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	<title>italia Archivi - Wastezero.it</title>
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	<description>Consulente ambientale Formazione - Informazione</description>
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	<title>italia Archivi - Wastezero.it</title>
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		<title>Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 16:08:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’UE seleziona 47 progetti chiave per ridurre la dipendenza da fornitori esterni: quattro sono italiani e si concentrano sul riciclo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-strategiche-europa-ue-punta-italia/">Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Commissione europea</strong> (UE) ha approvato 47 progetti per le<strong> materie prime strategiche </strong>al fine di garantire l’approvvigionamento di materiali critici e rafforzare l’autonomia dell’Unione. L’Italia emerge tra i protagonisti, con quattro iniziative nel settore del riciclo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Batterie, difesa e transizione verde: le materie prime strategiche tornano protagoniste con investimenti UE&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 marzo 2025 ha segnato una data chiave per la politica industriale europea. La Commissione europea ha <strong>ufficialmente adottato</strong> l’elenco definitivo dei progetti strategici nell’ambito delle materie prime essenziali per il futuro dell’Unione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In totale, sono stati selezionati <strong>47 progetti distribuiti in 13 Stati membri,</strong> con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle catene del valore e ridurre la dipendenza da paesi terzi per l’approvvigionamento di materiali cruciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi progetti si inseriscono nel quadro del <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/green-deal-industrial-plan/european-critical-raw-materials-act_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Critical Raw Materials Act, </strong></a>una normativa fondamentale che punta a garantire una quota significativa della domanda interna attraverso attività europee di estrazione, trasformazione e riciclo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi fissati per il <strong>2030 </strong>prevedono che almeno il 10% delle materie prime strategiche venga estratto nell’UE, il 40% trasformato all’interno dei confini comunitari e il 25% riciclato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I 47 progetti selezionati coprono ogni anello della filiera delle materie prime: 25 riguardano l’estrazione, 24 la trasformazione, 10 il riciclo e 2 la sostituzione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le 14 materie prime strategiche coinvolte figurano elementi indispensabili per la transizione ecologica e digitale, come litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, fondamentali per la produzione di <strong>batterie, veicoli elettrici e </strong><a href="https://www.wastezero.it/california-svolta-green-sostenibilita-moda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>tecnologie green.</strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata dedicata al litio, con ben 22 progetti, seguito da nichel (12), grafite (11), cobalto (10) e manganese (7).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’insieme delle iniziative contribuirà in maniera decisiva al raggiungimento dei target europei, soprattutto per quanto riguarda l’estrazione e il trattamento di litio e cobalto, e rafforzerà in modo sostanziale anche la disponibilità di nichel, grafite e manganese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai materiali legati all’energia pulita, sono stati approvati anche progetti riguardanti il <strong>magnesio e il tungsteno</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, un progetto sul magnesio e tre sul tungsteno sono ritenuti essenziali per garantire la continuità operativa dell’industria della difesa europea, che utilizza questi materiali in applicazioni strategiche.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L’Italia protagonista nel riciclo</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i paesi coinvolti, l’Italia ha ottenuto un riconoscimento rilevante:<strong> quattro dei dieci progetti </strong>di riciclo selezionati a livello europeo si trovano nel nostro Paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo risultato testimonia il potenziale del sistema italiano dell’economia circolare, capace di combinare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e impatto industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I progetti italiani si concentrano sul recupero di materiali critici da rifiuti elettronici e<a href="https://www.wastezero.it/nuovi-numeri-onu-batterie-litio-rinviati-2029/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> batterie esauste,</a> offrendo un contributo diretto all’obiettivo europeo del 25% di riciclo entro il 2030. