento REACH (n. 1907/2006). </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aggiornamento è stato introdotto per adeguare i metodi di prova al <strong>progresso tecnico.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le modifiche apportate nel 2023 erano significative e riguardavano principalmente la riorganizzazione dei metodi di prova esistenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle novità più rilevanti fu l&#8217;inserimento di una nuova <strong>&#8220;Parte 0&#8221; </strong>prima della Parte A. In quest&#8217;ultima erano elencati i metodi di prova equivalenti o internazionali applicabili per ogni endpoint. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, nelle Parti A, B e C, la descrizione dettagliata dei metodi di prova per diversi capitoli è stata soppressa, e i riferimenti ai metodi equivalenti sono stati aggiornati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, alcuni metodi di prova sono stati eliminati poiché <strong>non più ritenuti idonei </strong>per raccogliere informazioni sulle proprietà tossicologiche delle sostanze chimiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo riguarda, per esempio, i capitoli B.22, B.25, B.34, B.35 e B.39 nella Parte B e il capitolo C.15 nella Parte C. In tali casi, i nuovi metodi di prova riconosciuti come idonei per gli stessi endpoint sono stati inclusi nelle tabelle delle rispettive sezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sottolineiamo che questi cambiamenti riflettono l&#8217;evoluzione delle tecnologie di prova e garantiscono un allineamento con gli standard internazionali. Migliorando così l&#8217;efficacia delle valutazioni nel quadro del regolamento REACH.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.wastezero.it/sostanze-chimiche-aggiornamenti-metodi-prova/">Nuove linee guida e metodi di prova per la valutazione delle sostanze chimiche: regolamento (CE) 440/2008 </a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.wastezero.it">WasteZero</a>.</p>
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