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	<title>ministero &#8211; WasteZero</title>
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	<description>Consulenze e corsi sulla gestione dei rifiuti</description>
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		<title>Il D.L. Milleproroghe è legge, ma l’estensione dei termini per il RENTRI è subordinata a un nuovo decreto ministeriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 16:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rentri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli operatori devono ancora rispettare le scadenze attuali, con il rischio di sanzioni per chi non è in regola</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la conversione in legge del D.L. <strong>Milleproroghe</strong>, il rinvio dei termini per l’adesione al <strong>RENTRI</strong> non è ancora effettivo. Il settore resta dunque in attesa del decreto ministeriale previsto entro fine marzo. Vediamo in questo articolo tutti i dettagli. </p>



<h4 class="wp-block-heading">RENTRI e il D.L. Milleproroghe: in attesa del decreto, possibile proroga al 14 aprile</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-02-24&amp;atto.codiceRedazionale=25A01250&amp;elenco30giorni=true" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>Legge n. 15 del 21 febbraio 2025</strong></a>, che ha convertito il decreto Milleproroghe (D.L. n. 202 del 27 dicembre 2024), si aprono nuovi scenari per il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’eventuale proroga del termine di iscrizione al sistema <strong>non è automatica</strong>: serve un ulteriore passaggio normativo per renderla effettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo convertito in legge introduce infatti una possibile estensione del termine di 60 giorni, previsto originariamente dal <strong>Decreto Ministeriale 4 aprile 2023, n. 59, portandolo a 120 giorni.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo potrebbe tradursi in uno slittamento della scadenza per le iscrizioni da parte dei soggetti obbligati, dal 13 febbraio al 14 aprile 2025.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, tale proroga diventerà operativa solo dopo l’adozione di un nuovo decreto da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha tempo fino al 27 marzo per pubblicarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il RENTRI <strong>resta pienamente attivo.</strong> Gli obblighi di iscrizione e di utilizzo dei nuovi modelli di registri di carico e scarico e dei formulari di identificazione dei rifiuti (<a href="https://www.wastezero.it/rentri-vidimare-fir-cartaceo-produttori-non-iscritti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FIR</a>) non subiscono alcuna modifica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti gli operatori tenuti a registrarsi – tra cui imprese con oltre 50 dipendenti, trasportatori e impianti di gestione dei rifiuti – devono quindi continuare ad adempiere agli obblighi già in vigore dal 13 febbraio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio concreto è che, qualora il nuovo decreto venga effettivamente emanato e stabilisca il rinvio della scadenza, gli operatori si trovino nella difficile posizione di dover sospendere per pochi giorni l’uso delle nuove modalità operative.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quel caso, si renderebbe necessario un ritorno temporaneo – seppur breve – ai vecchi modelli cartacei di registri e FIR, introdotti nel 1998, solo per poi passare di nuovo al sistema digitale dal 15 aprile.</p>



<h4 class="wp-block-heading">RENTRI tra incertezze e attese: il rischio di sanzioni&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scenario di cui sopra genera non poche <strong>perplessità e confusione</strong> tra gli addetti ai lavori. In assenza di certezze, molti operatori preferiscono proseguire con l’attuale sistema per evitare rischi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, chi non è ancora iscritto al portale RENTRI rischia <strong>sanzioni previste dall’art. 258, commi 10 e 11, del D.Lgs. 152/2006.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione è dunque sospesa tra una norma approvata e un decreto atteso. La legge Milleproroghe ha aperto la strada a una possibile proroga, ma ha lasciato l’ultima parola al Ministero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo con l’effettiva pubblicazione del nuovo decreto ministeriale sarà possibile sapere se il termine del 13 febbraio verrà posticipato fino al 14 aprile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il consiglio per gli operatori è di <strong>attenersi scrupolosamente alle regole attuali:</strong> mantenere l&#8217;iscrizione al portale, utilizzare i nuovi modelli e documenti, e restare aggiornati sulle <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">novità normative.</a> </p>



<p class="wp-block-paragraph">La prudenza è fondamentale, soprattutto in un contesto in cui il mancato rispetto delle scadenze può comportare multe salate e problematiche operative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante anche sottolineare come questa incertezza normativa crei non pochi disagi alle aziende, soprattutto a quelle di piccole e medie dimensioni, che spesso non dispongono di uffici legali o consulenti dedicati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un chiarimento ufficiale e tempestivo da parte del Ministero è quanto mai urgente, sia per garantire la piena operatività del sistema di tracciabilità, sia per tutelare gli operatori economici da una normativa ambigua e in continua evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, la proroga al 14 aprile è per ora solo una possibilità. RENTRI continua a valere a tutti gli effetti, e solo un nuovo intervento ministeriale potrà modificare concretamente lo scenario.<br>Fino ad allora, regole invariate e occhi puntati sul <a href="https://www.wastezero.it/mase-trasformazione-ministero-ambiente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ministero dell’Ambiente</a>.</p>
