La Regione Piemonte approva una nuova scheda tecnica per i residui di mescole derivanti dalla produzione degli pneumatici. Un riferimento per valorizzare materiali industriali ancora utilizzabili e favorirne l’impiego in altri settori produttivi.

Residui di mescole da pneumatici: cosa prevede la nuova scheda del Piemonte

Un materiale che non può più essere utilizzato per produrre pneumatici non è necessariamente privo di valore per altre attività industriali. È su questo principio che si inserisce il nuovo intervento della Regione Piemonte, che ha approvato una scheda tecnica dedicata alla gestione dei residui di mescole di gomma.

Con la Determinazione Dirigenziale n. 597 del 10 agosto 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 33 del 20 agosto, è stata approvata la Scheda tecnica sottoprodotto n. 10, relativa ai residui di mescole crude e/o scottate derivanti dal processo di produzione degli pneumatici.

Il provvedimento individua una serie di materiali generati durante la lavorazione industriale che possono essere valorizzati come sottoprodotti, anziché essere necessariamente destinati alla gestione come rifiuti.

La distinzione è particolarmente importante per il settore della gomma, dove alcune lavorazioni possono generare residui non più adatti alla produzione originaria, ma ancora dotati di caratteristiche tecniche utili per realizzare altri manufatti.

La scheda riguarda i residui prodotti durante specifiche fasi della fabbricazione degli pneumatici, un processo che comprende la miscelazione degli ingredienti, la preparazione dei semilavorati, la confezione, la vulcanizzazione e la finitura.

I materiali interessati provengono principalmente da due momenti della produzione.

Il primo è il Mixing, durante il quale le materie prime vengono pesate e miscelate meccanicamente, generalmente attraverso due passaggi, fino a ottenere la mescola destinata alle successive lavorazioni.

Il secondo riguarda la fase dei Semilavorati, nella quale le mescole vengono utilizzate per produrre i diversi componenti in gomma che formeranno lo pneumatico.

È proprio durante queste operazioni che possono originarsi materiali non impiegabili nel ciclo produttivo originario, ma potenzialmente recuperabili attraverso una diversa destinazione industriale.

Quali residui possono essere qualificati come sottoprodotti?

La scheda tecnica individua diverse tipologie di residui di mescole che possono rientrare nella categoria dei sottoprodotti.

Tra questi figurano innanzitutto i residui di processo provenienti dalla sala mescole Banbury, dove avvengono le operazioni di miscelazione dei materiali.

Un’altra categoria riguarda le mescole fuori specifica, ossia quelle che non possono essere utilizzate nell’industria dello pneumatico a causa di problemi come un cattivo imbancalamento o irregolarità riscontrate durante le verifiche di laboratorio.

Rientrano tra i materiali individuati anche le mescole che, in seguito a modifiche della programmazione produttiva, hanno superato i tempi limite previsti per il loro impiego nella fabbricazione degli pneumatici.

In quest’ultimo caso, il materiale può non essere più adatto alla destinazione iniziale pur conservando proprietà strutturali che ne consentono l’utilizzo nella produzione di altri manufatti in gomma.

La scheda comprende inoltre i residui generati durante le fasi di set up degli impianti e quelli provenienti dalla fase di batch-off, collegata alla gestione delle mescole dopo la lavorazione.

Il punto centrale è che la perdita di idoneità rispetto a una specifica produzione non coincide necessariamente con la perdita delle caratteristiche necessarie per altri utilizzi.

Occorre però distinguere la possibilità di valorizzazione dalla qualificazione giuridica del materiale. L’inserimento di una tipologia di residuo nella scheda tecnica non significa che qualsiasi materiale di quella categoria sia automaticamente un sottoprodotto.

La qualificazione deve comunque rispettare le condizioni previste dall’articolo 184-bis del D.Lgs. 152/2006, tra cui la certezza dell’utilizzo successivo, la possibilità di impiegare il materiale senza trattamenti diversi dalla normale pratica industriale e la legalità dell’utilizzo previsto.

La scheda rappresenta quindi un riferimento tecnico per individuare possibili percorsi di valorizzazione, senza eliminare la necessità di verificare le condizioni applicabili al singolo caso.

Dall’edilizia alle calzature: dove possono essere riutilizzate le mescole

Uno degli aspetti più interessanti del provvedimento riguarda la varietà delle possibili destinazioni industriali.

I residui di mescole provenienti dalla produzione degli pneumatici possono essere impiegati per realizzare numerosi prodotti in gomma, anche in settori molto diversi da quello automobilistico.

Nella logistica e nei trasporti, ad esempio, possono trovare applicazione nella produzione di bancali in gomma, tappeti per veicoli e cinghie di trasmissione.

Nel comparto dei componenti tecnici, invece, possono essere utilizzati per realizzare guarnizioni o-ring, guarnizioni piane, trafilati, tubi, profili, fogli e lastre.

La scheda individua possibilità di impiego anche nell’ingegneria e nell’edilizia, dove le mescole possono contribuire alla produzione di antivibranti, supporti motore, appoggi per ponti e componenti antisismici.

Non mancano applicazioni nei settori della sicurezza e dell’arredo, attraverso la realizzazione di paracolpi, parabordi e arredo urbano, oltre a prodotti di consumo come suole per calzature e articoli destinati alla zootecnia.

L’elenco ha carattere indicativo e non esaustivo, lasciando spazio a ulteriori applicazioni compatibili con le caratteristiche dei materiali e con le condizioni previste dalla normativa.

L’approvazione della scheda tecnica si inserisce così nel percorso di valorizzazione dei residui industriali attraverso il riconoscimento dei sottoprodotti.

Il vantaggio potenziale è mantenere il valore delle materie all’interno dei processi produttivi, evitando che materiali ancora utilizzabili vengano necessariamente avviati alla gestione come rifiuti.

Per le imprese, tuttavia, la possibilità di individuare nuove destinazioni commerciali deve accompagnarsi a una corretta verifica delle caratteristiche del residuo e delle condizioni richieste per il suo successivo impiego.

La nuova scheda piemontese offre un riferimento per questo percorso, favorendo una gestione delle risorse industriali più orientata al riutilizzo e all’economia circolare.

FAQ sui sottoprodotti derivanti dalla produzione degli pneumatici

Con la D.D. n. 597 del 10 agosto 2026, la Regione ha approvato la Scheda tecnica sottoprodotto n. 10, dedicata ai residui di mescole crude e/o scottate derivanti dal processo di produzione degli pneumatici.
La scheda individua, tra gli altri, residui provenienti dalla sala mescole Banbury, mescole fuori specifica e materiali generati durante le fasi di set up e batch-off. La qualificazione richiede comunque il rispetto delle condizioni previste dalla normativa sui sottoprodotti.
No. Una mescola non più utilizzabile nella produzione degli pneumatici può conservare caratteristiche idonee alla realizzazione di altri manufatti. La sua eventuale qualificazione come sottoprodotto dipende dal rispetto dei requisiti normativi.
Le applicazioni comprendono logistica, trasporti, edilizia, ingegneria, componentistica tecnica, sicurezza, arredo urbano e produzione di calzature, oltre ad altri impieghi compatibili con le caratteristiche del materiale.
Un sottoprodotto è una sostanza o un oggetto originato da un processo produttivo il cui scopo primario non è produrlo e che soddisfa tutte le condizioni previste dall’articolo 184-bis del D.Lgs. 152/2006. Se tali condizioni non sono rispettate, non è possibile utilizzare questa qualificazione.

 

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