Il Parlamento europeo ha di recente approvato il rinvio e la revisione della normativa UE contro la deforestazione. Le nuove misure concedono più tempo alle imprese e alleggeriscono alcuni obblighi, senza rinunciare alla tutela delle foreste e della biodiversità.
Vediamo in questo articolo tutti i dettagli.
L’UE in merito alla deforestazione: tracciabilità più snella nel mercato interno e focus sui prodotti a maggior rischio
Come anticipato, il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alle modifiche del regolamento UE sulla deforestazione, introducendo un rinvio di un anno nell’applicazione delle norme e una serie di aggiustamenti mirati agli obblighi di tracciabilità e di due diligence.
La decisione, approvata con una maggioranza ampia, nasce dall’esigenza di rendere la normativa più applicabile sul piano operativo, soprattutto per gli operatori di minori dimensioni, mantenendo però intatta la finalità ambientale del provvedimento.
Il regolamento, adottato originariamente nell’aprile 2023, rappresenta uno degli strumenti chiave della strategia europea per contrastare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità.
Il suo obiettivo è prevenire la deforestazione associata al consumo europeo di alcune materie prime e dei prodotti che ne derivano, come cacao, caffè, olio di palma, soia, legno, gomma e prodotti legati all’allevamento.
Ad ogni modo, la novità più rilevante riguarda il calendario di applicazione. Tutte le imprese avranno un anno aggiuntivo per adeguarsi alle nuove regole.
I grandi operatori e commercianti dovranno conformarsi al regolamento a partire dal 30 dicembre 2026.
Per i piccoli operatori, ossia persone fisiche e imprese con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo, relativo ai prodotti interessati, inferiore a 10 milioni di euro, l’obbligo scatterà invece dal 30 giugno 2027.
Si sottolinea che il rinvio non è stato pensato come un passo indietro sugli obiettivi ambientali, ma come uno strumento per garantire un’implementazione più solida.
In particolare, servirà a migliorare il sistema informatico utilizzato per la trasmissione delle dichiarazioni elettroniche sul dovere di diligenza, considerato essenziale per assicurare controlli efficaci e uniformi in tutti gli Stati membri.
Obblighi di due diligence più semplici per i piccoli operatori
Accanto allo slittamento dei termini, il Parlamento ha approvato una revisione mirata degli obblighi di due diligence, con un’attenzione specifica ai micro e piccoli operatori primari.
Per questi soggetti sarà sufficiente presentare una dichiarazione semplificata una tantum, riducendo in modo significativo il carico amministrativo.
La logica è quella di evitare che le realtà più piccole, spesso attive in contesti a basso rischio di deforestazione, vengano gravate da procedure complesse e costose.
Allo stesso tempo, resta fermo l’obiettivo di garantire che i prodotti immessi sul mercato europeo non provengano da terreni deforestati e non abbiano contribuito al degrado delle foreste.
Un altro chiarimento importante riguarda la responsabilità delle dichiarazioni. L’onere di attestare la conformità ricadrà esclusivamente sull’impresa che immette per prima il prodotto sul mercato dell’UE.
Gli operatori e i commercianti che intervengono nelle fasi successive della catena non saranno tenuti a presentare nuove dichiarazioni, evitando duplicazioni e sovrapposizioni.
In particolare, le modifiche approvate puntano anche a rendere più snella la tracciabilità all’interno del mercato europeo, concentrando l’attenzione sui flussi e sui prodotti a maggiore rischio.
In questa ottica si inserisce l’esclusione dei prodotti stampati dall’ambito di applicazione del regolamento. Libri, giornali, immagini e altri prodotti della stampa non saranno quindi soggetti agli obblighi previsti dalla normativa sulla deforestazione.
La scelta risponde alla volontà di evitare adempimenti considerati sproporzionati rispetto al rischio ambientale effettivo, senza indebolire l’impianto complessivo del regolamento.
Valutazione degli impatti e prossimi passi
Il Parlamento ha inoltre chiesto alla Commissione europea di presentare, entro il 30 aprile 2026, una relazione di valutazione sull’impatto della normativa e sugli oneri amministrativi, con particolare attenzione agli effetti sui micro e piccoli operatori.
Questo passaggio sarà cruciale per verificare se le semplificazioni introdotte avranno raggiunto l’equilibrio auspicato tra tutela ambientale e sostenibilità economica delle imprese.
Dopo l’approvazione parlamentare, il testo dovrà ora essere adottato formalmente dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea entro la fine del 2025, affinché le modifiche possano entrare in vigore.
Secondo la relatrice Christine Schneider, l’essenza del regolamento resta invariata: proteggere le foreste realmente a rischio di deforestazione, evitando però obblighi inutili nelle aree dove il pericolo è minimo.
L’accordo raggiunto tiene conto delle preoccupazioni espresse da agricoltori, silvicoltori e imprese, puntando a un’attuazione più pragmatica ed efficace.
Il contesto globale rende comunque evidente la portata della sfida. I dati della FAO mostrano che tra il 1990 e il 2020 sono andati persi 420 milioni di ettari di foresta a livello mondiale, un’area più estesa dell’intera Unione europea.
Il consumo dell’UE è responsabile di circa il 10% della deforestazione globale, con un peso rilevante attribuibile a olio di palma e soia.
In questo scenario, il rinvio e le modifiche approvate non segnano un arretramento, ma un tentativo di rendere la normativa più efficace e condivisa.
La sfida, nei prossimi anni, sarà trasformare queste regole in uno strumento realmente capace di orientare i mercati verso filiere più sostenibili, senza penalizzare inutilmente chi opera nel rispetto dell’ambiente.


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