Il debutto dell’obbligo del FIR digitale supera la prima prova tecnica: quasi 53 mila formulari emessi senza criticità rilevanti. Restano però dubbi sugli obblighi, sulle firme elettroniche e sulla correzione degli errori.

FIR digitale, quasi 53 mila formulari nel primo giorno di obbligo

Il passaggio definitivo al formulario digitale dei rifiuti sembra aver superato la sua prima prova sul piano tecnologico. Il 16 settembre 2026, primo giorno dopo la conclusione del periodo transitorio, sono stati emessi poco meno di 53 mila FIR digitali, senza che emergessero interruzioni o rallentamenti rilevanti della piattaforma RENTRI.

In particolare, sembra che il numero di formulari emessi è aumentato tra il 25% e il 30% rispetto al 15 settembre, ultima giornata nella quale i soggetti obbligati potevano ancora scegliere tra formato cartaceo e digitale.

Un risultato significativo, soprattutto considerando le difficoltà che avevano accompagnato il precedente avvio del sistema, il 13 febbraio 2026. In quell’occasione, i problemi tecnici avevano contribuito alla successiva introduzione di un periodo transitorio, durante il quale era stata mantenuta la possibilità di utilizzare il formulario cartaceo.

Questa volta, invece, l’infrastruttura informatica avrebbe sostenuto l’aumento delle operazioni senza particolari criticità.

I primi riscontri raccolti tra gli operatori confermano un avvio complessivamente regolare. Dalle piattaforme logistiche ai trasportatori, le operazioni di emissione e sottoscrizione dei formulari digitali sembrano essersi svolte senza gli ostacoli riscontrati nei mesi precedenti.

Il dato resta comunque preliminare: per valutare la stabilità del sistema sarà necessario osservare il funzionamento della piattaforma anche nei prossimi giorni, quando i volumi potrebbero avvicinarsi alle circa 60 mila emissioni quotidiane stimate a regime.

La tenuta del RENTRI rappresenta un primo risultato del lavoro di consolidamento dell’infrastruttura tecnologica coordinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e di Unioncamere.

Superata la fase iniziale, tuttavia, l’attenzione si sposta su un altro aspetto: rendere il FIR digitale più semplice da utilizzare nelle attività quotidiane delle imprese.

Obblighi xFIR e firme elettroniche: i problemi ancora da risolvere

Il funzionamento della piattaforma non elimina automaticamente le difficoltà legate all’applicazione delle nuove procedure.

Secondo le osservazioni raccolte tra imprese e consulenti, permangono infatti incertezze sull’effettivo perimetro dell’obbligo di utilizzo del FIR digitale, in particolare per alcune imprese iscritte al RENTRI.

La questione starebbe creando rallentamenti soprattutto nelle filiere di trattamento dei rifiuti provenienti dalle attività edilizie, dove la gestione dei formulari coinvolge operatori con caratteristiche e obblighi differenti.

Il problema non riguarda quindi soltanto la disponibilità degli strumenti informatici, ma anche la necessità di comprendere con precisione quando debba essere utilizzato il formato digitale e quali procedure debbano seguire i diversi soggetti.

Un altro tema riguarda le modalità di sottoscrizione del formulario.

Tra le richieste degli operatori emerge la possibilità di introdurre procedure di firma più semplici, compresa la firma grafometrica, per rendere più immediate le operazioni durante il trasporto e la presa in carico dei rifiuti.

La digitalizzazione, infatti, dovrebbe ridurre il peso degli adempimenti documentali. Se le operazioni richiedono passaggi eccessivamente complessi, il rischio è che il nuovo sistema finisca per trasferire sul digitale alcune delle difficoltà già presenti nella gestione cartacea.

La questione assume particolare importanza per i trasportatori, che devono poter sottoscrivere e gestire i formulari anche attraverso dispositivi mobili, spesso direttamente durante le operazioni di carico e scarico.

Errori nei formulari digitali: la richiesta di poter correggere i dati

Tra gli aspetti sui quali gli operatori chiedono un intervento figura anche la gestione degli errori materiali.

La compilazione del FIR richiede attenzione, perché informazioni incomplete o inesatte possono comportare conseguenze sanzionatorie. La fonte richiama, in particolare, una sanzione amministrativa compresa tra 1.600 e 10.000 euro per le irregolarità considerate.

Nella pratica, però, un errore può essere individuato soltanto quando il rifiuto arriva all’impianto di destinazione, dopo che il formulario è già stato emesso.

Attualmente, secondo le criticità evidenziate dagli operatori, la gestione di queste situazioni può richiedere il ricorso ad annotazioni e rettifiche dei dati, con ulteriori passaggi amministrativi.

Da qui la richiesta di introdurre meccanismi che consentano di correggere gli errori materiali anche dopo l’emissione del FIR digitale, mantenendo la tracciabilità delle modifiche effettuate.

Non si tratterebbe di consentire la modifica indiscriminata dei documenti, ma di individuare procedure capaci di distinguere gli errori commessi in buona fede da eventuali alterazioni delle informazioni.

Un sistema di rettifica tracciato potrebbe infatti rendere più agevole la gestione quotidiana senza compromettere l’affidabilità dei dati.

La prima giornata di obbligo generalizzato consegna quindi un quadro incoraggiante sotto il profilo tecnico, ma ancora aperto sul piano organizzativo e normativo.

La sfida del RENTRI non è più soltanto garantire che il FIR digitale funzioni, ma fare in modo che il suo utilizzo sia realmente sostenibile per le imprese.

Chiarezza sugli obblighi, semplificazione delle firme e procedure trasparenti per correggere gli errori rappresentano alcuni dei passaggi sui quali si concentrerà l’attenzione degli operatori nelle prossime settimane.

La piena digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti potrà esprimere i suoi benefici soltanto se alla stabilità tecnologica si accompagnerà una gestione degli adempimenti più semplice, chiara e coerente con le esigenze operative della filiera.

FAQ sul primo giorno di obbligo del FIR digitale

Secondo i dati preliminari riportati da Ricicla.tv, sono stati emessi poco meno di 53 mila formulari digitali, con un incremento compreso tra il 25% e il 30% rispetto al giorno precedente.
Secondo i primi riscontri riportati dalla fonte, non sono emerse criticità tecniche rilevanti, nonostante l’aumento del numero di formulari emessi. Saranno necessari ulteriori giorni per valutare la stabilità del sistema.
Le principali criticità segnalate riguardano la chiarezza sul perimetro degli obblighi, la complessità delle procedure di firma e la possibilità di correggere gli errori materiali dopo l’emissione.
La gestione delle correzioni è uno degli aspetti sui quali gli operatori chiedono interventi. In particolare, viene richiesta l’introduzione di meccanismi di rettifica tracciati per gli errori materiali, senza compromettere l’integrità delle informazioni.
La fonte richiama una sanzione amministrativa da 1.600 a 10.000 euro per le irregolarità considerate. L’applicazione concreta delle sanzioni dipende dalla tipologia di violazione e dalla disciplina applicabile.
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