Appalti pubblici verdi 2026: aggiornati i CAM tra nuove categorie e revisione delle regole

Nel 2026 prosegue il rafforzamento del Green Public Procurement con un nuovo decreto che aggiorna e amplia i criteri ambientali minimi (CAM). Coinvolti servizi, forniture e infrastrutture, in linea con gli obiettivi di sostenibilità della pubblica amministrazione.

Vediamo in questo articolo tutti i dettagli. 

Aggiornamenti per i CAM nel 2026: un nuovo passo nella strategia degli appalti sostenibili

La sostenibilità negli acquisti pubblici non è più un obiettivo accessorio, ma una leva strutturale delle politiche ambientali.

In questa direzione si inserisce il nuovo decreto che definisce la programmazione delle attività per l’aggiornamento e la definizione dei criteri ambientali minimi (CAM) nel 2026.

Si tratta di uno strumento operativo che traduce in pratica il principio del Green Public Procurement (GPP), ovvero l’integrazione di criteri ambientali nelle gare pubbliche.

Un processo che negli ultimi anni ha acquisito sempre più rilevanza, anche grazie al rafforzamento normativo e al coordinamento tra Ministeri, enti territoriali e soggetti tecnici.

Alla base di questo sistema c’è il Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nella pubblica amministrazione, che stabilisce gli indirizzi generali e individua le categorie merceologiche su cui intervenire.

Il decreto per il 2026 si inserisce proprio in questo quadro, dando continuità a un percorso già avviato e ampliandone il raggio d’azione.

Uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda l’avvio delle attività di aggiornamento per alcune categorie già disciplinate da CAM esistenti. In particolare, l’attenzione si concentra su ambiti molto diffusi nella gestione ordinaria degli enti pubblici.

Tra questi figurano i servizi e le forniture legati alle stampanti e alle apparecchiature multifunzione per ufficio, comprese le formule di noleggio, acquisto e leasing.

Un settore che, pur essendo spesso percepito come marginale, ha un impatto significativo in termini di consumi energetici, uso di materiali e produzione di rifiuti.

Attività in corso: infrastrutture, verde e illuminazione

Accanto a quanto sopra specificato, vengono aggiornati anche i criteri relativi alle cartucce toner e a getto d’inchiostro, includendo sia i prodotti nuovi sia quelli rigenerati, oltre ai servizi di raccolta delle cartucce esauste.

In questo caso, il tema centrale è la promozione dell’economia circolare e la riduzione dei rifiuti speciali.

Infine, tra le categorie oggetto di revisione rientra il cosiddetto “lavanolo”, cioè il servizio di lavaggio industriale e noleggio di tessili e materasseria.

Un ambito particolarmente rilevante per strutture sanitarie e ricettive, dove l’impatto ambientale è legato soprattutto ai consumi idrici, energetici e all’uso di detergenti.

Oltre alle nuove istruttorie, il decreto conferma la prosecuzione delle attività già avviate negli anni precedenti per l’aggiornamento di altri CAM strategici.

Tra questi spiccano quelli relativi alle infrastrutture stradali, che includono progettazione, costruzione, manutenzione e adeguamento.

Si tratta di un settore ad alto impatto ambientale, dove i criteri minimi possono incidere su materiali utilizzati, emissioni, gestione dei cantieri e durabilità delle opere.

Prosegue anche il lavoro sui CAM per la gestione del verde pubblico, un ambito che interessa direttamente la qualità degli spazi urbani e la biodiversità.

Qui l’attenzione è rivolta a pratiche di manutenzione sostenibili, riduzione dell’uso di fitofarmaci e valorizzazione delle specie vegetali locali.

Un altro settore coinvolto è quello dell’illuminazione pubblica, sia per quanto riguarda la fornitura di apparecchi e sorgenti luminose sia per la gestione del servizio.

In questo caso, l’obiettivo principale è l’efficienza energetica, ma anche la riduzione dell’inquinamento luminoso e l’ottimizzazione dei costi di gestione.

Completano il quadro i CAM per calzature e accessori in pelle, che includono anche dispositivi di protezione individuale. Un ambito meno evidente ma comunque significativo, soprattutto in termini di tracciabilità delle filiere e utilizzo di materiali sostenibili.

Nuove frontiere: disinfestazione e trasporto pubblico locale

Accanto all’aggiornamento dei criteri esistenti, il decreto prevede anche lo sviluppo di nuovi CAM per categorie finora non coperte.

Tra queste emergono i servizi di disinfestazione e derattizzazione, sempre più richiesti soprattutto nei contesti urbani. L’obiettivo è definire standard che riducano l’impatto ambientale dei prodotti utilizzati e promuovano tecniche meno invasive e più sostenibili.

Particolarmente rilevante è anche l’introduzione dei CAM per il trasporto pubblico locale su gomma, inclusi i servizi scolastici e quelli complementari.

Si tratta di un passaggio importante, perché coinvolge direttamente la mobilità urbana e le politiche di decarbonizzazione.

In questo ambito, i criteri potranno riguardare diversi aspetti: dalle emissioni dei veicoli all’efficienza energetica, fino all’organizzazione del servizio e alla qualità complessiva dell’offerta.

Un tassello fondamentale per accompagnare la transizione verso sistemi di trasporto più sostenibili.

A rendere vincolante l’applicazione dei CAM è il Codice dei contratti pubblici, che impone alle stazioni appaltanti di integrare nei bandi almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali previste dai criteri ambientali minimi.

Questo significa che i CAM non sono semplici linee guida, ma veri e propri strumenti normativi che incidono concretamente sulle scelte di acquisto della pubblica amministrazione.

Il loro aggiornamento, quindi, non è solo un esercizio tecnico, ma ha effetti diretti sul mercato, orientando la domanda pubblica verso prodotti e servizi più sostenibili e stimolando l’innovazione da parte delle imprese.

Infine, un elemento chiave del decreto è il ruolo del Comitato di gestione del Piano d’azione, che contribuisce a definire e condividere la programmazione delle attività.

La pianificazione per il 2026, infatti, è stata elaborata attraverso un confronto tra diversi soggetti istituzionali, a testimonianza della natura trasversale del GPP.

Questo approccio consente di individuare le priorità in modo più efficace e di adattare gli interventi alle esigenze emergenti, mantenendo un equilibrio tra obiettivi ambientali, sostenibilità economica e fattibilità tecnica.

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