Il MUD non sarà semplicemente eliminato dal 2027. Con il RENTRI cambierà invece il modo in cui verrà assolto l’obbligo di trasmissione della dichiarazione ambientale, grazie all’introduzione di un modello precompilato. Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.

MUD e RENTRI, cosa cambia dal 2027

L’introduzione del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI) sta modificando progressivamente gli adempimenti legati alla gestione e alla tracciabilità dei rifiuti. Tra le questioni che interessano maggiormente gli operatori c’è anche il futuro del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD).

La domanda è semplice: con il RENTRI il MUD sarà eliminato?

La risposta richiede qualche precisazione. Il D.M. 4 aprile 2023, n. 59, che disciplina il funzionamento del RENTRI, non dispone infatti una semplice cancellazione della dichiarazione ambientale.

L’articolo 19, comma 3, prevede un meccanismo differente. A partire dalla prima annualità successiva alle scadenze di iscrizione previste dall’articolo 13, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica renderà disponibile annualmente, attraverso il RENTRI, un modello precompilato, che potrà essere integrato dall’operatore quando necessario.

Il passaggio è collegato al completamento delle scadenze di iscrizione al nuovo Registro e porta il riferimento temporale al 2027.

Si tratta quindi di un cambiamento significativo soprattutto dal punto di vista operativo: le informazioni presenti nel nuovo sistema potranno essere utilizzate per predisporre una dichiarazione già compilata almeno in parte, riducendo la necessità di ricostruire ogni anno da zero i dati necessari all’adempimento.

Il MUD sarà abolito? Perché parlare di eliminazione è impreciso

Dire che “il MUD scompare dal 2027” rischia però di essere fuorviante.

La norma specifica infatti che il modello precompilato sarà predisposto nel rispetto del formato previsto dalla Legge 25 gennaio 1994, n. 70, cioè la normativa che ha istituito il modello unico di dichiarazione in materia ambientale.

La finalità prevista dal D.M. 59/2023 è quella di consentire l’assolvimento dell’obbligo di trasmissione previsto dall’articolo 2 della Legge n. 70/1994.

Il punto è importante perché permette di comprendere la natura del cambiamento: non viene semplicemente cancellato l’obbligo dichiarativo, ma viene prevista una nuova modalità attraverso la quale assolverlo, sfruttando le informazioni e gli strumenti digitali messi a disposizione dal RENTRI.

In altre parole, il sistema dovrebbe progressivamente evitare duplicazioni tra i dati che gli operatori comunicano al RENTRI durante la gestione ordinaria dei rifiuti e quelli necessari per la dichiarazione ambientale annuale.

Il modello sarà però precompilato e integrabile. Questo significa che la disponibilità di informazioni già presenti nel RENTRI non esclude la necessità, per l’operatore, di verificare il documento e aggiungere eventuali dati mancanti prima dell’adempimento.

Dal RENTRI al MUD precompilato: verso una gestione più digitale

La novità si inserisce nella logica complessiva alla base del RENTRI: creare un sistema nazionale digitale nel quale far confluire progressivamente le informazioni relative alla tracciabilità dei rifiuti.

L’utilizzo di questi dati per predisporre un modello MUD precompilato rappresenta quindi uno degli effetti più concreti della digitalizzazione del sistema.

Per le imprese, almeno nelle intenzioni della normativa, il vantaggio dovrebbe essere quello di poter partire da informazioni già disponibili anziché procedere ogni anno a una nuova raccolta completa dei dati. Rimane però essenziale evitare un equivoco: precompilato non significa automaticamente completo né esonera l’operatore dalla verifica delle informazioni.

La transizione dovrà inoltre essere valutata alla luce delle modalità operative con cui il sistema verrà concretamente implementato.

Per questo, più che parlare di “fine del MUD”, è corretto descrivere il 2027 come l’inizio del passaggio verso un modello precompilato attraverso il RENTRI, utilizzabile per assolvere l’obbligo di trasmissione della dichiarazione ambientale.

La differenza non è soltanto terminologica. Per le imprese significa comprendere che la digitalizzazione può modificare profondamente come viene gestito un adempimento, senza necessariamente cancellare l’obbligo che ne costituisce il fondamento normativo.

FAQ sul MUD precompilato e il RENTRI

Non è corretto parlare semplicemente di abolizione. Il D.M. 59/2023 prevede la disponibilità tramite RENTRI di un modello precompilato finalizzato ad assolvere l’obbligo di trasmissione previsto dalla Legge n. 70/1994.
Il MASE renderà disponibile annualmente tramite RENTRI un modello precompilato, che potrà essere integrato dall’operatore ove necessario.
Il nuovo meccanismo è previsto a partire dalla prima annualità successiva alle scadenze di iscrizione indicate dall’articolo 13 del D.M. 59/2023, con riferimento quindi al 2027.
Non necessariamente. La normativa parla espressamente di un modello precompilato da integrare, ove necessario. L’operatore dovrà quindi verificare le informazioni disponibili.
Il riferimento principale è l’articolo 19, comma 3, del D.M. 4 aprile 2023, n. 59, in collegamento con la Legge 25 gennaio 1994, n. 70.
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