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		<title>Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti (MIT): ruolo, funzioni e responsabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 08:21:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[ministero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riorganizzazione del Ministero: da mobilità sostenibile a trasporti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti </strong>(MIT) rappresenta il cuore della pianificazione e gestione delle reti infrastrutturali italiane, svolgendo un ruolo cruciale nella sicurezza e nello sviluppo delle vie di comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">MIT: le competenze del Ministero tra infrastrutture, trasporti e sicurezza nazionale</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti (MIT) è una delle più importanti <a href="https://www.mit.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>strutture esecutive</strong></a> del governo italiano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Esso ha la responsabilità di gestire, programmare e monitorare le reti infrastrutturali nazionali e le opere pubbliche di competenza statale. La sua funzione è cruciale per il mantenimento e lo sviluppo delle infrastrutture vitali per l&#8217;economia e la sicurezza del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il MIT ha assunto la sua attuale denominazione a seguito del <strong>Decreto Legge dell&#8217;11 novembre 2022 n. 173,</strong> che ha ufficialmente sancito il passaggio dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa riorganizzazione riflette un cambiamento strategico nelle priorità governative, concentrandosi maggiormente sulla gestione integrata delle infrastrutture e dei trasporti. In particolare con un occhio di riguardo alla <strong>sicurezza e all&#8217;efficienza.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Decreto Legge n. 173/2022 ha segnato un punto di svolta nella struttura organizzativa del Ministero.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di questa modifica, il focus del dicastero era ampio, comprendendo non solo la gestione delle infrastrutture ma anche un&#8217;attenzione particolare alla <a href="https://www.wastezero.it/rifiuti-sanitari-infettivi-normative-smaltimento-sicurezza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mobilità sostenibile. </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, con il crescente bisogno di un&#8217;attenzione più mirata alla sicurezza dei trasporti e alla manutenzione delle infrastrutture esistenti, è stato necessario <strong>ridefinire le priorità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova denominazione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riflette una maggiore attenzione alla gestione delle reti infrastrutturali di interesse nazionale e delle opere pubbliche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo cambiamento non solo rappresenta un adeguamento alle esigenze moderne, ma anche un ritorno a una gestione più focalizzata su trasporti e infrastrutture.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ambiti che necessitano di <strong>coordinamento e controllo</strong> rigorosi, soprattutto in un periodo di significativi investimenti pubblici e privati nel settore.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Competenze, regolamentazione e altro ancora&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha un vasto spettro di competenze che spaziano dalla <strong>programmazione</strong> e gestione delle reti infrastrutturali fino alla regolamentazione dei trasporti su terra, mare e aria.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, il Ministero è responsabile della pianificazione, finanziamento, realizzazione e gestione delle infrastrutture nazionali, nonché delle politiche urbane e dell’edilizia abitativa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo include il coordinamento e la supervisione delle reti stradali, autostradali, ferroviarie, lacuali, marittime, portuali, aeree e aeroportuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle funzioni chiave del Ministero è l&#8217;interazione con le istituzioni regionali e locali per garantire un&#8217;efficace implementazione delle politiche nazionali a livello territoriale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, il MIT fornisce<strong> linee guida </strong>e coordina le azioni con le autorità locali per la realizzazione di progetti infrastrutturali e per la gestione delle vie di comunicazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale collaborazione è fondamentale per garantire che le infrastrutture siano sicure, efficienti e rispondenti alle esigenze della popolazione e dell&#8217;economia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In aggiunta, il Ministero si occupa delle relazioni internazionali nel settore delle infrastrutture e dei trasporti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico negoziando e siglando accordi con altri Paesi e organizzazioni internazionali per migliorare la cooperazione e lo sviluppo congiunto di