L’Unione europea (UE) rafforza il proprio impegno verso un’economia a basse emissioni grazie a una serie di provvedimenti pubblicati nel 2025. Obiettivo: sostenere le tecnologie sostenibili, l’energia rinnovabile e la resilienza produttiva interna.
Vediamo in questo articolo tutti i dettagli,
Un nuovo quadro normativo per l’industria verde UE a basse emissioni
Come anticipato, l’Unione europea compie un deciso passo avanti verso la neutralità climatica, introducendo un pacchetto di provvedimenti normativi pensati per sostenere le tecnologie a zero emissioni nette.
Queste misure si inseriscono nella più ampia strategia europea per la decarbonizzazione dell’economia e il rafforzamento della resilienza energetica del continente.
Tre dei quattro atti legislativi pubblicati il 18 giugno 2025 intervengono direttamente sul regolamento madre 2024/1735/UE, che rappresenta il fulcro della politica industriale green dell’Unione.
Questo regolamento ha l’obiettivo di supportare le aziende europee impegnate nello sviluppo di tecnologie e componenti fondamentali per ridurre o azzerare le emissioni di gas serra.
Tra queste rientrano le tecnologie per la produzione da fonti rinnovabili, per il trasporto della CO₂, per l’efficienza energetica e per la gestione avanzata dell’energia.
Uno dei provvedimenti più rilevanti è il regolamento 2025/1176/UE, che introduce nuovi criteri non economici nei bandi pubblici per le aste dedicate allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Non sarà più sufficiente offrire il prezzo più basso: le imprese partecipanti dovranno dimostrare anche una condotta responsabile, attenzione alla cybersicurezza e una capacità concreta di completare i progetti nei tempi stabiliti.
Questi criteri premiano non solo l’efficienza tecnologica, ma anche il rispetto dei principi ESG (ambientali, sociali e di governance), spingendo le aziende a investire in pratiche sostenibili e ad adottare comportamenti trasparenti e tracciabili.
Il concetto di “valore resilienza” negli appalti pubblici
Ulteriori novità arrivano dal regolamento 2025/1178/UE, che introduce un elemento innovativo: il concetto di valore resilienza.
Quando le pubbliche amministrazioni europee acquistano prodotti o componenti a zero emissioni, dovranno tenere conto non solo del costo, ma anche del contributo che tali beni offrono alla sicurezza energetica dell’UE.
L’idea è quella di premiare i prodotti che, per qualità, provenienza e affidabilità, aiutano a limitare la dipendenza energetica dell’Unione da Paesi terzi, favorendo al contempo la crescita di un mercato interno forte e autonomo.
Con la decisione 2025/1100/UE, la Commissione ha definito delle linee guida comuni per tutti gli Stati membri, al fine di individuare i progetti industriali strategici in ambito green.
Tali progetti potranno beneficiare di corsie preferenziali, ricevere finanziamenti agevolati e ottenere autorizzazioni accelerate.
Si tratta di una misura fondamentale per stimolare gli investimenti privati in settori chiave della transizione ecologica, come l’idrogeno verde, le batterie a lunga durata, le reti elettriche intelligenti e le tecnologie per il sequestro della CO₂.
A completare il quadro normativo, il regolamento 2025/1463/UE, pubblicato il 28 luglio 2025, ha aggiornato in maniera sostanziale l’allegato I del regolamento 2014/1735/UE.
Il nuovo allegato definisce in modo dettagliato l’elenco di prodotti e componenti utilizzati prevalentemente per lo sviluppo di tecnologie a zero emissioni.
Questo aggiornamento permette di standardizzare a livello europeo i criteri di selezione e rendere più trasparente l’intero processo di riconoscimento e incentivazione delle tecnologie verdi.
Migliorando così anche l’applicazione delle norme da parte degli operatori economici e delle autorità nazionali.
Comunicazione 18 giugno: meno dipendenza da fornitori esterni
Infine, con la Comunicazione del 18 giugno 2025, la Commissione ha fornito istruzioni operative per monitorare la provenienza dei componenti a zero emissioni acquistati dall’Unione.
L’obiettivo è quantificare la quota di prodotti importati da Paesi extra-UE, così da attuare strategie volte alla ri-localizzazione della produzione sul territorio europeo.
Questo approccio è cruciale per rafforzare l’autonomia strategica dell’UE e rendere il Green Deal non solo una visione ambientale, ma anche una politica industriale concreta, capace di generare lavoro, competitività e sicurezza energetica.
In altre parole, il nuovo pacchetto legislativo europeo rappresenta un passo decisivo verso la transizione energetica e la sovranità industriale dell’Unione.
Le nuove norme mirano a costruire un sistema produttivo basato su sostenibilità, trasparenza e resilienza, promuovendo la crescita di un’industria europea del clima capace di competere globalmente, senza compromettere la sicurezza e l’autonomia dei cittadini europei.


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