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un ambito <strong>particolarmente strategico</strong>, in cui l’Italia ha già sviluppato competenze avanzate e infrastrutture industriali consolidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inclusione di queste iniziative nella lista dei progetti strategici dell’UE permetterà di accedere più facilmente a finanziamenti pubblici e privati, agevolare l’iter autorizzativo e favorire sinergie internazionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il know-how nazionale e promuovere una<strong> filiera del riciclo ad alto valore aggiunto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni modo, i progetti selezionati non rispondono solo a logiche di autosufficienza: sono stati valutati anche in base al loro impatto ambientale, alla sostenibilità sociale e alla solidità tecnica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni iniziativa doveva dimostrare una <strong>chiara coerenza con i principi ESG </strong>(Environmental, Social and Governance), oltre a offrire un vantaggio tangibile per più Stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa dimensione transnazionale a rendere il piano europeo particolarmente ambizioso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promuovendo infatti investimenti coordinati, l’UE punta a creare un <strong>sistema integrato</strong> in grado di supportare la transizione ecologica e digitale dell’intero continente. Riducendo dunque al contempo la vulnerabilità economica legata a forniture esterne concentrate in pochi paesi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Materie prime, clima e competitività</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto globale sempre più instabile, l’accesso<strong> sicuro e sostenibile</strong> alle materie prime rappresenta una priorità strategica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle batterie per la mobilità elettrica alle turbine eoliche, dai chip per l’elettronica ai sistemi di difesa: ogni settore industriale innovativo dipende da un numero limitato di elementi chimici spesso estratti al di fuori dell’Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’approvazione di questi 47 progetti, l’Unione compie un passo deciso verso una maggiore autonomia. Promuovendo così un modello di sviluppo basato <a href="https://www.wastezero.it/sottoprodotti-acciaio-ghisa-scheda-tecnica-emilia-romagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sull’economia circolare,</strong> </a>l’innovazione tecnologica e il rispetto degli standard ambientali più elevati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ruolo centrale dell’Italia, in particolare sul fronte del riciclo, mostra come sia possibile coniugare competitività industriale e sostenibilità. Diventando di conseguenza attori chiave in una sfida che riguarda il futuro produttivo, ecologico e geopolitico dell’Europa.</p>
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		<title>Produttore o detentore di rifiuti? Come distinguere le due figure nel sistema normativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 16:30:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La normativa italiana non sempre chiarisce i confini tra produttore e detentore: una questione di definizioni e responsabilità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La normativa sui rifiuti spesso confonde le figure di <strong>produttore e detentore.</strong> Analizziamo cosa prevede il quadro giuridico attuale, evidenziando le responsabilità operative e le implicazioni legali connesse alla detenzione e al possesso dei rifiuti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tra produttore, detentore e gestione: chi risponde realmente dei rifiuti lungo la filiera?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso mondo della gestione dei rifiuti, una delle questioni più controverse riguarda la <strong>corretta identificazione</strong> delle figure coinvolte: chi è il produttore e chi il detentore?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il quadro normativo italiano,</a> pur essendo dettagliato, spesso tende a sovrapporre i due concetti. Generando dunque dubbi interpretativi e operativi per le aziende, i trasportatori e gli operatori ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/06152dl3.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>L&#8217;articolo 188 del D.Lgs. 152/2006</strong></a><strong> </strong>parla della &#8220;responsabilità nella gestione dei rifiuti&#8221; riferendosi in modo alternato o congiunto al produttore e al detentore, senza specificare una distinzione netta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso avviene nei modelli di formulario previsti dal <strong>D.M. 145/1998,</strong> dove compare la dicitura &#8220;produttore/detentore&#8221;. Questo approccio induce molti a pensare che le due figure siano equivalenti. Ma è davvero così?</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;articolo 183 del D.Lgs. 152/2006 fornisce alcune indicazioni. Il produttore di rifiuti è colui<strong> la cui attività genera i rifiuti </strong>(produttore iniziale) oppure chi effettua trattamenti che ne alterano composizione o natura (nuovo produttore).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il detentore, invece, è definito come il<strong> produttore stesso </strong>o chiunque, persona fisica o giuridica, abbia i rifiuti nella propria disponibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito della Direttiva 2008/98/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 205/2010, la definizione di detentore è stata riformulata per includere in modo più esplicito il concetto di &#8220;possesso&#8221;, rendendola così più ampia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò ha avuto effetti concreti nella prassi applicativa, poiché ha aperto la strada a interpretazioni più articolate sul ruolo del detentore all&#8217;interno della catena di gestione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il ruolo del trasportatore e il concetto di possesso mediato</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista del diritto civile, la differenza tra possesso e detenzione è <strong>ben delineata.