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	<title>prime &#8211; WasteZero</title>
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	<description>Consulenze e corsi sulla gestione dei rifiuti</description>
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	<title>prime &#8211; WasteZero</title>
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		<title>Materie prime strategiche: l’Europa (UE) punta sull’Italia per un futuro più autonomo e sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 16:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[circolare]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’UE seleziona 47 progetti chiave per ridurre la dipendenza da fornitori esterni: quattro sono italiani e si concentrano sul riciclo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Commissione europea</strong> (UE) ha approvato 47 progetti per le<strong> materie prime strategiche </strong>al fine di garantire l’approvvigionamento di materiali critici e rafforzare l’autonomia dell’Unione. L’Italia emerge tra i protagonisti, con quattro iniziative nel settore del riciclo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Batterie, difesa e transizione verde: le materie prime strategiche tornano protagoniste con investimenti UE&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 marzo 2025 ha segnato una data chiave per la politica industriale europea. La Commissione europea ha <strong>ufficialmente adottato</strong> l’elenco definitivo dei progetti strategici nell’ambito delle materie prime essenziali per il futuro dell’Unione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In totale, sono stati selezionati <strong>47 progetti distribuiti in 13 Stati membri,</strong> con l’obiettivo di rafforzare la resilienza delle catene del valore e ridurre la dipendenza da paesi terzi per l’approvvigionamento di materiali cruciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi progetti si inseriscono nel quadro del <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal/green-deal-industrial-plan/european-critical-raw-materials-act_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>Critical Raw Materials Act, </strong></a>una normativa fondamentale che punta a garantire una quota significativa della domanda interna attraverso attività europee di estrazione, trasformazione e riciclo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi fissati per il <strong>2030 </strong>prevedono che almeno il 10% delle materie prime strategiche venga estratto nell’UE, il 40% trasformato all’interno dei confini comunitari e il 25% riciclato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I 47 progetti selezionati coprono ogni anello della filiera delle materie prime: 25 riguardano l’estrazione, 24 la trasformazione, 10 il riciclo e 2 la sostituzione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le 14 materie prime strategiche coinvolte figurano elementi indispensabili per la transizione ecologica e digitale, come litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, fondamentali per la produzione di <strong>batterie, veicoli elettrici e </strong><a href="https://www.wastezero.it/california-svolta-green-sostenibilita-moda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>tecnologie green.</strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata dedicata al litio, con ben 22 progetti, seguito da nichel (12), grafite (11), cobalto (10) e manganese (7).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’insieme delle iniziative contribuirà in maniera decisiva al raggiungimento dei target europei, soprattutto per quanto riguarda l’estrazione e il trattamento di litio e cobalto, e rafforzerà in modo sostanziale anche la disponibilità di nichel, grafite e manganese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre ai materiali legati all’energia pulita, sono stati approvati anche progetti riguardanti il <strong>magnesio e il tungsteno</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, un progetto sul magnesio e tre sul tungsteno sono ritenuti essenziali per garantire la continuità operativa dell’industria della difesa europea, che utilizza questi materiali in applicazioni strategiche.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L’Italia protagonista nel riciclo</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i paesi coinvolti, l’Italia ha ottenuto un riconoscimento rilevante:<strong> quattro dei dieci progetti </strong>di riciclo selezionati a livello europeo si trovano nel nostro Paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo risultato testimonia il potenziale del sistema italiano dell’economia circolare, capace di combinare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e impatto industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I progetti italiani si concentrano sul recupero di materiali critici da rifiuti elettronici e<a href="https://www.wastezero.it/nuovi-numeri-onu-batterie-litio-rinviati-2029/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> batterie esauste,</a> offrendo un contributo diretto all’obiettivo europeo del 25% di riciclo entro il 2030. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un ambito <strong>particolarmente strategico</strong>, in cui l’Italia ha già sviluppato competenze avanzate e infrastrutture industriali consolidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inclusione di queste iniziative nella lista dei progetti strategici dell’UE permetterà di accedere più facilmente a finanziamenti pubblici e privati, agevolare l’iter autorizzativo e favorire sinergie internazionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il know-how nazionale e promuovere una<strong> filiera del riciclo ad alto valore aggiunto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni modo, i progetti selezionati non rispondono solo a logiche di autosufficienza: sono stati valutati anche in base al loro impatto ambientale, alla sostenibilità sociale e alla solidità tecnica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni iniziativa doveva dimostrare una <strong>chiara coerenza con i principi ESG </strong>(Environmental, Social and Governance), oltre a offrire un vantaggio tangibile per più Stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa dimensione transnazionale