Dal 10 maggio 2026 è ufficialmente in vigore la nuova legge sulla valorizzazione della risorsa mare. Il provvedimento rafforza il ruolo del Comitato interministeriale per le politiche del mare e aggiorna il sistema di pianificazione strategica nazionale.

Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.

Nuova legge: aggiornati tempi e funzioni del Piano del mare, con maggiore coinvolgimento dei ministeri

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Legge 7 maggio 2026 n. 70, l’Italia modifica in modo significativo l’organizzazione delle politiche legate al mare.

Nello specifico intervenendo direttamente sul funzionamento del CIPOM, il Comitato interministeriale per le politiche del mare istituito nel 2022.

L’obiettivo dichiarato della riforma è migliorare il coordinamento tra i diversi ministeri coinvolti nelle strategie marittime nazionali e rendere più strutturata la pianificazione delle attività collegate al sistema mare.

Il testo amplia inoltre alcuni ambiti di intervento già previsti dalla normativa precedente, includendo espressamente la valorizzazione della navigazione commerciale e del diporto nautico tra le priorità strategiche nazionali.

Uno dei cambiamenti principali riguarda la durata del Piano del mare. La pianificazione non avrà più una cadenza triennale ma quadriennale.

Anche la pubblicazione del Piano in Gazzetta Ufficiale seguirà quindi un ciclo più lungo, mentre il monitoraggio e gli aggiornamenti passeranno da una verifica annuale a una biennale.

La legge introduce poi nuove funzioni operative per il CIPOM. In particolare, il Comitato potrà diventare il luogo nel quale i ministeri coinvolti esprimono formalmente il proprio concerto sugli atti amministrativi collegati all’attuazione del Piano del mare.

Si tratta di un passaggio pensato per accelerare il coordinamento tra amministrazioni diverse nei casi in cui siano necessari pareri congiunti o decisioni condivise.

Secondo il nuovo meccanismo, il ministro competente potrà chiedere la convocazione di una riunione dedicata del CIPOM e il concerto dovrà essere espresso entro quindici giorni dalla richiesta.

La norma punta quindi a evitare rallentamenti burocratici nelle procedure collegate alle politiche marittime.



Il CIPOM si rafforza: più spazio a ricerca, innovazione e coordinamento strategico

Novità anche sul fronte del monitoraggio normativo.

Gli schemi di regolamento predisposti in attuazione del Piano del mare dovranno infatti essere trasmessi al Comitato.

Quest’ultimo potrà poi potrà esprimere un parere non vincolante sulla coerenza delle misure rispetto agli indirizzi strategici nazionali. Il parere dovrà arrivare entro trenta giorni.

Viene inoltre ampliata la composizione del CIPOM.

Tra i ministeri coinvolti entra ufficialmente anche il Ministero dell’università e della ricerca, scelta che rafforza il collegamento tra politiche marittime, innovazione tecnologica, ricerca scientifica e sviluppo sostenibile.

Restano centrali gli ambiti già previsti dal Piano del mare: tutela ambientale, valorizzazione economica delle attività marittime, sviluppo dei porti, continuità territoriale delle isole, promozione internazionale del sistema mare italiano e gestione del demanio marittimo.

La nuova legge conferma quindi la volontà di costruire una governance più integrata delle politiche marittime.

Soprattutto in un momento in cui economia del mare, logistica portuale, turismo nautico ed energia marina stanno assumendo un peso sempre più rilevante anche nelle strategie europee.

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