Con il Decreto Direttoriale n. 25 del 5 febbraio 2026, il Ministero ha definito le modalità operative da seguire per garantire la continuità del FIR digitale anche nel caso in cui i servizi RENTRI fossero offline.

Vediamo dunque in questo articolo tutti i dettagli in merito. 

Cosa fare in caso di servizi RENTRI offline: tutte le istruzioni



La digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti rappresenta una delle più importanti innovazioni degli ultimi anni nel settore ambientale.

Con l’introduzione del Formulario di identificazione del rifiuto in formato digitale (FIR digitale), il sistema RENTRI ha segnato un passaggio decisivo verso una gestione più trasparente, controllabile e sicura dei flussi di rifiuti.

Ma cosa accade quando il sistema non funziona?

Come sappiamo, i sistemi informatici possono subire interruzioni, i servizi di autenticazione possono risultare temporaneamente indisponibili, oppure può mancare la connessione Internet per cause indipendenti dalla volontà dell’operatore.

Proprio per disciplinare questi scenari è intervenuto il Decreto Direttoriale n. 25 del 5 febbraio 2026, pubblicato il 6 febbraio 2026.

Il provvedimento approva le modalità operative da adottare in caso di mancata disponibilità dei servizi RENTRI, purché tale indisponibilità non sia legata a interventi programmati di manutenzione ordinaria o straordinaria.

Il decreto distingue chiaramente due ipotesi:

La logica è semplice ma fondamentale: l’operatore deve poter dimostrare che l’evento non dipende da un comportamento negligente. Solo in questo caso possono essere attivate le procedure alternative previste.

Quando scattano le modalità di emergenza?

Le modalità operative di sicurezza diventano utilizzabili solo a partire da un momento preciso: l’apertura ufficiale di un evento di mancata disponibilità dei servizi RENTRI.

Questo evento viene comunicato tramite un avviso pubblicato dalla Direzione generale competente nella sezione “Avvisi” del portale RENTRI.

Non basta, quindi, una semplice difficoltà tecnica riscontrata dall’utente: serve una comunicazione formale che certifichi l’indisponibilità del sistema.

Dal momento della pubblicazione dell’avviso, gli operatori possono applicare le procedure previste dall’Allegato 1 del Decreto. Si tratta di misure di emergenza e mitigazione studiate per garantire la continuità della tracciabilità, anche in un contesto temporaneamente “offline”.

Il decreto non sospende gli obblighi, ma li adatta alla situazione straordinaria. Gli operatori devono continuare a garantire la corretta compilazione e gestione del formulario, adottando soluzioni temporanee che consentano di ricostruire fedelmente il flusso dei rifiuti.

La parola chiave è tracciabilità. Anche in assenza del sistema digitale attivo, ogni movimento deve restare documentato, verificabile e coerente con la normativa.

Le misure previste hanno quindi una duplice funzione:

È evidente che il decreto punta a bilanciare esigenze operative e tutela ambientale, evitando che un problema tecnico si trasformi in un blocco della filiera.

Responsabilità dell’operatore e limiti applicativi

Un aspetto centrale del provvedimento riguarda la responsabilità dell’operatore. Le modalità alternative possono essere utilizzate solo se l’indisponibilità non è riconducibile a scarsa manutenzione, disorganizzazione interna o negligenza.

Questo significa che le imprese devono mantenere infrastrutture informatiche adeguate e sistemi aggiornati. In caso contrario, l’eventuale impossibilità di accedere al sistema non potrà essere giustificata invocando le procedure emergenziali.

Il decreto, quindi, non rappresenta una “deroga generalizzata”, ma uno strumento di gestione del rischio. Viene riconosciuto che eventi straordinari possono accadere, ma si richiede agli operatori un comportamento diligente e documentabile.

In altre parole, l’introduzione del FIR digitale ha imposto agli operatori un cambio di paradigma. Non si tratta soltanto di sostituire la carta con un sistema informatico, ma di ripensare i processi interni in chiave digitale.

Il Decreto Direttoriale n. 25/2026 si inserisce in questo percorso come una norma di equilibrio: da un lato conferma la centralità del RENTRI, dall’altro offre strumenti concreti per affrontare le criticità tecniche senza interrompere la gestione dei rifiuti.

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