progetti infrastrutturali transnazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ruolo è particolarmente rilevante in un&#8217;epoca in cui le reti di trasporto sono sempre più i<strong>nterconnesse</strong> a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il MIT esercita anche una funzione di indirizzo, monitoraggio e controllo nei confronti degli enti vigilati e partecipati e dei gestori del trasporto pubblico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo include il coordinamento con il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La supervisione dei trasporti marittimi, aerei e terrestri è cruciale per garantire la <strong>sicurezza</strong> e la regolarità dei servizi, nonché per prevenire e gestire le <a href="https://www.wastezero.it/grecia-migliaia-pesci-morti-porto-volos/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">emergenze.</a></p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della sicurezza e della vigilanza</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro aspetto fondamentale del lavoro del Ministero è la gestione della sicurezza nelle infrastrutture e nei trasporti. Questo include la regolamentazione delle vie stradali, marittime e aeree, con specifico riferimento al Codice della Strada e al Codice della Navigazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi codici legislativi rappresentano i <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>pilastri normativi</strong></a><strong> </strong>su cui si basa la sicurezza delle operazioni di trasporto e la manutenzione delle infrastrutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il MIT, inoltre, è coinvolto nella vigilanza e nel controllo dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, operando in stretta collaborazione con l&#8217;<strong>Autorità Nazionale Anticorruzione </strong>(ANAC).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa vigilanza è essenziale per garantire la trasparenza, la correttezza e l&#8217;efficienza nella gestione delle gare d&#8217;appalto pubbliche, prevenendo fenomeni di corruzione e mala gestione che potrebbero compromettere la qualità delle opere pubbliche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>MASE e la trasformazione del Ministero dell&#8217;Ambiente: energie rinnovabili, sicurezza energetica e sfide ambientali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ministero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle rinnovabili alla tutela dell’ambiente: tutti i dettagli sul MASE </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica (<strong>MASE</strong>) ha assunto sempre più un ruolo cruciale, affrontando sfide legate alla sicurezza energetica, promuovendo le energie rinnovabili e intensificando la tutela dell&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il MASE: un Ministero rinnovato tra energia e ambiente</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il 15 dicembre segna una data significativa per il Ministero della Transizione Ecologica, ora rinominato <a href="https://www.mase.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica </a>(MASE). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo cambiamento non è solo nominale ma rappresenta <strong>un&#8217;espansione</strong> delle competenze del dicastero, che, oltre alla tutela dell’ambiente, si concentrerà sulla sicurezza energetica nazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong> alla guida, il ministero si pone l’obiettivo di affrontare le pressanti sfide energetiche e ambientali del paese, in un contesto internazionale sempre più complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione del Ministero, resa ufficiale con la conversione in legge del decreto “Ministeri”, sottolinea l&#8217;importanza crescente della <a href="https://www.wastezero.it/fondo-nazionale-reddito-energetico-cose-agevolazioni/"><strong>sicurezza energetica</strong></a> in un&#8217;epoca di incertezza geopolitica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tutela dell&#8217;ambiente rimane centrale, ma viene affiancata dalla gestione delle politiche energetiche e minerarie nazionali, con un focus particolare sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, il MASE si pone come uno degli attori principali, chiamato a bilanciare le esigenze ambientali con quelle energetiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo un rapporto della Camera, il Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica non solo manterrà il suo impegno verso la protezione ambientale, ma assumerà anche nuove responsabilità in ambito energetico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra queste è inclusa l’individuazione e l’attuazione di misure per garantire la <strong>continuità e la flessibilità </strong>degli approvvigionamenti di energia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo nuovo focus risponde alla necessità di far fronte a un panorama energetico globale caratterizzato da volatilità dei prezzi e crescenti rischi geopolitici.