Con la delibera n. 373/2025/R/Rif, Arera approva il nuovo quadro normativo per la separazione contabile e amministrativa nel settore rifiuti urbani. L’obiettivo è quello di garantire maggiore trasparenza, efficienza e concorrenza a partire dal 2026.

Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.

Separazione contabile nel settore rifiuti: il nuovo quadro regolatorio pensato da Arera

Come anticipato, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha approvato, con la delibera del 29 luglio 2025 n. 373/2025/R/Rif, il nuovo Testo integrato degli obblighi di separazione contabile (Tiuc).

Il provvedimento riguarda le imprese che operano nei settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico integrato e, soprattutto, nel comparto dei rifiuti urbani.

Il documento definisce regole puntuali per l’unbundling contabile e amministrativo, introducendo obblighi di comunicazione e rendicontazione finalizzati a distinguere in maniera chiara le attività regolate da quelle libere.

Questa iniziativa rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato con la delibera del 30 gennaio 2024 n. 27/2024/R/Rif, in attuazione dell’articolo 1, comma 527, della legge 205/2017 e nel quadro degli obiettivi strategici Arera 2022–2025.

Le nuove direttive puntano a favorire l’efficienza nella gestione del servizio rifiuti urbani attraverso una chiara disaggregazione dei costi ammessi ai fini tariffari.

In particolare, sarà necessario imputare i costi alle diverse funzioni operative (raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento) e alle varie categorie di utenza, considerando le specificità territoriali.

Secondo Arera, la separazione contabile:

Il coinvolgimento degli stakeholder

Il percorso di definizione del Tiuc è stato sviluppato con il contributo attivo di stakeholder pubblici e privati, tra cui gestori, associazioni di categoria, enti locali e organismi di controllo.

Arera ha evidenziato l’importanza di trovare un equilibrio tra:

Questo approccio mira a evitare un eccessivo carico burocratico, soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute, senza rinunciare alla trasparenza richiesta dal legislatore.

Le nuove regole sull’unbundling entreranno in vigore dal 2026 per tutti i gestori dei rifiuti urbani, con alcune tempistiche differenziate:

In questo modo, le imprese avranno due anni di transizione per adattare i propri sistemi contabili e gestionali, garantendo una graduale implementazione delle nuove modalità di separazione.

L’unbundling contabile non è una novità assoluta: Arera lo applica già nei settori energia e acqua.

Con questa estensione al comparto rifiuti, l’Autorità mira a creare un quadro regolatorio omogeneo per tutti i servizi pubblici locali a rete e di interesse economico generale.

La possibilità di confrontare metodologie, parametri e risultati tra i diversi settori potrà favorire sinergie operative e miglioramenti gestionali, con ricadute positive su qualità del servizio e sostenibilità economica.

Vantaggi attesi per utenti e amministrazioni

Dal punto di vista degli utenti, la separazione contabile promette tariffe più eque e una maggiore responsabilizzazione dei gestori.

Per le amministrazioni, significherà poter contare su dati contabili chiari e confrontabili, utili per programmare investimenti e verificare l’efficienza del servizio.

Sul piano più ampio, l’unbundling rappresenta uno strumento per prevenire pratiche anticoncorrenziali, garantire un uso efficiente delle risorse pubbliche e incentivare l’innovazione nei processi di gestione dei rifiuti.

In altre parole, la delibera n. 373/2025/R/Rif segna un passaggio importante nella regolazione del settore rifiuti urbani.

La separazione contabile e amministrativa, già consolidata in altri ambiti regolati, diventa ora un requisito essenziale anche per questo comparto, con l’obiettivo di assicurare trasparenza, concorrenza e qualità.

Il periodo transitorio fino al 2028 consentirà ai gestori di adattarsi alle nuove prescrizioni, mentre gli enti di controllo potranno affinare le procedure di monitoraggio.

Si tratta di un passo ulteriore verso un servizio rifiuti più efficiente, trasparente e sostenibile, in linea con gli standard europei e con le esigenze di cittadini e imprese.

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