Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che adegua l’Italia al nuovo regolamento europeo sul ripristino della natura.

In particolare, il provvedimento definisce competenze, governance e attuazione delle misure previste dall’Unione Europea per recuperare ecosistemi degradati. Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.

Il Ministero dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura saranno le autorità centrali per il piano nazionale di ripristino della natura

Come anticipato, con la pubblicazione del decreto legislativo n. 80 dell’8 aprile 2026, l’Italia avvia ufficialmente l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura.

Il testo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2026, rappresenta il primo passo operativo per applicare nel sistema italiano le nuove regole europee dedicate al recupero degli ecosistemi degradati, alla tutela della biodiversità e al miglioramento delle condizioni ambientali.

Il decreto nasce nell’ambito della legge di delegazione europea 2024 e punta a coordinare le disposizioni nazionali con quanto previsto dall’Unione Europea.

L’obiettivo è costruire un quadro normativo capace di sostenere gli interventi di ripristino ambientale richiesti dal regolamento UE, considerato uno dei pilastri della strategia europea sulla biodiversità e del Green Deal.

Nel testo viene chiarito che il decreto ha la funzione di definire le disposizioni necessarie all’adeguamento della normativa italiana rispetto al regolamento europeo sul ripristino della natura.

Uno degli aspetti principali riguarda la governance delle future misure ambientali. Il provvedimento individua infatti le autorità nazionali competenti per l’applicazione del regolamento europeo.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica avrà un ruolo centrale per diverse disposizioni legate alla pianificazione, agli ecosistemi terrestri e marini e agli obiettivi di recupero ambientale.

Parallelamente, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste sarà coinvolto per gli aspetti legati agli ecosistemi agricoli e forestali.

Il decreto prevede inoltre l’individuazione delle amministrazioni competenti per l’attuazione del futuro Piano nazionale di ripristino previsto dal regolamento europeo.
Si tratta di uno degli strumenti più importanti della nuova disciplina UE, perché dovrà tradurre gli obiettivi europei in interventi concreti sul territorio nazionale.

L’Italia prepara governance e interventi per recuperare ecosistemi degradati

Il regolamento europeo 2024/1991 introduce infatti obblighi progressivi per gli Stati membri in materia di recupero degli habitat naturali degradati, tutela della biodiversità e miglioramento dello stato degli ecosistemi terrestri e marini.

Tra gli obiettivi figurano il recupero degli habitat compromessi, il miglioramento delle condizioni delle specie protette, il rafforzamento della resilienza climatica e il contenimento della perdita di biodiversità.

Nel percorso di approvazione del decreto italiano sono stati coinvolti diversi soggetti istituzionali. Il testo richiama l’intesa raggiunta nella Conferenza Unificata e i pareri delle Commissioni parlamentari competenti.

La struttura normativa punta inoltre a evitare nuovi oneri per la finanza pubblica, specificando che le amministrazioni dovranno operare utilizzando le risorse già disponibili a legislazione vigente.

Inoltre, il provvedimento si inserisce in un contesto europeo sempre più orientato verso politiche ambientali vincolanti.

Negli ultimi anni Bruxelles ha rafforzato gli strumenti dedicati alla biodiversità, alla protezione degli habitat naturali e alla resilienza climatica, chiedendo agli Stati membri di passare da semplici misure di tutela a veri interventi di recupero ecologico.

Proprio questo elemento rappresenta una delle novità principali del regolamento europeo: non si limita alla conservazione della natura esistente, ma introduce l’obbligo di ripristinare ecosistemi già compromessi.

Per l’Italia questo potrà tradursi in nuove pianificazioni territoriali, interventi ambientali e attività di coordinamento tra amministrazioni statali, regionali e locali.

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