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	<title>sostanze &#8211; WasteZero</title>
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	<description>Consulenze e corsi sulla gestione dei rifiuti</description>
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		<title>Nuove linee guida e metodi di prova per la valutazione delle sostanze chimiche: regolamento (CE) 440/2008 </title>
		<link>https://www.wastezero.it/sostanze-chimiche-aggiornamenti-metodi-prova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 10:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[metodi]]></category>
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		<category><![CDATA[europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le ultime modifiche al Regolamento Europeo per un allineamento normativo più efficiente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Commissione Europea ha di recente aggiornato i <strong>metodi di prova per le sostanze chimiche</strong>, migliorando l&#8217;armonizzazione tra regolamenti e promuovendo standard più rigorosi per la sicurezza chimica e ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sostanze chimiche: aggiornamenti nei metodi di prova per una maggiore sicurezza ambientale</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come anticipato, la Commissione Europea ha recentemente introdotto un nuovo aggiornamento riguardante i metodi di prova delle sostanze chimiche, modificando il <strong>regolamento (CE) 440/2008.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa revisione è stata necessaria per garantire che le informazioni relative alle <a href="https://www.wastezero.it/shein-vestiti-tossici-livelli-allarmanti-sostanze-nocive/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">proprietà fisico-chimiche</a>, tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze chimiche siano raccolte in modo più accurato e completo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, con l&#8217;obiettivo di assicurare un migliore rispetto del regolamento <strong>REACH (1907/2006).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo che il Regolamento (CE) n.1907/2006, comunemente chiamato REACH, rappresenta una normativa unificata per la registrazione, la valutazione e l&#8217;autorizzazione delle sostanze chimiche nell&#8217;UE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale di REACH è <strong>salvaguardare</strong> la salute umana e l&#8217;ambiente, senza compromettere la competitività e l&#8217;innovazione nel settore chimico europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni modo, l’aggiornamento di cui sopra si propone di migliorare l’allineamento con la normativa correlata, in particolare con il <strong>regolamento CLP (1272/2008)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’ultimo, nello specifico, disciplina la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze pericolose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo <a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">adeguamento normativo</a> garantisce una <strong>maggiore coerenza </strong>nelle valutazioni dei rischi chimici, permettendo una gestione più efficiente delle sostanze potenzialmente dannose per l’uomo e per l’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi cambiamenti rispondono anche alla necessità di adottare <strong>approcci più moderni </strong>e scientificamente validati per la valutazione dei rischi associati ai prodotti chimici. Contribuendo così alla protezione della salute pubblica e dell&#8217;ambiente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie all’aggiornamento, i soggetti coinvolti nella valutazione delle sostanze chimiche disporranno di strumenti più affidabili e armonizzati a livello europeo, garantendo standard di sicurezza più elevati in tutto il continente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le precedenti modifiche ai metodi di prova&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Aldilà delle recenti modifiche ai metodi di prova delle sostanze chimiche di cui sopra, nel corso degli anni ne sono state fatte diverse e sono seguiti molteplici aggiornamenti sul tema.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è l’aggiornamento partito dal 26 marzo 2023, giorno in cui è entrato in vigore il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32023R0464" rel="nofollow noopener" target="_blank"><strong>Regolamento (UE) 2023/464</strong>,</a> adottato dalla Commissione Europea il 3 marzo 2023.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo regolamento modificava l&#8217;allegato del regolamento (CE) n. 440/2008.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quale, come già accennato, stabilisce i metodi di prova necessari per la <a href="https://www.wastezero.it/rentri-guida-completa-registro-carico-scarico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">registrazione</a>, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche secondo il regolamento REACH (n. 1907/2006). </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aggiornamento è stato introdotto per adeguare i metodi di prova al <strong>progresso tecnico.