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prezzo del gas, approvvigionamento energetico e rigassificatori&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei temi centrali del MASE riguarda la gestione del prezzo del gas, una questione che ha tenuto banco nei mesi passati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 19 dicembre, i ministri dell’Energia dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo per stabilire un tetto al prezzo del gas, noto come <strong>&#8220;price cap&#8221;</strong>, che scatterà in caso di superamento di specifiche soglie di prezzo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accordo prevede che il tetto entri in vigore a partire dal 15 febbraio, se il prezzo del gas sul <strong>Title Transfer Facility</strong> (TTF) di Amsterdam supera i 180 euro per megawattora per tre giorni consecutivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia ha giocato un ruolo chiave nel promuovere questa soluzione condivisa tra i membri dell&#8217;UE, dimostrando l&#8217;importanza strategica del MASE in ambito europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente al controllo dei prezzi, il tema dell’<strong>approvvigionamento energetico </strong>rimane cruciale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso il decreto <strong>“Aiuti quater”,</strong> sono state introdotte <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misure</a> volte a incentivare la ricerca e l’estrazione di gas naturale nel territorio nazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa scelta, pur criticata da alcune comunità locali preoccupate per i rischi ambientali, è vista dal governo come un passo necessario per garantire la sicurezza energetica del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema dei <strong>rigassificatori</strong> è altrettanto delicato. Il 22 dicembre, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha respinto il ricorso del Comune di Piombino contro la realizzazione di un rigassificatore nel porto della cittadina.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa struttura è parte di una strategia più ampia, avviata dal precedente governo, volta a ridurre la dipendenza dal gas russo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pichetto Fratin ha garantito che l’uso del rigassificatore di Piombino sarà temporaneo, non oltre i tre anni, e ha evidenziato come i rigassificatori siano fondamentali per assicurare la sicurezza energetica del paese.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La promozione delle energie rinnovabili</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro pilastro della strategia del MASE è lo sviluppo delle energie rinnovabili. Per il ministro, le rinnovabili rappresentano una <strong>priorità nazionale</strong>, in quanto combinano la protezione ambientale con l&#8217;interesse energetico del paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, il ministro ha riconosciuto la necessità di snellire le procedure burocratiche per accelerare l’installazione di nuovi impianti rinnovabili. L’obiettivo è ambizioso: <strong>entro il 2030</strong> il governo punta a produrre due terzi dell’energia nazionale da fonti rinnovabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all&#8217;energia, il MASE continua a svolgere un ruolo cruciale nella <a href="https://www.wastezero.it/rifiuti-sanitari-infettivi-normative-smaltimento-sicurezza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>protezione dell&#8217;ambiente.</strong> </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le sue iniziative recenti, il ministero ha lavorato all&#8217;adozione dei decreti attuativi della legge <strong>Salvamare,</strong> una normativa approvata nel 2022 che mira a proteggere le acque marine e a promuovere la sostenibilità.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il MASE è impegnato nell&#8217;adeguamento del Codice ambientale ai nuovi principi costituzionali, introdotti nella scorsa legislatura, che inseriscono la tutela dell’ambiente e della biodiversità tra i valori fondamentali della Repubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, le politiche del governo non sono esenti da critiche. Tuttavia, il MASE prosegue nel suo percorso, con l’intento di bilanciare esigenze ambientali, energetiche e sociali, in un contesto nazionale e internazionale sempre più complesso.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.wastezero.it/mase-trasformazione-ministero-ambiente/">MASE e la trasformazione del Ministero dell&#8217;Ambiente: energie rinnovabili, sicurezza energetica e sfide ambientali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.wastezero.it">WasteZero</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Esenzioni dall&#8217;obbligo di nominare un Consulente ADR: la nuova Circolare del MIT chiarisce ogni dubbio</title>
		<link>https://www.wastezero.it/esenzioni-nomina-consulente-adr-circolare-ministero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=esenzioni-nomina-consulente-adr-circolare-ministero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 15:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADR]]></category>
		<category><![CDATA[adr]]></category>
		<category><![CDATA[consulente]]></category>
		<category><![CDATA[esenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[circolare]]></category>
