Con la D.G.R. n. 11093/2025, la Regione Emilia-Romagna introduce la tredicesima scheda tecnica sui sottoprodotti: sabbie e sassi derivanti dalla lavorazione del pomodoro trovano ora nuovi impieghi sostenibili in agricoltura e viabilità rurale.

Vediamo in questo articolo tutti i dettagli. 

Dalla lavorazione dei pomodori a risorse per l’agricoltura: ecco cosa prevede la 13ª scheda regionale sui sottoprodotti

Nuovi impieghi per gli scarti della lavorazione del pomodoro: la Regione Emilia-Romagna ha ufficializzato, con la Delibera di Giunta Regionale n. 11093 dell’11 giugno 2025, l’approvazione della tredicesima scheda tecnica regionale relativa ai sottoprodotti.

Il documento riguarda due tipologie di residui prodotti nel comparto agroindustriale: le sabbie e i sassi derivanti dalla lavorazione del pomodoro destinato alla produzione di conserve, passate, sughi e salse.

La scheda si inserisce nel contesto normativo regionale che consente alle imprese di iscriversi all’Elenco regionale dei sottoprodotti, strumento utile per distinguere correttamente materiali riutilizzabili dai rifiuti veri e propri.

Tale iscrizione permette alle aziende di beneficiare delle semplificazioni normative e procedurali legate all’utilizzo dei residui di produzione, purché siano rispettati i requisiti tecnici e le condizioni previste dalla normativa.

I materiali presi in esame dalla nuova scheda tecnica – “sabbie di lavorazione dei pomodori” e “sassi di lavorazione dei pomodori” – derivano da precise fasi del processo produttivo.

Le sabbie si generano principalmente durante la fase di lavaggio dei pomodori, quando l’acqua impiegata viene poi trattata attraverso sedimentazione e centrifugazione per separare le particelle solide.

I sassi, invece, vengono scartati già nella fase di selezione iniziale della materia prima o successivamente, sempre durante il lavaggio, tramite separazioni meccaniche.

Entrambi i materiali, una volta distinti e raccolti, possono trovare nuova vita in contesti agricoli e infrastrutturali, contribuendo al riuso efficiente delle risorse e alla riduzione dell’impatto ambientale del settore agroalimentare.

Impieghi consentiti: agricoltura e manutenzione del territorio

La scheda approvata dalla Regione specifica diversi scenari di utilizzo, differenziati in base alla natura del sottoprodotto:

  • Le sabbie di lavorazione, previa essiccazione e, se necessario, centrifugazione meccanica, possono essere utilizzate:
  • Le sabbie e i sassi, invece, possono essere destinati a interventi strutturali come:

Queste applicazioni sono coerenti con la filosofia del riutilizzo sostenibile dei materiali, che mira a valorizzare ogni fase del processo produttivo, riducendo le esigenze di smaltimento e l’uso di materiali vergini.

Come per le precedenti schede tecniche, anche in questo caso la Regione ha definito criteri stringenti per garantire l’idoneità dei materiali al loro nuovo impiego.

Nella scheda sono elencati i parametri fisico-chimici da rispettare, gli eventuali trattamenti da effettuare e le caratteristiche qualitative minime dei sottoprodotti.

Le imprese che producono sabbie o sassi di lavorazione del pomodoro e intendono utilizzarli secondo le modalità indicate, devono:

Un passo avanti per l’economia circolare agroindustriale

L’iniziativa della Regione Emilia-Romagna si inserisce in una strategia più ampia di promozione dell’economia circolare, particolarmente rilevante in settori ad alta intensità di residui come quello agroalimentare.

La lavorazione industriale del pomodoro, fiore all’occhiello del made in Italy, produce volumi significativi di materiale secondario che, se correttamente trattato, può diventare una risorsa preziosa.

Con questa tredicesima scheda, la Regione conferma il proprio impegno nella regolamentazione puntuale del riutilizzo dei sottoprodotti, promuovendo al contempo la semplificazione per le imprese e la tutela del suolo e dell’ambiente.

La pubblicazione della scheda tecnica su sabbie e sassi di lavorazione dei pomodori rappresenta un ulteriore tassello nella gestione sostenibile dei residui produttivi.

Le imprese ora possono contare su riferimenti chiari per valorizzare sottoprodotti altrimenti destinati allo smaltimento. Contribuendo così alla riduzione degli sprechi e alla protezione del territorio.

Il messaggio è chiaro: ciò che prima era considerato scarto può oggi diventare risorsa utile per l’ambiente e l’economia agricola. Un approccio che guarda al futuro e che trasforma ogni fase della produzione in un’opportunità di sostenibilità.

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