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&amp;art.idGruppo=141&amp;art.flagTipoArticolo=2&amp;art.codiceRedazionale=042U0262&amp;art.idArticolo=1140&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=1942-04-04&amp;art.progressivo=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>L&#8217;articolo 1140 del Codice Civile</strong></a><strong> </strong>distingue il possesso, inteso come potere di fatto esercitato su una cosa come se si fosse proprietari, dalla detenzione, che implica invece un uso del bene per conto di un altro soggetto, riconoscendone i diritti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di possesso pieno quando vi è sia l&#8217;elemento oggettivo (la disponibilità materiale del bene), sia quello soggettivo (la volontà di comportarsi da proprietario).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella detenzione, invece, l&#8217;elemento soggettivo è rappresentato dall'&#8221;animus detinendi&#8221;, ossia dalla consapevolezza che il bene appartiene ad altri e che lo si gestisce nel rispetto dei diritti altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel campo dei rifiuti, questa distinzione si traduce in una maggiore complessità: chi materialmente maneggia un rifiuto, ad esempio un trasportatore, può essere considerato detentore <strong>solo in determinati casi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chiarire queste nozioni, si può prendere ad esempio il caso in cui un&#8217;azienda produttrice affidi i propri rifiuti a un trasportatore autorizzato per lo smaltimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il trasporto, il rifiuto è fisicamente nelle mani del <a href="https://www.wastezero.it/rentri-dati-fir-trasportatore-destinatario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasportatore,</a> ma la responsabilità ultima rimane in capo al produttore fino alla consegna all&#8217;impianto di destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo perché il produttore mantiene un <strong>potere giuridico sul rifiuto,</strong> pur avendo ceduto temporaneamente il controllo materiale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini civilistici, si parla di<strong> “possesso mediato”</strong>. Il produttore conserva un potere sul bene tramite l’azione di un altro soggetto (il trasportatore), che ha invece una detenzione priva di volontà dominicale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, mentre per il Codice Civile il trasportatore è un detentore, ai sensi dell’art. 183 del D.Lgs. 152/2006<strong> non può essere considerato tale.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò poiché manca del requisito soggettivo (l&#8217;“animus possidendi”) necessario per essere qualificato come possessore secondo la definizione normativa.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L’arrivo all’impianto: passaggio definitivo della responsabilità</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che i rifiuti vengono presi in carico da un impianto di trattamento o smaltimento, la figura del possessore cambia ancora. Il titolare dell’impianto<strong> diventa a tutti gli effetti</strong> il nuovo possessore del rifiuto, assumendone anche la responsabilità giuridica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo passaggio segna la fine della catena di possesso e detenzione iniziata con il produttore e passata, in via temporanea e funzionale, attraverso il trasportatore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questa fase che la <a href="https://www.wastezero.it/geolocalizzazione-rifiuti-pericolosi-rentri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tracciabilità</a> del rifiuto e la corretta compilazione del formulario di identificazione assumono <strong>un&#8217;importanza cruciale </strong>per evitare sanzioni e inadempienze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle convinzioni più diffuse nella prassi è che per poter qualificare un soggetto come detentore o possessore <strong>sia necessario un contratto formale.</strong> Tuttavia, questa idea è stata smentita sia dalla dottrina che da alcune pronunce giurisprudenziali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il possesso <strong>è infatti una situazione di fatto,</strong> non necessariamente legata a un titolo formale o a un rapporto contrattuale. La presenza o meno di un contratto può influenzare la natura del possesso (pieno, mediato o detenzione), ma non la sua esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Indipendentemente dalla modalità con cui si entra in contatto con il rifiuto, produzione, trasporto, stoccaggio, chi lo detiene è sempre responsabile per la sua corretta gestione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La detenzione comporta infatti l&#8217;assunzione di un potere di fatto sul bene e, quindi, la responsabilità del suo trattamento o conferimento secondo le modalità previste dalla legge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il solo deposito temporaneo o la movimentazione, se effettuati per conto di terzi, possono determinare l&#8217;attribuzione della qualifica di detentore, con tutte le responsabilità che ne derivano.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le ambiguità giurisprudenziali in merito a produttore e detentore di rifiuti&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante l&#8217;evoluzione normativa, la giurisprudenza non ha sempre fornito orientamenti&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">univoci.