a rendere il piano europeo particolarmente ambizioso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promuovendo infatti investimenti coordinati, l’UE punta a creare un <strong>sistema integrato</strong> in grado di supportare la transizione ecologica e digitale dell’intero continente. Riducendo dunque al contempo la vulnerabilità economica legata a forniture esterne concentrate in pochi paesi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Materie prime, clima e competitività</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto globale sempre più instabile, l’accesso<strong> sicuro e sostenibile</strong> alle materie prime rappresenta una priorità strategica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle batterie per la mobilità elettrica alle turbine eoliche, dai chip per l’elettronica ai sistemi di difesa: ogni settore industriale innovativo dipende da un numero limitato di elementi chimici spesso estratti al di fuori dell’Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’approvazione di questi 47 progetti, l’Unione compie un passo deciso verso una maggiore autonomia. Promuovendo così un modello di sviluppo basato <a href="https://www.wastezero.it/sottoprodotti-acciaio-ghisa-scheda-tecnica-emilia-romagna/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sull’economia circolare,</strong> </a>l’innovazione tecnologica e il rispetto degli standard ambientali più elevati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ruolo centrale dell’Italia, in particolare sul fronte del riciclo, mostra come sia possibile coniugare competitività industriale e sostenibilità. Diventando di conseguenza attori chiave in una sfida che riguarda il futuro produttivo, ecologico e geopolitico dell’Europa.</p>
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		<title>Strategia nazionale per l’estrazione delle materie prime critiche: l’Italia al passo con l&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Legge e innovazione per ridurre la dipendenza estera e favorire la transizione ecologica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Italia avvia un <strong>piano strategico</strong> per valorizzare l’estrazione delle<strong> materie prime critiche.</strong> La nuova legge, approvata nell’agosto 2024, mira infatti a potenziare l&#8217;estrazione e il riciclaggio, garantendo sostenibilità e sicurezza degli approvvigionamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un piano per estrazione, trasformazione e riciclaggio per garantire l&#8217;approvvigionamento di materie prime critiche&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto globale segnato dall&#8217;urgenza di una transizione ecologica e digitale, le materie prime critiche rappresentano<strong> risorse essenziali.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla produzione di tecnologie green alla mobilità elettrica, queste materie sono il fulcro di settori strategici. Non a caso, la loro disponibilità influisce sulla capacità di innovazione e sulla competitività delle economie nazionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia, consapevole dell&#8217;importanza di garantire l’accesso a queste risorse, ha adottato una serie di <strong>provvedimenti normativi </strong>per sostenere progetti strategici nel settore dell’estrazione, trasformazione e riciclaggio delle materie prime critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel quadro europeo, l’Italia possiede<a href="https://www.wastezero.it/materie-prime-critiche-ultimo-decreto-legge/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> riserve significative </a>di materie prime critiche, essenziali per numerosi settori industriali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente, il Ministro dell’Economia ha dichiarato che il Paese è tra i leader europei nell&#8217;assicurare risorse indispensabili per l’economia verde e digitale. Tuttavia, queste materie si trovano spesso in giacimenti <strong>non sfruttati </strong>da decenni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le 34 materie critiche individuate dalla normativa europea, l&#8217;Italia ne possiede potenzialmente 16, ma ad oggi solo due vengono estratte in quantità significativa: <strong>feldspato e fluorite.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa situazione ha portato all’attuazione di una nuova strategia per rafforzare l’autonomia italiana nella gestione delle risorse minerarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/06/25/24G00102/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Decreto Legge n. 84</a>, convertito nella Legge n. 115, rappresenta il punto centrale della strategia italiana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa legge stabilisce <strong>criteri e procedure </strong>per progetti strategici volti a garantire la disponibilità di materie prime critiche, con un occhio attento alla sostenibilità e alla sicurezza delle forniture.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità principali, si prevede la creazione di un sistema di monitoraggio e coordinamento per prevenire eventuali crisi di approvvigionamento, con il supporto del Comitato tecnico per le materie prime critiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comitato svolgerà un ruolo chiave nel monitorare le catene di approvvigionamento e nell&#8217;aggiornare un piano nazionale triennale. Il quale delineerà le azioni necessarie, le fonti di finanziamento e gli obiettivi strategici.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Decreto Materie Prime: obiettivi e misure principali</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, per progetti di rilievo nazionale, la legge prevede che possano essere qualificati come di <strong>pubblica utilità,</strong> consentendo un iter autorizzativo più rapido e semplificato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa stabilisce un sistema di riconoscimento per i progetti strategici, i quali devono essere presentati alla Commissione Europea, che li esamina in collaborazione con lo Stato membro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE), insieme ad altri ministeri coinvolti, valuterà ogni progetto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se approvato, un progetto acquisisce lo status di <strong>interesse pubblico nazionale, </strong>con agevolazioni per le autorizzazioni e gli interventi necessari alla sua attuazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il Comitato tecnico avrà il compito di monitorare il programma nazionale di esplorazione, le cui attività includono mappature minerarie dettagliate e analisi geochimiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati di questi studi, coordinati dall’ISPRA, saranno resi pubblici entro il maggio 2025, aumentando così la trasparenza e la consapevolezza sui potenziali giacimenti presenti in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle sfide principali nell’estrazione e nello sfruttamento delle materie prime è rappresentata dai lunghi iter autorizzativi, spesso aggravati da procedure ambientali complesse.