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		<category><![CDATA[mit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Regole di applicazione e specifiche esenzioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 14 maggio 2024, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha pubblicato la <strong>Circolare Prot. 13921</strong>, fornendo commenti e chiarimenti operativi sul D.M. 7 agosto 2023 riguardo le esenzioni dalla nomina del <strong>Consulente ADR.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa spiega nello specifico la Circolare e quali dubbi chiarisce? Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chiarimenti sulle esenzioni dalla nomina del Consulente ADR: la nuova Circolare del Ministero</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rilasciato una nuova <a href="https://www.mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/normativa/2024-05/Circolare_protocollo_13921%20del%2014-05-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Circolare</a> per chiarire l&#8217;applicazione del <strong>D.M. 7 agosto 2023.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo documento mira a risolvere i<strong> dubbi interpretativi </strong>relativi alle condizioni di esenzione dalla nomina del consulente ADR, offrendo esempi pratici e dettagli operativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La circolare chiarisce che il DM si applica alle imprese coinvolte in spedizione, trasporto, imballaggio, carico, riempimento e scarico di merci pericolose secondo le <a href="https://www.wastezero.it/esenzioni-nomina-consulente-adr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esenzioni descritte </a>negli articoli 3, 4 e 5 del decreto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, include anche attività correlate alla movimentazione di merci pericolose o rifiuti pericolosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende che si occupano solo di intermediazione, coordinamento e organizzazione di beni, senza impattare sulla <strong>sicurezza</strong> del trasporto di merci pericolose, sono esentate dall&#8217;obbligo di nominare un consulente ADR.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, un intermediario che conclude contratti di mediazione per il trasporto di merci, senza rientrare nella definizione di speditore o trasportatore, non necessita di un consulente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante notare che le esenzioni <strong>non sono cumulative</strong>: le imprese possono avvalersi di diverse esenzioni contemporaneamente, purché rispettino le condizioni di ciascuna.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, alcune attività specifiche, come quelle relative a materiali appartenenti alla classe 7, non beneficiano di queste esenzioni e devono<strong> sempre nominare </strong>un consulente ADR.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Stazioni di lavaggio di cisterne, officine di manutenzione, installatori di impianti: esenzione o meno?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La Circolare spiega inoltre le condizioni di esclusione totale (art. 3) e di esenzione parziale (art. 4) del <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legislativo-7-agosto-2023-esenzione-consulente-adr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto. </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese che operano sotto regimi di esenzione specifici, come quelli individuati nella sezione 1.1.3 dell&#8217;ADR (eccetto 1.1.3.6), non devono nominare un consulente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, le attività relative a merci pericolose integralmente escluse dall&#8217;ADR o esentate da specifici regimi di confezionamento sono anch&#8217;esse esenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sottolinea che rientrano nel campo di applicazione, <strong>specificamente sotto certi requisiti,</strong> gli operatori di stazioni di lavaggio di cisterne, officine di manutenzione, installatori di impianti o simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni modo, si consiglia sempre un <strong>consulto</strong> adeguato da parte di un consulente ADR esperto per comprendere al meglio se e in quali casi si rientra nelle esenzioni, onde evitare sanzioni e rischi legati alla tutela dell’ambiente.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Formazione del personale</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguendo, la Circolare chiarisce che la durata e la periodicità dei <strong>corsi di formazione,</strong> secondo l&#8217;art. 7 del DM, sono a discrezione del legale rappresentante dell&#8217;azienda. Di conseguenza basate sul livello di rischio delle attività svolte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione deve assicurare un adeguato livello di <strong>consapevolezza</strong> sulle procedure operative e sulle misure di emergenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sottolinea che la formazione del personale è <strong>cruciale</strong> per garantire la sicurezza nelle operazioni di trasporto di merci pericolose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La responsabilità degli operatori, inclusi vettori, committenti, caricatori e scaricatori, è chiaramente delineata dal quadro normativo nazionale e dall&#8217;accordo ADR.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni operatore deve rispettare le<strong> regole specifiche </strong>per il suo ruolo. Ad esempio, il caricatore deve osservare i divieti di carico comune e le prescrizioni per la separazione di alimenti e altri oggetti di consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obblighi di ciascun operatore sono specificati nei capitoli 1.4.2 e 1.4.3 dell&#8217;ADR, e richiedono regolamentazione attraverso contratti appropriati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, la Circolare Prot. 13921 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti offre un <strong>supporto fondamentale</strong> per comprendere e applicare correttamente le esenzioni dalla <a href="https://www.wastezero.it/nomina-consulente-adr-competenze-obblighi-sanzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nomina</a> del consulente ADR. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Contribuendo così a una gestione più sicura e regolamentata delle merci pericolose.</p>
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