Il nuovo MUD 2026 è in procinto di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le modifiche al modello restano limitate, ma l’aggiornamento formale del formato dichiarativo comporterà lo slittamento della scadenza per la trasmissione dei dati.
Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.
MUD 2026: aggiornamenti limitati ma nuova scadenza per la dichiarazione
Anche per il 2026 il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) si prepara a un aggiornamento. Il provvedimento che approva il nuovo format dichiarativo è stato trasmesso alla Gazzetta Ufficiale e la sua pubblicazione appare ormai imminente.
Come accade ormai da diversi anni, imprese ed enti pubblici saranno chiamati a utilizzare una versione aggiornata del modello per comunicare i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti nel corso del 2025.
Non si tratta tuttavia di una riforma strutturale del sistema dichiarativo: le informazioni disponibili indicano che il nuovo MUD manterrà sostanzialmente invariata la struttura già nota agli operatori del settore.
L’aggiornamento annuale del modello è diventato una costante. Negli ultimi anni il format è stato oggetto di piccoli aggiustamenti tecnici, spesso legati alla necessità di migliorare la raccolta di alcuni dati specifici o di adeguare il sistema alle evoluzioni normative.
Anche questa volta l’impostazione generale del MUD non dovrebbe subire modifiche rilevanti.
Tra gli interventi previsti nel nuovo modello emerge soprattutto l’introduzione di una voce dedicata alla raccolta degli imballaggi in plastica per bevande tramite eco-compattatori.
Si tratta di macchine automatiche, sempre più diffuse nei centri urbani e nei punti vendita della grande distribuzione, che consentono ai cittadini di conferire bottiglie e contenitori in plastica ottenendo spesso incentivi o premi.
Questi dispositivi rappresentano uno degli strumenti utilizzati dalle amministrazioni locali per incrementare i livelli di raccolta differenziata e migliorare la qualità dei materiali raccolti.
L’inserimento di una sezione specifica nel MUD dedicata a questa tipologia di raccolta nasce dall’esigenza di rendere più precisa la tracciabilità dei quantitativi intercettati attraverso tali sistemi.
Negli ultimi mesi, infatti, era emersa una difficoltà diffusa tra i comuni nel fornire dati attendibili sulle quantità di plastica raccolte mediante eco-compattatori.
Modalità di presentazione: confermato l’invio telematico
Proprio la criticità di cui sopra era stata evidenziata anche in un’analisi istituzionale dedicata al programma nazionale di diffusione dei cosiddetti “mangiaplastica”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente.
L’assenza di una voce specifica nel modello dichiarativo rendeva infatti più complessa la raccolta uniforme dei dati a livello nazionale.
Con il nuovo MUD, invece, i comuni potranno indicare con maggiore precisione i quantitativi di imballaggi raccolti attraverso queste apparecchiature, contribuendo così a migliorare la qualità complessiva delle informazioni disponibili.
Per quanto riguarda le modalità operative, non sono previste modifiche significative.
La trasmissione delle dichiarazioni continuerà infatti ad avvenire esclusivamente in modalità digitale, attraverso i portali dedicati messi a disposizione dal sistema camerale.
Gli operatori dovranno quindi utilizzare le piattaforme telematiche già in uso, che negli anni hanno progressivamente sostituito la gestione cartacea delle comunicazioni.
Questa scelta conferma la linea di digitalizzazione intrapresa nel sistema di tracciabilità dei rifiuti, che negli ultimi anni ha visto una crescente integrazione tra strumenti informatici, banche dati e procedure di controllo.
Per imprese e amministrazioni locali, quindi, la compilazione del MUD continuerà a seguire procedure ormai consolidate.
Le piattaforme telematiche permettono infatti di inserire, verificare e trasmettere i dati relativi alla gestione dei rifiuti in modo strutturato. Riducendo così il rischio di errori e semplificando le attività di controllo da parte delle autorità competenti.
L’elemento che avrà maggiore impatto sugli operatori riguarda invece il calendario della dichiarazione.
Tradizionalmente, la presentazione del MUD deve avvenire entro il 30 aprile di ogni anno. Tuttavia, quando il modello viene aggiornato tramite un nuovo decreto di approvazione, la normativa prevede automaticamente uno slittamento del termine.
In questi casi, la scadenza viene infatti fissata a 120 giorni dalla pubblicazione del nuovo modello in Gazzetta Ufficiale.
Ciò significa che, una volta pubblicato il decreto che approva il MUD 2026, il termine per la presentazione delle dichiarazioni non coinciderà più con la data ordinaria di fine aprile, ma verrà posticipato di alcuni mesi.
Il nodo dei tempi di pubblicazione e le difficoltà segnalate dagli operatori
La legge che ha istituito il MUD stabilisce che il decreto di approvazione del modello dovrebbe essere emanato entro il 1° marzo di ogni anno. Nella pratica, tuttavia, questa scadenza non sempre viene rispettata.
I tempi tecnici necessari per la predisposizione del decreto, la sua approvazione e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale possono infatti determinare slittamenti rispetto al calendario previsto.
Anche per il 2026 rimane quindi qualche incertezza sui tempi effettivi di entrata in vigore del nuovo modello. Tutto dipenderà dal momento in cui il decreto verrà effettivamente pubblicato.
Qualora la pubblicazione dovesse avvenire oltre il termine previsto dalla normativa, la proroga automatica di 120 giorni garantirebbe comunque ai soggetti obbligati un margine temporale adeguato per predisporre la dichiarazione.
Nonostante l’aggiornamento del MUD sia diventato una procedura annuale consolidata, il tema dei tempi di definizione del modello continua a suscitare alcune criticità tra gli operatori.
Molte imprese e amministrazioni locali evidenziano infatti come l’incertezza sulla pubblicazione del nuovo format renda più difficile organizzare in anticipo le attività necessarie alla compilazione della dichiarazione.
La predisposizione del MUD richiede infatti un lavoro preliminare articolato. Ovvero raccolta dei dati, verifica delle informazioni, controllo della coerenza dei quantitativi dichiarati e predisposizione dei file per l’invio telematico.
Quando il modello aggiornato arriva con ritardo, queste attività devono essere svolte in tempi più ristretti, con un aumento della pressione operativa sui soggetti coinvolti.


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