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi, i giudici hanno identificato come detentori anche soggetti con ruoli marginali o involontari nella gestione del rifiuto, mentre in altri hanno escluso tale qualifica per mancanza di un rapporto materiale continuativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sentenza della<strong> Cassazione Penale (Sez. III, n. 902/1999)</strong> ad esempio ha stabilito che un operatore che effettua lo smantellamento di veicoli altrui non è produttore dei rifiuti risultanti, ma solo detentore di residui di terzi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò evidenzia come, a volte, il discrimine sia basato su elementi soggettivi come l&#8217;intenzione o la consapevolezza di disfarsi del rifiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce di quanto analizzato, appare evidente che le figure di produttore e detentore, pur collegate, non coincidono. Il produttore è colui che genera o modifica i rifiuti, mentre il detentore è chiunque abbia una relazione materiale o giuridica con essi, anche temporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa distinzione, tuttavia, necessita di una<strong> chiarificazione normativa</strong> o giurisprudenziale definitiva, poiché l&#8217;attuale sovrapposizione può generare incertezza sulle responsabilità e creare difficoltà operative nella<a href="https://www.wastezero.it/rifiuti-verdi-nuove-direttive-operative-sfalci-potature/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> gestione quotidiana dei rifiuti. </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto come quello ambientale, dove la tracciabilità e la correttezza formale sono essenziali, una maggiore precisione terminologica e interpretativa è non solo auspicabile, ma indispensabile.</p>
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		<title>Strategia nazionale per l’estrazione delle materie prime critiche: l’Italia al passo con l&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Legge e innovazione per ridurre la dipendenza estera e favorire la transizione ecologica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Italia avvia un <strong>piano strategico</strong> per valorizzare l’estrazione delle<strong> materie prime critiche.</strong> La nuova legge, approvata nell’agosto 2024, mira infatti a potenziare l&#8217;estrazione e il riciclaggio, garantendo sostenibilità e sicurezza degli approvvigionamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un piano per estrazione, trasformazione e riciclaggio per garantire l&#8217;approvvigionamento di materie prime critiche&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto globale segnato dall&#8217;urgenza di una transizione ecologica e digitale, le materie prime critiche rappresentano<strong> risorse essenziali.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla produzione di tecnologie green alla mobilità elettrica, queste materie sono il fulcro di settori strategici. Non a caso, la loro disponibilità influisce sulla capacità di innovazione e sulla competitività delle economie nazionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia, consapevole dell&#8217;importanza di garantire l’accesso a queste risorse, ha adottato una serie di <strong>provvedimenti normativi </strong>per sostenere progetti strategici nel settore dell’estrazione, trasformazione e riciclaggio delle materie prime critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel quadro europeo, l’Italia possiede<a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-critiche-ultimo-decreto-legge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> riserve significative </a>di materie prime critiche, essenziali per numerosi settori industriali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente, il Ministro dell’Economia ha dichiarato che il Paese è tra i leader europei nell&#8217;assicurare risorse indispensabili per l’economia verde e digitale. Tuttavia, queste materie si trovano spesso in giacimenti <strong>non sfruttati </strong>da decenni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le 34 materie critiche individuate dalla normativa europea, l&#8217;Italia ne possiede potenzialmente 16, ma ad oggi solo due vengono estratte in quantità significativa: <strong>feldspato e fluorite.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa situazione ha portato all’attuazione di una nuova strategia per rafforzare l’autonomia italiana nella gestione delle risorse minerarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/06/25/24G00102/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Decreto Legge n. 84</a>, convertito nella Legge n. 115, rappresenta il punto centrale della strategia italiana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa legge stabilisce <strong>criteri e procedure </strong>per progetti strategici volti a garantire la disponibilità di materie prime critiche, con un occhio attento alla sostenibilità e alla sicurezza delle forniture.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità principali, si prevede la creazione di un sistema di monitoraggio e coordinamento per prevenire eventuali crisi di approvvigionamento, con il supporto del Comitato tecnico per le materie prime critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comitato svolgerà un ruolo chiave nel monitorare le catene di approvvigionamento e nell&#8217;aggiornare un piano nazionale triennale. Il quale delineerà le azioni necessarie, le fonti di finanziamento e gli obiettivi strategici.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Decreto Materie Prime: obiettivi e misure principali</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, per progetti di rilievo nazionale, la legge prevede che possano essere qualificati come di <strong>pubblica utilità,</strong> consentendo un iter autorizzativo più rapido e semplificato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa stabilisce un sistema di riconoscimento per i progetti strategici, i quali devono essere presentati alla Commissione Europea, che li esamina in collaborazione con lo Stato membro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE), insieme ad altri ministeri coinvolti, valuterà ogni progetto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se approvato, un progetto acquisisce lo status di <strong>interesse pubblico nazionale, </strong>con agevolazioni per le autorizzazioni e gli interventi necessari alla sua attuazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il Comitato tecnico avrà il compito di monitorare il programma nazionale di esplorazione, le cui attività includono mappature minerarie dettagliate e analisi geochimiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati di questi studi, coordinati dall’ISPRA, saranno resi pubblici entro il maggio 2025, aumentando così la trasparenza e la consapevolezza sui potenziali giacimenti presenti in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle sfide principali nell’estrazione e nello sfruttamento delle materie prime è rappresentata dai lunghi iter autorizzativi, spesso aggravati da procedure ambientali complesse.