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova normativa introduce <strong>deroghe</strong> per progetti ritenuti di rilevanza strategica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, la valutazione di impatto ambientale (VIA) non sarà richiesta per permessi di ricerca a breve termine, purché rispettino criteri di sostenibilità e non superino i due anni di durata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il <a href="https://www.wastezero.it/nuove-regole-gse-energy-release-sostegno-mase/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MASE </a>sarà responsabile di istituire un punto unico di contatto, che fungerà da raccordo per tutte le richieste autorizzative e le procedure connesse. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sportello unico sarà in grado di accelerare i tempi di approvazione, garantendo una riduzione dei tempi di attesa a non più di 18 mesi per i progetti complessi e a 16 mesi per quelli meno articolati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulteriori estensioni di sei mesi saranno possibili solo in casi eccezionali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il Registro Nazionale delle Aziende e il monitoraggio delle riserve</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La legge ha istituito un Registro Nazionale delle Aziende per monitorare e coordinare le imprese coinvolte nella filiera delle materie prime critiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo registro, gestito dal MIMIT, raccoglie dati su importazioni, esportazioni e disponibilità di risorse strategiche, permettendo una<strong> visione d’insieme</strong> sull’approvvigionamento nazionale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende registrate, con più di 500 dipendenti e un fatturato superiore a 150 milioni di euro, avranno obblighi di trasparenza e saranno chiamate a contribuire al monitoraggio delle scorte nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il registro contribuirà inoltre a prevenire eventuali carenze, identificando in anticipo <strong>rischi di interruzione </strong>nella catena di fornitura e proponendo soluzioni tempestive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A supporto di queste attività, le autorità potranno anche aggiornare una lista nazionale di materie critiche, adattandola alle necessità del mercato e alle evoluzioni del contesto internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto cruciale della nuova legge è <a href="https://www.wastezero.it/decreto-legge-ambiente-misure-salvaguardia-ambientale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>l’approccio sostenibile</strong></a> nella gestione delle risorse minerarie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre molti progetti di estrazione possono avere impatti significativi sull’ambiente, il Decreto Materie Prime introduce misure per minimizzare questi effetti. Escludendo dunque i progetti strategici dai vincoli della rete Natura 2000, il sistema di aree protette europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, i progetti devono comunque sottostare a rigorosi controlli, con l’obbligo di garantire che non si verifichino effetti dannosi per le aree protette.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di irregolarità o inosservanze, gli enti locali e l’ISPRA potranno intervenire, sospendendo le attività e segnalando eventuali violazioni.</p>
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		<title>Materie prime critiche: nuove misure e opportunità secondo l’ultimo decreto legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 12:14:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo decreto legge del 25 giugno 2024, n. 84, mira a facilitare l&#8217;estrazione delle materie prime critiche con iter rapidi e introduce royalties per sostenere economicamente l&#8217;intera filiera. Ma cosa sono queste materie prime e perché il tema è così dibattuto? Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito.&#160; Iter veloci per l&#8217;estrazione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo decreto legge del <strong>25 giugno 2024, n. 84</strong>, mira a facilitare l&#8217;estrazione delle materie prime critiche con iter rapidi e introduce royalties per sostenere economicamente l&#8217;intera filiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa sono queste materie prime e perché il tema è così dibattuto? Vediamo in questo articolo tutti i dettagli in merito.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Iter veloci per l&#8217;estrazione delle materie prime critiche</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/06/25/24G00102/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">decreto legge</a> del 25 giugno 2024, n.84, ha attribuito al <strong>Comitato interministeriale</strong> per la transizione ecologica il compito di pronunciarsi su eventuali impedimenti riguardanti le materie prime critiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, l’attenzione è posta sulle nuove richieste di estrazione, trasformazione o riciclo di materie prime strategiche presentate alla Commissione UE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il ministero dell&#8217;Ambiente ha il compito di istituire un <strong>unico punto di contatto </strong>per il rilascio dei titoli autorizzativi necessari per l&#8217;estrazione e i progetti di riciclo di materie prime critiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tempi saranno estremamente rapidi: non più di diciotto mesi per l&#8217;estrazione e al massimo dieci mesi per il riciclaggio. Procedure accelerate sono previste anche per il rinnovo delle concessioni esistenti, che saranno dimezzate e non dovranno superare i dieci mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progetti strategici come nuove miniere godranno di iter celeri e saranno soggetti a <strong>royalties. </strong>Queste royalties, derivanti dalle concessioni minerarie, saranno in parte destinate allo Stato e in parte alle Regioni che ospitano i giacimenti (per i progetti su terraferma).