Il decreto-legge 145/2025, convertito nella legge 173/2025, introduce misure urgenti per assicurare la continuità operativa dell’ARERA fino alla nomina dei nuovi componenti, definendo limiti, responsabilità e obblighi di trasparenza durante la fase transitoria.
Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.
Trasparenza e responsabilità istituzionale per ARERA: la relazione alle Camere sugli atti adottati di legge nella fase transitoria
La continuità delle autorità indipendenti è un tema che ciclicamente torna al centro del dibattito pubblico, soprattutto quando si avvicina la scadenza dei mandati dei loro componenti.
È quanto accaduto anche per ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, un organismo che svolge un ruolo cruciale in settori strategici per il Paese.
L’autunno 2025 ha posto una questione specifica: come evitare un vuoto decisionale nel periodo che precede la nomina dei nuovi membri? La risposta è arrivata con il decreto-legge 145/2025, successivamente convertito nella legge 173/2025.
Il provvedimento individua una soluzione immediata e pragmatica: i componenti dell’Autorità nominati nel 2018 continuano a esercitare le loro funzioni fino all’insediamento dei successori, ma entro limiti ben precisi.
La proroga non è infatti una prosecuzione “piena” del mandato, bensì una misura temporanea che consente all’Autorità di occuparsi delle sole attività di ordinaria amministrazione, oltre a quelle indifferibili e urgenti.
Si tratta di una distinzione importante, perché delimita il campo d’azione e impedisce che un collegio in prorogatio prenda decisioni che vadano oltre la gestione necessaria o che possano influenzare scelte strategiche future.
Il decreto stabilisce anche un limite temporale assoluto: il 31 dicembre 2025. Entro quella data, anche in caso di ritardi nella procedura di nomina, la proroga non potrà comunque estendersi oltre, evitando così un protrarsi eccessivo della fase transitoria.
L’idea è garantire equilibrio tra continuità amministrativa e rispetto del principio di legittimità degli organi istituzionali.
Trasparenza e limiti operativi: il ruolo della relazione alle Camere nella fase di prorogatio
La legge di conversione ha poi introdotto una novità significativa, rappresentata dal comma 1-bis dell’articolo 1.
Con questa modifica, il legislatore ha voluto rafforzare il principio di trasparenza e responsabilità: al termine del periodo di proroga, ARERA deve trasmettere alle Camere una relazione dettagliata sugli atti adottati.
Non una generica comunicazione, ma un documento che distingua chiaramente tra attività di ordinaria amministrazione e atti indifferibili e urgenti, così come previsti dal decreto.
La relazione diventa quindi uno strumento per consentire al Parlamento di esercitare un controllo pieno su come l’Autorità abbia operato in un momento delicato.
È un modo per evitare che la prorogatio si trasformi in una zona grigia, e al tempo stesso assicura che ogni scelta compiuta in quel periodo sia tracciabile e riconducibile alle necessità previste dalla norma.
Se si osserva il provvedimento nel suo complesso, emerge con chiarezza l’intento di tutelare la stabilità di un’autorità indipendente che, per le materie di competenza, non può permettersi interruzioni o vuoti di governance.
ARERA è chiamata a vigilare su settori come l’energia elettrica, il gas naturale, il servizio idrico, i rifiuti e le infrastrutture a rete: ambiti che non possono essere lasciati senza una guida.
Ciò specialmente in un contesto economico in evoluzione e in un quadro di transizione energetica che richiede continuità regolatoria.
Allo stesso tempo, però, il legislatore si è premurato di non attribuire un potere eccessivo ai componenti uscenti, introducendo vincoli molto precisi. Non si tratta quindi di una proroga “politica”, bensì di una misura tecnica.
L’Autorità può e deve garantire il funzionamento essenziale, ma non può assumere decisioni strategiche o di ampio respiro, riservate al futuro collegio.
È un equilibrio sottile ma necessario, tipico degli ordinamenti che riconoscono alle autorità indipendenti un ruolo fondamentale e al tempo stesso vogliono preservarne la legittimazione democratica.
Il valore del testo coordinato: chiarezza normativa e supporto per operatori e amministrazioni
Inoltre, il decreto-legge 145/2025 contiene anche una serie di indicazioni procedurali che non riguardano direttamente le attività dell’Autorità, ma mirano a facilitare la comprensione del testo coordinato.
Come accade per ogni provvedimento convertito in legge, il Ministero della giustizia ha predisposto una versione che integra le modifiche introdotte dal Parlamento, segnalandole graficamente e richiamando le norme correlate nelle note.
Quel lavoro redazionale non modifica la validità degli atti, ma offre ai lettori uno strumento utile per leggere in modo ordinato una normativa che spesso, per sua natura, nasce stratificata.
In questo senso, la pubblicazione del testo coordinato aiuta a ricostruire l’evoluzione del decreto-legge.
Non solo, permette anche agli operatori del settore, che siano enti pubblici, imprese regolamentate o professionisti del diritto, di comprendere come si sia arrivati alla versione definitiva.
La funzione informativa di questi documenti non è dunque secondaria, in quanto imprese energetiche, gestori idrici, aziende di servizi ambientali e pubbliche amministrazioni basano molte delle loro attività sulle delibere e sui provvedimenti dell’Autorità.
Di conseguenza, devono sapere con precisione in quale cornice normativa essa sta operando.