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova normativa introduce <strong>deroghe</strong> per progetti ritenuti di rilevanza strategica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, la valutazione di impatto ambientale (VIA) non sarà richiesta per permessi di ricerca a breve termine, purché rispettino criteri di sostenibilità e non superino i due anni di durata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il <a href="https://www.wastezero.it/nuove-regole-gse-energy-release-sostegno-mase/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MASE </a>sarà responsabile di istituire un punto unico di contatto, che fungerà da raccordo per tutte le richieste autorizzative e le procedure connesse. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sportello unico sarà in grado di accelerare i tempi di approvazione, garantendo una riduzione dei tempi di attesa a non più di 18 mesi per i progetti complessi e a 16 mesi per quelli meno articolati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulteriori estensioni di sei mesi saranno possibili solo in casi eccezionali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Registro Nazionale delle Aziende e il monitoraggio delle riserve</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La legge ha istituito un Registro Nazionale delle Aziende per monitorare e coordinare le imprese coinvolte nella filiera delle materie prime critiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo registro, gestito dal MIMIT, raccoglie dati su importazioni, esportazioni e disponibilità di risorse strategiche, permettendo una<strong> visione d’insieme</strong> sull’approvvigionamento nazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende registrate, con più di 500 dipendenti e un fatturato superiore a 150 milioni di euro, avranno obblighi di trasparenza e saranno chiamate a contribuire al monitoraggio delle scorte nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il registro contribuirà inoltre a prevenire eventuali carenze, identificando in anticipo <strong>rischi di interruzione </strong>nella catena di fornitura e proponendo soluzioni tempestive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A supporto di queste attività, le autorità potranno anche aggiornare una lista nazionale di materie critiche, adattandola alle necessità del mercato e alle evoluzioni del contesto internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto cruciale della nuova legge è <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legge-ambiente-misure-salvaguardia-ambientale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>l’approccio sostenibile</strong></a> nella gestione delle risorse minerarie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre molti progetti di estrazione possono avere impatti significativi sull’ambiente, il Decreto Materie Prime introduce misure per minimizzare questi effetti. Escludendo dunque i progetti strategici dai vincoli della rete Natura 2000, il sistema di aree protette europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, i progetti devono comunque sottostare a rigorosi controlli, con l’obbligo di garantire che non si verifichino effetti dannosi per le aree protette.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di irregolarità o inosservanze, gli enti locali e l’ISPRA potranno intervenire, sospendendo le attività e segnalando eventuali violazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.wastezero.it/strategia-nazionale-estrazione-materie-prime-critiche/">Strategia nazionale per l’estrazione delle materie prime critiche: l’Italia al passo con l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://www.wastezero.it">Wastezero.it</a>.</p>
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		<title>Ambiente ed energia: le priorità del Governo sulla sicurezza per uno sviluppo pragmatico </title>
		<link>https://www.wastezero.it/sicurezza-energia-transizione-sostenibile-ambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 14:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pianificazione e innovazione: il governo traccia una via per una transizione ecologica intelligente</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il ministro <strong>Gilberto Pichetto</strong> ha di recente sottolineato i progressi del Governo nell’ambito dell’ambiente e della sicurezza in merito all’energia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, Pichetto ha evidenziato una visione pragmatica che punta su rinnovabili e innovazione per garantire una transizione sostenibile lontana da ideologie. Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sicurezza per l’energia e transizione sostenibile per l’ambiente: l&#8217;Italia più forte e resiliente rispetto a due anni fa</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In questi ultimi due anni, il governo italiano ha messo al centro delle sue politiche due priorità fondamentali: la <strong>sicurezza energetica e la tutela dell’ambiente.</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio, secondo <a href="https://www.mase.gov.it/comunicati/governo-pichetto-ambiente-ed-energia-assi-portanti-sviluppo-lontano-da-ideologie" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quanto dichiarato</a> dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, riflette una visione di sviluppo pragmatico e lontano dalle ideologie, orientata verso soluzioni <strong>concrete e raggiungibili. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro ha fatto un bilancio delle attività svolte dall’Esecutivo a due anni dall’insediamento del governo guidato da Giorgia Meloni, sottolineando come l’Italia sia oggi più sicura e resiliente dal punto di vista energetico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle principali conquiste del governo è stata la maggiore sicurezza negli <strong>approvvigionamenti energetici,</strong> un tema cruciale per l’autonomia e la stabilità del Paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Oggi l’Italia è più sicura rispetto a due anni fa sugli approvvigionamenti di energia”, ha dichiarato Pichetto, evidenziando come il Paese sia diventato un punto di riferimento per <strong>nuove rotte energetiche</strong>, oltre a puntare in maniera decisa sulle <a href="https://www.wastezero.it/mase-trasformazione-ministero-ambiente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">energie rinnovabili. </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fonti rinnovabili, infatti, non hanno mai conosciuto una crescita così significativa come negli ultimi due anni, segno di un investimento convinto del governo in questo settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa attenzione verso le energie pulite si riflette anche nell’approccio strategico adottato dal governo, che ha puntato sulla pianificazione per uscire dalle logiche emergenziali che spesso caratterizzano il settore energetico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro ha sottolineato l’importanza di creare<strong> condizioni favorevoli</strong> sia per chi investe sia per chi amministra, facilitando così lo sviluppo di progetti energetici sostenibili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incentivi per la costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno degli esempi più significativi di questa politica, mettendo i cittadini al centro delle scelte energetiche e promuovendo la produzione e il consumo locale di energia verde.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Pianificazione strategica per una transizione sostenibile</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro elemento chiave delle politiche del governo è stato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima <strong>(PNIEC),</strong> che ha alzato l’ambizione italiana in linea con gli obiettivi climatici europei.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo piano, insieme al nuovo Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, offre una visione chiara delle azioni necessarie per preparare il territorio ai cambiamenti in atto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo anni di attesa, finalmente l’Italia dispone di un quadro strategico per affrontare le sfide del <strong>riscaldamento globale</strong> e per mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pichetto ha anche ricordato i risultati raggiunti durante la presidenza italiana del G7, culminati nella cosiddetta &#8220;Carta di Venaria&#8221;, un documento che traccia la via per la cooperazione internazionale in tema di sostenibilità e innovazione energetica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La &#8220;Carta di Venaria&#8221; rappresenta un importante punto di riferimento in vista della <strong>COP29</strong> di Baku, dove l’Italia intende continuare a guidare gli sforzi globali verso una<a href="https://www.wastezero.it/mase-decreto-energy-release-sviluppo-rinnovabili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> transizione energetica </a>giusta e sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dell’innovazione, il governo italiano sta puntando non solo sulle rinnovabili tradizionali ma anche su <strong>tecnologie alternative. </strong>Una delle aree di maggiore interesse è lo sviluppo di un nuovo nucleare pulito e sostenibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pichetto ha spiegato che il governo sta lavorando a una Piattaforma nazionale e a un gruppo di lavoro dedicato, con l’obiettivo di definire presto un nuovo quadro giuridico per l’utilizzo di questa tecnologia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nucleare di nuova generazione potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella transizione energetica, offrendo una fonte energetica stabile e a basse emissioni di carbonio.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Difesa delle filiere produttive strategiche</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo non ha mai perso di vista l’importanza di difendere le<strong> filiere produttive strategiche </strong>del Paese, come quella dell’economia circolare, un settore in cui l’Italia è all’avanguardia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ci siamo battuti e continueremo a farlo in Europa per una transizione intelligente”, ha dichiarato Pichetto, sottolineando come il governo si impegni a valorizzare queste filiere senza compromettersi con obiettivi irrealistici o poco praticabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, il ministro ha ricordato come l’Italia stia lavorando per garantire che le <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">normative europee</a> sulla transizione energetica tengano conto delle reali capacità degli Stati membri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è particolarmente importante in aree come l’efficienza degli edifici e le emissioni nei trasporti. Aree in cui il governo italiano si è battuto per ottenere obiettivi che siano davvero raggiungibili, senza mettere a rischio la competitività dell’industria nazionale.</p>
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