Rinnovabili, via ai modelli unici nazionali: nuove regole per semplificare le autorizzazioni

Con il decreto dell’11 dicembre 2025 il MASE introduce i modelli unici nazionali per autorizzare gli impianti da fonti rinnovabili. Un intervento chiave per rendere più semplici, digitali e omogenee le procedure su tutto il territorio.

Vediamo in questo articolo tutti i dettagli. 

Piattaforme GSE, interoperabilità e tempi certi: cosa cambia per imprese e amministrazioni con i modelli unici per le rinnovabili 

Come anticipato, con il decreto firmato l’11 dicembre 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica compie un passo decisivo nel processo di semplificazione amministrativa legato allo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Il provvedimento adotta ufficialmente i modelli unici nazionali per la procedura abilitativa semplificata (PAS) e per l’autorizzazione unica, strumenti destinati a diventare il riferimento esclusivo per la presentazione delle istanze su tutto il territorio italiano.

L’obiettivo è duplice. Da un lato ridurre la frammentazione normativa e procedurale che negli anni ha rallentato la realizzazione degli impianti.

Dall’altro garantire maggiore certezza giuridica a operatori, imprese e pubbliche amministrazioni coinvolte nei procedimenti autorizzativi.

Il decreto si inserisce in un contesto normativo già ricco e stratificato, che negli ultimi anni ha visto una profonda evoluzione.

Il riferimento principale è il decreto legislativo n. 190 del 25 novembre 2024, come modificato dal successivo decreto legislativo n. 178 del 26 novembre 2025, che disciplina i regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

In particolare, l’articolo 5 prevede l’adozione di modelli standardizzati per le principali procedure autorizzative, previo accordo in sede di Conferenza unificata.

A questo si affiancano i decreti legislativi n. 28 del 2011 e n. 199 del 2021, che costituiscono l’ossatura del sistema italiano di promozione delle energie rinnovabili, in attuazione delle direttive europee.

In questo quadro, il ruolo del GSE emerge come centrale non solo nella gestione degli incentivi, ma anche nello sviluppo delle piattaforme digitali a supporto delle autorizzazioni.

Modelli unici: cosa sono e perché contano?

Il cuore del decreto è rappresentato dall’adozione degli Allegati A e B, che contengono i modelli unici rispettivamente per la procedura abilitativa semplificata e per l’autorizzazione unica.

Questi modelli diventeranno operativi entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto e costituiranno l’unica modalità ammessa per presentare le istanze a livello nazionale.

Si tratta di un cambiamento rilevante. Finora, infatti, le differenze tra modulistiche regionali e locali hanno spesso generato incertezza, duplicazioni documentali e rallentamenti.

L’introduzione di schemi standardizzati punta dunque a superare queste criticità, offrendo un linguaggio comune a tutti gli attori coinvolti.

Un aspetto non secondario riguarda la possibilità di aggiornare i modelli nel tempo.

Il decreto prevede infatti che possano essere modificati con successivi atti del MASE, d’intesa con la Conferenza unificata, anche su proposta del GSE, delle Regioni o del tavolo tecnico istituito nell’ambito della Piattaforma SUER.

Questo garantisce flessibilità e adattabilità alle evoluzioni tecnologiche e normative.

Ad ogni modo, la riforma delle autorizzazioni non è solo una questione di modulistica, ma si inserisce pienamente nel percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Il decreto richiama esplicitamente il Codice dell’amministrazione digitale e le disposizioni che impongono l’accesso ai servizi online tramite SPID, CIE o CNS.

Fondamentale è anche il riferimento alle Linee guida AgID sull’interoperabilità e sulla gestione dei documenti informatici.

L’obiettivo è costruire un sistema in cui le informazioni possano essere condivise in modo sicuro tra le diverse amministrazioni, evitando richieste ripetitive ai proponenti e migliorando l’efficienza complessiva dei procedimenti.

In questo contesto si collocano la Piattaforma unica digitale SUER e la Piattaforma per le aree idonee, entrambe gestite dal GSE.

Questi strumenti sono destinati a diventare il perno operativo delle nuove procedure, integrando presentazione delle istanze, monitoraggio e produzione statistica.

Le disposizioni transitorie e l’intesa istituzionale

Ricordiamo che il decreto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito del MASE, con contestuale avviso in Gazzetta Ufficiale.

Un passaggio formale che sancisce l’efficacia delle nuove regole e avvia la fase di transizione verso l’utilizzo esclusivo dei modelli unici.

Inoltre, particolarmente significativa è l’intesa raggiunta in sede di Conferenza unificata il 27 novembre 2025.

Il confronto con Regioni ed enti locali ha portato anche all’accoglimento di alcune proposte migliorative, come l’eliminazione del riferimento ad “altri rifiuti” nelle matrici da attività agrosilvopastorale per le schede tecniche relative a biomasse, biogas e biometano.

Un segnale di attenzione alle esigenze operative dei territori e degli operatori del settore.

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