L’avvio del RENTRI ha riacceso l’attenzione sul futuro del MUD, sollevando domande e incertezze tra operatori e imprese.

In un quadro normativo in costante aggiornamento, vediamo in questo articolo tutti i chiarimenti in merito pubblicati e disponibili nella sezione “Servizi di supporto” del portale RENTRI.

Il possibile superamento del MUD e il ruolo centrale del nuovo sistema digitale RENTRI

Negli ultimi mesi, la discussione sull’introduzione del RENTRI e sul futuro del MUD si è intensificata, complice l’avvicinarsi delle nuove scadenze previste dalla normativa ambientale.

Molte imprese stanno infatti cercando di capire se il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale verrà effettivamente eliminato e, soprattutto, quando.

La questione non è banale: il MUD è un adempimento che da anni accompagna la gestione dei rifiuti di enti e imprese, mentre il RENTRI punta a rivoluzionare l’intero processo introducendo una piattaforma unica, digitale e centralizzata.

Non a caso, il dubbio principale riguarda proprio la possibile abolizione del MUD.

Secondo quanto chiarito nel documento che accompagna l’attuazione del sistema, a partire dalla prima annualità successiva alle scadenze previste dall’articolo 13, comma 1, quindi dal 2027, il MASE renderà disponibile tramite il RENTRI un modello precompilato da utilizzare ai fini degli obblighi di comunicazione.

Questo modello, conforme al formato stabilito dalla Legge 70/1994, permetterà di assolvere agli obblighi previsti dall’articolo 2 della stessa legge.

Fino a quella data rimane invece pienamente in vigore l’obbligo di trasmettere il MUD secondo le modalità attuali.

La situazione, ad oggi, resta quindi fluida. Le informazioni ufficiali indicano una transizione graduale, ma non confermano ancora in maniera definitiva l’abolizione del MUD.

Dati, tracciabilità e nuovi obblighi: il quadro operativo


Inoltre, in vari corsi formativi e materiali divulgati dal portale RENTRI, si fa riferimento alla possibilità che il RENTRI sostituisca completamente il MUD dal 2027. Tuttavia, manca ancora un atto normativo esplicito che sancisca questa definitiva sovrapposizione.

Per comprendere meglio il contesto è utile ricordare il ruolo del MUD. Si tratta della comunicazione annuale con cui enti e imprese dichiarano quantità, tipologie e flussi dei rifiuti prodotti o gestiti nell’anno precedente.

È articolato in sei comunicazioni differenti, che comprendono rifiuti, veicoli fuori uso, imballaggi, RAEE, rifiuti urbani e produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Una struttura complessa che negli anni ha garantito la raccolta di dati fondamentali ma che, con l’avvento del RENTRI, potrebbe essere progressivamente assorbita da un sistema più moderno e centralizzato.

Il RENTRI, infatti, non è semplicemente un’innovazione tecnologica: rappresenta un vero cambio di paradigma.

Il nuovo sistema, avviato su base volontaria con il supporto dell’Albo nazionale gestori ambientali e di Unioncamere, introduce funzioni digitali che mirano a sostituire integralmente i documenti cartacei della filiera.

Il sistema è strutturato in due sezioni principali: la Sezione Anagrafica, che raccoglie i dati sugli operatori e sulle autorizzazioni, e la Sezione Tracciabilità, che contiene le informazioni relative agli adempimenti.

Ricordiamo che l’iscrizione al RENTRI è obbligatoria per tutti i soggetti che producono, trasportano, trattano o intermediano rifiuti pericolosi e non pericolosi, oltre che per le categorie indicate dall’articolo 189, comma 3 del D.lgs. 152/2006.

Il percorso di ingresso nel nuovo sistema rimane comunque graduale: dopo l’entrata in vigore del 13 febbraio scorso, gli obblighi a scaglioni per l’iscrizione proseguono fino a febbraio 2026.

In questa fase transitoria, le imprese hanno ancora il tempo necessario per adeguarsi alle nuove procedure, mentre il Ministero potrà raccogliere feedback e ottimizzare le funzionalità.

Trasparenza e digitalizzazione: le novità introdotte dal Decreto 251/2023

Il Decreto n. 251/2023 ha inoltre definito in modo puntuale le modalità di compilazione del registro cronologico e del formulario di identificazione del rifiuto, fornendo le istruzioni operative che guideranno la digitalizzazione del settore.

Con l’entrata in vigore di queste norme, il RENTRI potrà garantire maggiore trasparenza, tracciabilità e riduzione degli errori grazie a procedure standardizzate e automatizzate.

In conclusione, la domanda resta aperta: il MUD sarà realmente eliminato? Alla luce delle informazioni disponibili, il passaggio sembra probabile ma non ancora ufficializzato.

Le imprese devono quindi continuare a rispettare gli obblighi vigenti e monitorare costantemente gli aggiornamenti.

Nello specifico, consultando le fonti ufficiali presenti sul sito del RENTRI, nella sezione Servizi di supporto, dove vengono pubblicati chiarimenti, modelli operativi e aggiornamenti normativi.

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