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il decreto prevede la <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">norma </a>che sblocca il <strong>Fondo sovrano per il Made in Italy</strong>, destinato a stimolare la crescita e il rilancio delle attività di trasformazione ed estrazione delle materie prime critiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo provvedimento mira ad allineare l&#8217;Italia al regolamento europeo finalizzato a garantire approvvigionamenti sicuri e sostenibili di materie prime critiche, noto come <strong>European Critical Raw Materials Act</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i progetti di trasformazione delle materie prime critiche, viene introdotta un’autorizzazione unica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’ultima sarà concessa dalla direzione competente del <strong>Mimit </strong>(il ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso) entro un massimo di dieci mesi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di progetti già classificati come strategici e con procedimenti in corso avviati prima del riconoscimento, il termine è ridotto a otto mesi.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Comitato tecnico e fondo sovrano</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il Mimit istituisce un Comitato tecnico dedicato alle materie prime critiche e strategiche, con l&#8217;incarico di monitorare e coordinare le scorte disponibili per ogni materia prima strategica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo comitato dovrà inoltre elaborare<strong> ogni tre anni</strong> un Piano nazionale delle materie prime critiche, da presentare al Cite per approvazione, includendo le azioni da intraprendere e le fonti di finanziamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento prevede anche royalties per le concessioni minerarie dei progetti strategici. Per i progetti marini, le royalties saranno corrisposte allo Stato con un&#8217;aliquota tra il <strong>5% e il 7% del prodotto.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i progetti terrestri, le royalties saranno destinate sia allo Stato che alle Regioni. Le somme raccolte andranno nel Fondo sovrano per il Made in Italy, atto a supportare investimenti nella filiera delle materie prime strategiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli <a href="https://www.wastezero.it/editoriale-news-notizie-ambiente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli </a>del decreto è dedicato proprio al Fondo sovrano per il Made in Italy, stabilendo le condizioni per il suo avvio. La gestione sarà affidata, tramite successivo decreto ministeriale, al Fondo italiano d’investimento e Invimit. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fondo potrà investire in <strong>strumenti di rischio</strong> emessi da società di capitali, anche quotate e cooperative, nonché in asset immobiliari, sia pubblici che derivanti da concessione, necessari per l’operatività delle società delle filiere strategiche.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Transizione ecologica e innovazioni industriali: un pò di chiarezza&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le materie prime critiche rivestono <strong>un&#8217;importanza economica</strong> cruciale e sono caratterizzate da un elevato rischio di fornitura.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi materiali sono essenziali per lo sviluppo di settori strategici come le <a href="https://www.wastezero.it/fondo-nazionale-reddito-energetico-cose-agevolazioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">energie rinnovabili</a>, la mobilità elettrica e le tecnologie digitali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono infatti fondamentali per realizzare la transizione ecologica ed energetica, nonché per promuovere la crescita di nuove filiere industriali nazionali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aumento previsto della domanda di materie prime critiche, necessarie per la produzione di motori elettrici, batterie, accumulatori, elettrolizzatori, turbine eoliche, chip e pannelli fotovoltaici, è significativo e impone una <strong>pianificazione strategica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Studi come “Critical Raw Materials for Strategic Technologies and Sectors &#8211; A Foresight Study” del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea e “The Role of Critical Minerals in Clean Energy Transitions” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia forniscono importanti previsioni e analisi in merito.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Commissione Europea, già dal 2008, ha mostrato un&#8217;attenzione costante verso questo tema. Nel settembre 2020 ha poi presentato un <strong>Piano di Azione</strong> per le materie prime critiche, insieme a un elenco aggiornato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello nazionale, è stato istituito un tavolo tecnico dedicato alle materie prime critiche attraverso un <strong>Decreto interministeriale MiSE-MiTE</strong>, coinvolgendo istituzioni, centri di ricerca, consorzi di filiera e associazioni di categoria.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tavolo tecnico ha come obiettivo principale la definizione di una strategia nazionale per l&#8217;approvvigionamento di queste materie.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, è prevista la creazione di <strong>proposte normative</strong> per sostenere iniziative e investimenti, in linea con le migliori pratiche europee e globali. Ciò al fine di garantire la <strong>sostenibilità </strong>e la resilienza degli approvvigionamenti.</p>
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