L’Unione europea (UE) aggiorna le regole per misurare le emissioni degli edifici, introducendo un sistema armonizzato per il calcolo del GWP lungo l’intero ciclo di vita, con effetti diretti su progettazione e certificazione energetica.
Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.
Emissioni: definito un quadro UE unico per il GWP degli edifici di nuova costruzione
L’Unione europea ha adottato il regolamento delegato (UE) 2026/52, che modifica l’allegato III della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici.
Nello specifico, questo comporta l’introduzione di un nuovo quadro comune per il calcolo del potenziale di riscaldamento globale (GWP) nel ciclo di vita degli edifici di nuova costruzione.
Il provvedimento punta a uniformare le modalità con cui gli Stati membri stimano e comunicano le emissioni di gas a effetto serra legate agli edifici. Superando così le differenze nazionali che finora hanno reso difficile il confronto tra risultati e politiche climatiche.
Il regolamento stabilisce infatti una metodologia comune, basata su standard riconosciuti a livello internazionale. La quale consente di valutare in modo coerente l’impatto ambientale degli edifici lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla produzione dei materiali fino alla demolizione.
Uno degli elementi centrali èl’obbligo di calcolare il GWP già in fase progettuale, prima dell’inizio dei lavori.
Questo consente di intervenire tempestivamente sulle scelte costruttive per ridurre le emissioni complessive. I risultati dovranno poi essere riportati nell’attestato di prestazione energetica (APE) sulla base dello stato reale dell’edificio una volta completato.
Il nuovo quadro introduce anche un periodo di riferimento standard di 50 anni per il calcolo delle emissioni, considerato adeguato per garantire risultati comparabili tra edifici diversi.
Inoltre, viene definita una gerarchia dei dati da utilizzare, privilegiando quelli certificati a livello europeo. Tuttavia, consentendo anche l’uso di dati generici o valori standard in assenza di informazioni più precise, purché siano garantite affidabilità e trasparenza.
Calcolo del GWP armonizzato: tutte le fasi del ciclo di vita degli edifici entrano nella valutazione europea delle emissioni
Particolare attenzione è dedicata alla suddivisione delle fasi del ciclo di vita.
Il regolamento impone il calcolo delle emissioni per tutte le fasi principali, dalla produzione dei materiali alla costruzione, dall’uso alla manutenzione, fino al fine vita dell’edificio e al possibile recupero dei materiali.
Questo approccio consente una valutazione completa dell’impatto ambientale, evitando che alcune fasi vengano trascurate.
Inoltre, il GWP dovrà essere espresso in chilogrammi di CO2 equivalente per metro quadrato di superficie utile, con criteri chiari per la definizione delle superfici considerate, così da evitare distorsioni nei risultati.
Un altro aspetto rilevante riguarda la delimitazione degli elementi edilizi e degli impianti da includere nel calcolo.
Il regolamento richiede un approccio dettagliato e uniforme, che comprenda strutture, finiture e sistemi tecnici, garantendo una valutazione completa e coerente tra gli Stati membri.
Nel complesso, il nuovo quadro europeo mira a favorire la diffusione di edifici a basse emissioni. Nello specifico, sostenendo lo sviluppo di mercati per prodotti da costruzione più sostenibili e promuovendo pratiche come il riutilizzo e il riciclo dei materiali.
Ricordiamo infine che il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri ed entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.


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