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le modifiche apportate nel 2023 erano significative e riguardavano principalmente la riorganizzazione dei metodi di prova esistenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle novità più rilevanti fu l&#8217;inserimento di una nuova <strong>&#8220;Parte 0&#8221; </strong>prima della Parte A. In quest&#8217;ultima erano elencati i metodi di prova equivalenti o internazionali applicabili per ogni endpoint. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, nelle Parti A, B e C, la descrizione dettagliata dei metodi di prova per diversi capitoli è stata soppressa, e i riferimenti ai metodi equivalenti sono stati aggiornati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, alcuni metodi di prova sono stati eliminati poiché <strong>non più ritenuti idonei </strong>per raccogliere informazioni sulle proprietà tossicologiche delle sostanze chimiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo riguarda, per esempio, i capitoli B.22, B.25, B.34, B.35 e B.39 nella Parte B e il capitolo C.15 nella Parte C. In tali casi, i nuovi metodi di prova riconosciuti come idonei per gli stessi endpoint sono stati inclusi nelle tabelle delle rispettive sezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sottolineiamo che questi cambiamenti riflettono l&#8217;evoluzione delle tecnologie di prova e garantiscono un allineamento con gli standard internazionali. Migliorando così l&#8217;efficacia delle valutazioni nel quadro del regolamento REACH.</p>
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		<title>SHEIN e i vestiti tossici: una nuova inchiesta svela livelli allarmanti di sostanze nocive nei capi di abbigliamento</title>
		<link>https://www.wastezero.it/shein-vestiti-tossici-livelli-allarmanti-sostanze-nocive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirco Mingarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[vestiti]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<category><![CDATA[shein]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[tossiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Implicazioni legali e sanitarie: le conseguenze del fast fashion sulla salute umana</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.wastezero.it/shein-vestiti-tossici-livelli-allarmanti-sostanze-nocive/">SHEIN e i vestiti tossici: una nuova inchiesta svela livelli allarmanti di sostanze nocive nei capi di abbigliamento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.wastezero.it">WasteZero</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un’indagine della rivista tedesca <strong>Öko-Test </strong>ha rilevato la presenza di sostanze chimiche tossiche in diversi capi di abbigliamento del marchio <strong>SHEIN</strong>: i vestiti sono dunque tossici?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sottolinea che le sostanze individuate rappresentano un rischio per la salute umana, con possibili conseguenze legali per l’azienda. Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Sostanze preoccupanti nei vestiti di SHEIN: lo scandalo dei capi d’abbigliamento tossici sotto i riflettori</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Shein, uno dei marchi più noti e diffusi nel settore del fast fashion, si trova al centro di una polemica legata alla <strong>sicurezza</strong> dei suoi capi di abbigliamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Recentemente, la rivista tedesca Öko-Test ha condotto <a href="https://www.oekotest.de/kosmetik-wellness/Test-zeigt-Shein-Mode-teilweise-voller-giftiger-Chemikalien_14755_1.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">uno studio </a>su 21 capi d&#8217;abbigliamento prodotti da Shein, rivelando la presenza di <strong>sostanze chimiche tossiche</strong> in quantità ben superiori ai limiti di sicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa scoperta ha sollevato serie preoccupazioni riguardo alla salute dei consumatori e alle potenziali implicazioni legali per il colosso della moda low-cost.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le sostanze identificate nello studio, spiccano gli ftalati, un gruppo di composti chimici utilizzati principalmente per rendere le fibre sintetiche più flessibili, soffici e resistenti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, questi composti, a causa della loro capacità di imitare gli ormoni, possono avere <strong>effetti nocivi sull&#8217;organismo umano</strong>, soprattutto se presenti in quantità eccessive.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esposizione prolungata a livelli di ftalati superiori alla soglia di sicurezza è associata a rischi di natura cancerogena e a disturbi del sistema endocrino.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, gli ftalati sono particolarmente pericolosi durante la gravidanza, poiché possono attraversare la placenta e provocare danni al feto, influenzando negativamente lo sviluppo sessuale del bambino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, la ricerca condotta da Öko-Test ha rilevato valori di ftalati fino a <strong>15 volte superiori ai limiti </strong>considerati sicuri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo <a href="https://www.wastezero.it/rifiuti-sanitari-infettivi-normative-smaltimento-sicurezza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dato allarmante</a> ha spinto gli esperti a chiedersi quali siano le possibili ripercussioni non solo sulla salute degli acquirenti, ma anche sul futuro del marchio Shein. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quale potrebbe trovarsi a dover affrontare pesanti sanzioni o azioni legali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Gli impatti negativi del fast fashion sull’ambiente </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre agli ftalati, altri elementi tossici sono stati trovati nei capi esaminati, tra cui <strong>antimonio, cadmio, piombo, dimetilformammide e naftalene</strong>. Ognuna di queste sostanze rappresenta un rischio significativo per la salute umana.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piombo, ad esempio, è noto per i suoi effetti dannosi sul sistema nervoso, mentre l&#8217;antimonio può provocare danni al cuore, al fegato e ai reni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cadmio, invece, è un metallo pesante che può accumularsi nell&#8217;organismo e causare problemi ai reni e alle ossa, oltre a essere cancerogeno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimetilformammide e il naftalene sono altre sostanze tossiche che possono causare intossicazioni e danni agli organi interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni di questi risultati sono preoccupanti non solo dal punto di vista sanitario, ma anche per quanto riguarda l&#8217;industria del fast fashion nel suo complesso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, il fast fashion è stato oggetto di critiche per i suoi <a href="https://www.wastezero.it/classificazione-hp14-correlazioni-adr/"><strong>impatti negativi sull&#8217;ambiente</strong></a><strong> </strong>e sui diritti dei lavoratori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, lo studio di Öko-Test porta alla luce una nuova dimensione del problema. Nello specifico evidenziando come la produzione di abbigliamento a basso costo possa anche rappresentare una minaccia diretta per la salute dei consumatori.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le possibili ripercussioni legali&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le domande che sorgono in seguito a questa inchiesta sono molte. Quali saranno le conseguenze per Shein? Esistono leggi che regolano la tossicità dei capi d’abbigliamento?&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà, <strong>non esiste ancora</strong> una normativa specifica a livello internazionale o nazionale che definisca in modo esaustivo la &#8220;tossicità&#8221; di un capo d&#8217;abbigliamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La complessità della questione dipende da vari fattori. Tra questi i materiali utilizzati, il processo produttivo, le modalità di utilizzo e lavaggio dei capi e il profilo delle persone esposte a tali sostanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, questo non significa che Shein non possa incorrere in sanzioni. Esistono infatti numerose normative che regolano la sicurezza dei prodotti tessili e limitano l&#8217;uso di sostanze chimiche pericolose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.wastezero.it/leggi-normative/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Norme europee </a>come il<strong> REACH</strong> (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) stabiliscono limiti rigidi per l&#8217;uso di certi composti nei prodotti tessili venduti in Europa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se venisse dimostrata una violazione di queste normative, l’azienda potrebbe affrontare <strong>significative sanzioni economiche</strong>, nonché un danno reputazionale che potrebbe minare la sua popolarità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la pressione dell’opinione pubblica gioca un ruolo fondamentale. I consumatori sono sempre più attenti alla sicurezza dei prodotti che acquistano.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, un marchio come Shein, che ha costruito il suo successo sulla vendita di abiti a prezzi stracciati, potrebbe vedere compromesso il suo rapporto con i clienti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una maggiore consapevolezza riguardo ai rischi connessi all’uso di capi tossici potrebbe portare a un <strong>calo delle vendite </strong>e a un’erosione della fiducia dei consumatori nel brand.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, la questione delle sostanze tossiche nei capi di abbigliamento Shein è un tema complesso e preoccupante.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione di fattori legati alla salute e alle normative in vigore potrebbe mettere seriamente in discussione il futuro dell&#8217;azienda. Spingendo di conseguenza i consumatori a riflettere maggiormente sulle implicazioni del fast fashion. <br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre gli esperti attendono ulteriori sviluppi legali, resta da vedere se Shein riuscirà a recuperare la sua immagine pubblica e ad adeguarsi alle crescenti richieste di <strong>trasparenza e sicurezza</strong> nel settore tessile.</p>
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